Il guardone sul treno

Scritto da , il 2020-06-26, genere voyeur

Sono in treno con i miei genitori, visto che l'università non riprende causa coronavirus e finito il lockdown decidiamo di andare a trovare mia nonna che vive sulla costiera abruzzese, abbiamo prenotato tre posti su un frecciarossa fino a Bologna poi da li uno sfigatissimo eurocity per le restanti tre ore di viaggio.
I miei genitori hanno preso posto sul corridoio, io che amo guardare il paesaggio scorrere durante il viaggio mi sono seduta vicino al finestrino ascolto la musica dal mio smartphone e cerco di rilassarmi ma, qualcosa non va.
Il tizio di fronte a me non la smette un attimo di fissarmi, forse ,come si era lamentato mio padre, il mini abito a fiori bianco e azzurro che indosso è troppo corto e scollato, il tessuto leggero, tenuto su solo da delle finissime spalline, lascia molto poco all'immaginazione, sotto non porto il reggiseno e quando il sole trova la giusta posizione si vedono chiaramente i capezzoli.
Visto che lui stende le gambe fino sotto la mia seduta, sono costretta a tenere i piedi, che vesto con dei finissimi sandali gioiello, sul rialzo laterale sotto al finestrino, in quella posizione scomoda l’orlo del vestito risale vertiginosamente e non faccio nulla per correggerlo, visto che non demorde tanto vale assecondarlo, in pratica gli offro la visione delle mie cosce fino alle natiche e probabilmente anche molto di più.
Indosso Perizoma nero a vita bassa in leggero in tulle trasparente e comodo che lascia il lato B scoperto, perfetto per la stagione estiva, sento il tessuto fendere le labbra della mia passerina ciò vuol dire che offro al mio vicino ben più di quanto sarei disposta normalmente a concedere ad un guardone arrapato.
I miei genitori presi nei loro smartphone, non si accorgono di niente, ogni volta che incrocio lo sguardo dell’uomo, un brivido mi corre lungo la schiena, una luce inquietante gli brilla negli occhi, è qualcosa di sadico e perverso
, mi fa sentire in pericolo ma, anche molto eccitata.
Ora anche lui ha in mano lo smartphone, non finge neanche lo punta verso di me e fa una panoramica dall’alto in basso, sono sicura che mi sta facendo un servizio fotografico o sta girando un video da far vedere ai suoi amici maiali o da mettere su internet su chissà quale sito per pervertiti.
Siamo quasi al tramonto, Il treno fa una curva improvvisa, ma scuote insieme a molti altri passeggeri, il piede sinistro perde l’appoggio e finisce giù, lui subito ne approfitta e piazza tra i miei piedi il suo, così ora sono in trappola.
Lui mi sorride lascivo e con un gesto mi chiede di aprire le gambe e non posso fare altro che assecondarlo, ne posso impedirgli di guardare tra le cosce, dio a saperlo mi sarei rasata e invece sono settimane che trascuro la depilazione del mio inguine.
Lui mi divora con gli occhi, guardo i miei genitori, mio padre ,saputo che c’è un vagone bar si è alzato in cerca di un caffè, mamma seduta accanto si è messa sugli occhi la mascherina per la notte e si rilassa ascoltando la sua musica dalle cuffiette.
Sono in balia di quel guardone depravato e non voglio allarmare mia madre, so per esperienza reagire molto male in certe situazioni.
Qualche anno prima, i miei cugini, figli Zia Katia la sorella di mamma, due scatenati adolescenti, mentre gli facevo da babysitter, stavano devastando la casa e cercando di convincerli a darsi una calmata, mi indussero a indossare un bikini leopardato della loro mamma e poi a fare da giudice per decidere chi tra loro avesse il pisello più grosso, anche se di poco, erano più piccoli di me, pensavo di poter gestire la situazione ma, alla fine ero finita a farmi beccare da mia madre e dalla Zia, in topless mentre i gemelli, decisamente precoci, si masturbavano e venivano sulle mie tette. Ne seguii un casino terribile, ci sono voluti anni per ricucire i rapporti familiari.
Così per evitare un nuovo dramma, in attimo di pudore di cui sono per lo più poco dotata, mi viene in mente che avrei potuto difendermi dai suoi sguardi riparandomi con lo zainetto riposto sulla cappelliera.
Il piano mi sembra perfetto e devo metterlo in atto al più presto, visto che l’uomo con una mano infilata nei pantaloni della tuta a cominciato a segarsi, situazione che al dirla tutta, mi capita piuttosto spesso da quando a 16 anni dopo un lungo infortunio alla mandibola ho perso 12 kg e a detta di tutti sono diventata molto gnocca.
Mi faccio coraggio, mi alzo per eseguire il mio piano ,lui sembra collaborare mi lascia spazio ma, quando sono in piedi con le braccia sollevate per prendere lo zaino, l’orlo già corto del vestito risale fino a scoprirmi le mutandine, lui lo prende come un invito e mi ritrovo le sue mani viscide tra le cosce.
Mentre cerco di dissuaderlo, sono più imbarazzata che qualcuno possa vederci che infastidita , lui mi sfila le mutandine fino alle ginocchia e prende a toccarmi con le mani avide figa e culo.
Si abbassa i pantaloni della tuta, quanto basta per liberare il suo uccello e di forza mi trascina a se, facendomi letteralmente sedere sul suo cazzo, che come una lama calda col burro mi penetra fino alla radice.
Restiamo quasi immobili per qualche minuto sono i binari del treno che corrono sotto il vagone a dare il ritmo del nostro amplesso e quando il treno vibra violento per il passaggio su uno scambio lui viene riempiendomi la fica di sperm.
Quando mio padre ritorna con il caffè, tutto sembra in ordine, il mio vicino legge il giornale ,la mamma dorme tranquilla io guardo fuori dal finestrino e mi godo un bellissimo tramonto, mentre tra le mie cosce, sotto le mutandine fradice, dalle labbra dischiuse della mia passerina colano fuori rivoli di sborra ancora calda.



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