Valeria - Racconto 2-

Scritto da , il 2020-06-30, genere dominazione

Quella mattina, prima di andare a lavoro, Ludovica mi aveva ordinato di pulire tutta casa da cima a fondo, in modo che brillasse come uno specchio.

"Oggi verranno alcune mie amiche a casa" mi disse guardandomi negli occhi, mentre ero inginocchiata sul pavimento davanti a lei.
Si, una delle tante regole che governavano la mia vita, imposte da Ludovica, era quella di guardarla sempre dal basso mentre mi parlava, per rimarcare la mia inferiorità nei suoi confronti.

"Voglio che questa casa risplenda come non mai. Sono stata abbastanza chiara?"
"Si padrona..." le risposi per poi deglutire abbassando lo sguardo.

La sua mano mi afferrò i capelli, rialzandomi la testa e costringendomi di nuovo a sostenere il suo sguardo.

"Devi preparare anche da mangiare. Stuzzichini, rustici e tutte quelle stronzate che si servono quando si fa una sorta di festicciola.E fai in modo che le bibite siano fresche. Alcoliche ed analcoliche."
Annuii di nuovo.
"Si padrona...sarà fatto."
Mi aspettavo che mollasse la presa ma invece rincarò la dose stringendomi il viso con l'altra mano, affondando le unghie affilate nelle mie guance.

"Sarò di ritorno alle 15. Voglio trovare tutto in ordine, tutto pronto come ti ho ordinato e soprattutto non voglio trovarti tra i piedi quando rientro in casa. Fai in modo di rintanarti nella tua stanza. Senza proferire parola, emettere suono e senza fare alcun rumore. Hai capito bene Valeria?"

A fatica risposi...le guance strette e la bocca aperta..."Si...si...padrona".
Mi lasciò il viso ed i capelli, facendomi crollare improvvisamente sul pavimento. Rimasi a faccia a terra. Sapevo di non doverla guardare. Sapevo che era incazzata nera con me perchè...

Era successo all'inizio della settimana.

E' ormai da un bel po' di tempo che non sono più Valerio e sono diventata Valeria. Sono ormai una donna nei modi, nelle movenze, nel modo di pensare e di pormi verso gli altri. Ho il cazzo ben riposto nel mio chastity cage da tempo e non provo più quelle pulsioni che provavo quando ero un uomo.

La mia educazione è stato un percorso lungo, difficile e tortuoso, pieno di punizioni, vessazioni, umiliazioni e privazioni. Ne porterò a vita i segni sul corpo e nell'anima. Ma alla fine eccomi qui: Valeria, come mia moglie Ludovica aveva voluto e desiderato.

Dicevo si, era successo all'inizio della settimana.

Ludovica aveva trovato residui di sborra tra le mie lenzuola.
Mi massacrò di botte perchè secondo lei, durante la notte, mi ero toccato ed avevo fatto in modo di venire, nonostante il chastity cage che avvolgeva il mio cazzo e le palle.
A nulla valse il mio proclamarmi innocente.
La sua furia fu terribile. Presi tanti di quei calci dappertutto che rimasi agonizzante per ore sul pavimento.
Avevo le labbra spaccate, sangue che mi colava dal naso e, come se non bastasse, prese a frustarmi la schiena con un impeto assurdo.
Se avesse potuto tagliarmi le mani sono sicuro che l'avrebbe fatto.
Era incazzata non solo perchè secondo lei mi ero segato ed avevo sborrato, ma anche e soprattutto perchè avevo di nuovo quelle pulsioni maschili che non dovevano più appartenermi.
In pratica avevo buttato nel cesso mesi e mesi di duro lavoro.
Glielo dissi in tutti i modi che non avevo fatto nulla, ma ovviamente per lei stavo solo mentendo.
Quella sera mi legò nel mio letto, mani e piedi, per evitare che potessi riprovarci di nuovo.
Certo, come se dopo tutte quelle mazzate avessi avuto voglia di riprovarci.
Anche se non avevo fatto nulla ma questo a lei non importava.
Solo il giorno dopo scoprii che oltre ad avermi legato, mi aveva anche narcotizzato ed aveva piazzato una piccola telecamera nella stanza, per sicurezza.
Alla fine dovetti ringraziare quel suo eccesso di zelo, perchè la telecamera mi scagionò completamente.
Registrò tutta la notte ed accertò che fossi sempre legato ed addormentato.
La cosa più bella fu che documentò, in modo impietoso, il mio cazzo che si ingrossava, si gonfiava e , simile ad un insaccato stretto a dismisura nel suo spago, sborrava leggermente attraverso il piccolo buchino del chastity cage.

"Quando è stata l'ultima volta che hai sborrato?" chiese per poi aggiungere "Consapevolmente."
Come se non lo sapesse pensai, prima di rispondere senza guardarla, tenendo la testa abbassata.
Un'altra regola non scritta, ma che avevo imparato sulla mia pelle, era quella di mostrarsi ancora più remissivi ed umiliati se Ludovica sapeva di aver sbagliato.
"Otto mesi fa padrona..."
Andò via senza dirmi nulla, ma quel giorno mi lasciò stranamente in pace, senza vessarmi.
Forse un piccolo risarcimento per avermi gonfiato di botte ingiustamente.

Dopo avermi quindi dato i suoi ordini per la festicciola se ne uscì senza dire altro per andare a lavoro.
Mi misi all'opera in fretta e furia. Il tempo era poco e le cose da fare erano davvero tantissime.
Pulii, rassettai, cucinai.
Finii giusto giusto dieci minuti prima delle 15.
Mi rintanai nella mia stanza come mi era stato ordinato, in un angolo, senza fare rumore.

La sentii rientrare in casa alle 15 in punto. Non era sola.
"Fammi almeno entrare dalla porta!" disse una voce maschile che non conosceva.
"Cazzo ma quanto sei troia?"
"Oddio si...succhialo tutto...oh...che gran puttana..."
Sentii distintamente le parole dell'uomo, accompagnati dai suoi mugolii di piacere.
Capii che Ludovica glielo stava spompinando con la sua consueta foga.
"Basta...fermati...mi fai sborrare subito così..."
Poi sentii Ludovica, eccitata, invitare il tipo che si era portato a casa.
"Scopami...ora, qui, sulla porta..."
Il tizio mi sa che non se lo fece ripetere due volte. Dopo qualche secondo di silenzio l'appartamento si riempì di urla di piacere che provenivano da entrambi.
"Cagna...che gran cagna che sei!"
"Più forte...vai più forte dai!"
Andarono avanti così per un buon quarto d'ora, finchè non sentii lui urlare di piacere.
"Brava cagna...lecca tutto...bevi tutto..."
"Mmmmm...bel cazzone..."

Dopo un pò sentii la porta di casa chiudersi e Ludovica ciondolare di qua e di là per le stanze, per controllare che avessi fatto tutto come mi aveva ordinato.
Fortunatamente doveva essere molto soddisfatta, più per la scopata che per il mio lavoro, visto che non venne ad urlarmi contro subito come faceva di solito.
Entrò dopo qualche ora in camera mia con un tubino rosso che gettò sul mio letto.

"Indossa questo. Senza le mutandine.Metti le calze autoreggenti, truccati alla perfezione" disse rimarcando lentamente la parola perfezione "e poi vieni in salotto. E sbrigati."
"Si padrona" le dissi mentre mi avvicinavo al letto.
Uscì dalla stanza senza degnarmi di uno sguardo e così iniziai a prepararmi.
Indossai le calze, le scarpe ed il vestitino.
Era molto stretto ed attillato e mi faceva, devo ammetterlo, proprio un bel culetto.
Sorrisi mentre mi guardai allo specchio e mi truccavo.
Un bel rossetto rosso ed una passata di lip per rendere le labbra più piene e carnose.
Usai un trucco non troppo pesante ma ero davvero bella si.
Non sapevo perchè Ludovica non mi avesse dato il solito completo da cameriera ma non mi feci troppe domande.

Mi sbrigai ed uscii dalla stanza per andare in salotto.
Era tutto come avevo preparato, ovvero con i tavoli ricolmi di cibo e piatti, posate, bicchieri come mi aveva ordinato Ludovica.
L'unica cosa che non c'era prima che mi ritirassi nella mia stanza era un palo della lap dance proprio al centro della stanza.
Lo guardai incuriosita. Forse Ludovica voleva che intrattenessi le sue amiche ballando.
Entrò nella stanza vestita di un completo nero in latex che le ricopriva tutto il corpo, modellando le sue fantastiche forme a dir poco giunoniche.

"Mettiti di schiena contro il palo, le mani dietro. Anche i piedi, attaccati al palo. Muoviti, non abbiamo tutto il giorno per aspettare i tuoi fottuti comodi da sgualdrinella."
Non so perchè ma mi mollò una sberla forte in pieno viso.
Ansimai, sorpreso, per andare di corsa a mettermi dove lei mi aveva detto.
"Ma guardala la zoccoletta...si è messa tutta in tiro" disse mentre mi legava mani e piedi al palo.
"Che pensavi di fare, di divertirti con le mie amiche? Che fosse festa pure per te?"
Mi diede un'altra sberla, più forte della prima e mi prese il viso nella mano urlandomi in faccia
"Sono costretta a fare questa puttanata di festa...per COLPA TUA!"
Altra sberla. Oltre al dolore il trucco era definitivamente andato dal mio viso,lasciandomi una maschera sbavata nemmeno fossi il Joker.
"TUA PERCHE' NON SEI CAPACE DI FARE LA FEMMINA COME SI DEVE!"
Si allontanò rabbiosa sbracciandosi per la stanza.
Non capivo quale fosse la mia colpa.
L'avrei capito dopo. Dopo avrei capito il perchè della festa, delle amiche e di tutto il resto.
Mi si avvicinò un'altra volta.
"Stammi a sentire puttanella. A me girano tremendamente i coglioni per sta cosa. Per COLPA TUA. Chiaro?
Mi hai già fatto fare una figura di merda enorme. E sai benissimo quanto odio fare figure di merda.
Quindi...vedi di non farmene fare altre e vedi di comportarti come IO comando e come IO ti ho insegnato!
SONO STATA CHIARA?"
No, non era stata chiara perchè non capivo il motivo di tutto quell'odio e quale fosse la mia colpa quella volta. Ma che potevo risponderle se non "Si padrona Ludovica."
"Bene" disse lei mentre mi metteva le mani in mezzo alle cosce alzandomi il vestitino.
Con mio enorme stupore mi liberò il cazzo dal chastity cage, per poi guardarmi di nuovo negli occhi.
"Ricordati quello che ti ho detto su come comportarti."
Annuii.
"Si padrona Ludovica".

Di lì a poco la stanza si riempì piano piano delle invitate.
Erano tutte amiche di Ludovica che conoscevo benissimo.
"Ma guarda come si è fatta carina la Valeria!"
"Brava Ludo, l'hai trasformata in un bel bocconcino!"
"Qualche volta ci porto Claudio, mio marito. Se lo farebbe volentieri il culetto di Valeria!"
Ludovica annuiva e sorrideva, ma sapevo che le avrebbe volentieri mandate affanculo tutte quante.
Poi all'improvviso mi si avvicinò lei, Carla, la più "anziana" della comitiva.
"E così" disse lentamente "c'è stato un piccolo problemino...vero Valeria?"
Non sapevo cosa rispondere ma non ne ebbi il tempo o il modo.
Iniziò a massaggiarmi il cazzo,lentamente, con la mano.
Su e giù, piano piano, stringendo ed aprendo la mano che scivolava sul cazzo.
Il mio battito accelerò per un attimo e guardai Ludovica.
Era nera.
Alla fine capii. Capii qual'era il "problemino". Qual'era la mia colpa.
"Purtroppo" disse Carla con il suo tono di voce lento e pacato, segandomi più velocemente il cazzo, "sono cose che possono capitare. Specie se" si voltò verso Ludovica " non si è fatto un gran bel lavoro..."
Guardai Ludovica e mi vergognai profondamente per averla messa in imbarazzo di fronte a tutte.
Conoscevo Carla e sapevo che era sempre stata una immensa stronza.
Non aveva perso occasione per ribadire la sua fama.
Purtroppo, per quanto cercassi di resistere, di non pensare, iniziai a provare degli istanti isolati di piacere.
Piacere che non provavo da mesi.
Così il mio cazzo, che piccolo non era mai stato, anzi, iniziò prepotentemente ad ingrossarsi, indurirsi e gonfiarsi.
"Oh...il risveglio del guerriero!" disse Carla ridendo, seguita dalle risate di scherno di tutte le altre.
Strinse la mano attorno alla cappella, strizzandola piano piano e strusciando il palmo sul buchino.
"Vedi, cara Valeria...tocca svuotarti completamente per..." fece una pausa segandomi velocemente il cazzo " farti capire che certe cose non devono più capitare..."
Mi sorrise mentre la sua mano lasciava il mio cazzo che ormai troneggiava da sotto il vestitino rosso.
Guardai Ludovica mentre le lacrime iniziarono a solcarmi il viso.
Vidi tutto il suo disprezzo e distolsi lo sguardo, abbassando il capo.
"Oh...piccola...ma che fai piangi?" disse Carla alzandomi il viso.
"Su su...non è il caso! Forza ragazze, iniziamo la mungitura!"
Guardai Ludovica spaventata,ma lei non battè ciglio mentre una delle sue amiche, Marina, iniziava a segarmi velocemente il cazzo.
Era uno stantuffo.
Segava e segava spinta a gran voce dalle altre che ridevano divertite guardandomi nel vano tentativo di resistere.
Ma otto mesi erano troppi.
Così il piacere iniziò a farsi largo, prepotente, veloce...il cazzo sussultò e Marina prontamente smise di segare e lo lasciò.
Partirono dei fiotti di sborra densisimi, uno dietro l'altro mentre le ragazze elogiavano Marina per avermi rovinato l'orgasmo.
"Hahahaha!Brava Marina!"
"Guardatela come si dimena poveretta!"
Non avevo ancora finito di sborrare che un'altra mano, quella di Alessia, prese il mio cazzo ed iniziò a segarlo come una furia.
Cercai di stringere le gambe per il dolore ma non potevo.
"Guardala come cerca di divincolarsi!"
"Dai Alessia veloce!"
La incitavano divertiti dalla mia sofferenza.
Dopo un pò sborrai di nuovo, ansimando.
Anche quello fu rovinato da Alessia.
Ma avevo capito l'andazzo e il senso della parola mungitura.
Altro giro altra corsa.
Altra mano, altra sega, altro orgasmo rovinato.
E poi via, di nuovo, a turno tutte quante si erano fatte il loro giro.
Dal mio cazzo ormai non usciva più niente.
Ero sfinita, svuotata, umiliata.
Mi diedero mezz'ora prima di riprendere daccapo.
Completarono il secondo giro.
Carla mi si avvicinò e mi prese il viso tra le mani.
"Ora siamo sicure che certe cose non capiteranno più. Vero Valeria?"
"S..si...Carla" dissi con un filo di voce.
Ero sfatta, sfinita, con il cazzo in fiamme, le palle vuote e la cappella che mi bruciava da matti.

Però non capitò più.
E ci volle una settimana prima che a Ludovica passasse l'incazzatura.
Ora però una volta al mese passa Serena, la figlia di Carla, da poco maggiorenne a svuotarmelo.
Una sola sega e basta, per evitare spiacevoli inconvenienti.
Deve fare esperienza la ragazza.
Orgasmo rigorosamente rovinato, ovviamente.
Ma quando Ludovica non c'è...
Beh... questo è un altro racconto.

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