Body painting

Scritto da , il 2020-05-23, genere saffico

-Yuko, vieni da me, domani? Ho una sorpresa- La voce di Jadine al telefono. Subito al sodo, come tipico della ragazza africana.
-Certo!- Yuko, coetanea giapponese e compagna di università non ebbe esitazioni.
-Posso portare un amico con me?- aggiunse Yuko.
-No-
-Dai...-
-Yuko! Come cavolo faccio, se c'è un tuo amico???-
-Lo so cosa hai in mente di fare, ma non c'è problema per me, davvero. Te lo faccio conoscere, davvero puoi fare “qualunque” cosa!- insisteva l'asiatica.
-No... non puoi proprio avere in mente cosa ho intenzione di farti...- Jadine intanto con la mente considerava l'evenienza di un'attività sessuale tra lei e l'amica, sotto gli occhi di un osservatore....
“Non sarebbe male....! Niente male davvero...!”
La sua tendenza all'esibizionismo ebbe infine il sopravvento.
-E sia! Dai, porta l' “amico”, ma ti avverto! Potrà solo guardare!-
Yuko si sentì eccitare... cosa aveva in mente per lei la focosa africana?

Il pomeriggio successivo Jadine si trovò sulla soglia l'amica di sempre con un ragazzottone alto e ben piantato che ostentava due bottiglie di Lutèce, la birra rossa ormai introvabile in Italia.
Alto, la mandibola prominente, biondo scuro, un sorriso che cercava di essere accattivante.
Jadine lo squadrò da capo a piedi. Sì, poteva andare... poteva assistere, si sarebbe saziato della visione dei corpi nudi delle ragazze.
-Jadine... Jos...- le presentazioni erano fatte.
Jadine, come a rimarcare una specie di superiorità territoriale, prese per mano Yuko conducendola in soggiorno, iniziandole a raccontare la propria settimana senza curarsi del tizio alle loro spalle. Poi, come ripensandoci un momento: -Dove hai trovato la Lutèce? Non se ne trova più una in giro neanche a pagarla!-
-In Olanda.- rispose concisamente Jos, che si sentiva un po' fuori luogo di fronte al rapporto intimo delle due amiche.
-Eh già! Ma perchè non ci ho pensato io!- Jadine, si picchiò la fronte con una mano come a voler manifestare il disappunto di non aver trovato quella soluzione banale, lì dietro l'angolo. Fermatasi di fronte al ragazzo, lo squadrava con un'espressione di rimprovero e due occhi spalancati che risaltavano sulla pelle scura.
Jos taceva visibilmente imbarazzato.
-Jos è olandese, chocolat!- Yuko risolse la tensione aprendosi in un irresistibile sorriso. -Non farmelo scappare, non subito, je t'en prie!-
Jos capì che per entrare in confidenza con la ragazza, senegalese, occorreva biascicare qualche parola francese. -Pardonnez moi, Madame!- proruppe incerto.
-Ma va a cagare...- Jadine senza curarsi di lui riprese la mano di Yuko indicandole il divano su cui l'invitava a distendersi. Se quel divano avesse potuto parlare, avrebbe riempito un libro.
Si girò poi verso Jos e ammiccandogli per fargli capire che stava scherzando, gli indicò una poltrona di fronte.
Con un gesto esplicativo della mano fece capire a Yuko di spogliarsi di tutti i vestiti.
-Devo fare come se fossimo sole? Confermi?-
-Confermo!- la rassicurò l'asiatica baciandola delicatamente sulle labbra.
“Iniziamo bene...” fu il pensiero dell'olandese che cominciava a provare sensazioni.

Yuko si distese nuda sul divano. Jadine la squadrava con occhio esperto, con un occhio chiuso ed una matita in mano sembrava un pittore in una boutique d'arte.
-Gamba destra... giù! Sinistra lasciala sul divano. Braccio sinistro sulla spalliera, abbandonato... Il destro dietro la testa... Comme ça!- l'africana sembrava soddisfatta.
-Come in un quadro di Renoir!- osò Jos.
Jadine si girò verso di lui, ma invece di fulminarlo, gli strizzò l'occhio, pollice verso, in alto. Il ragazzo aveva guadagnato punti.
-Jadine è un artista! Stai parlando con una esperta, non farmi fare brutte figure!- scherzò Yuko, mentre il seno le oscillava appena, seguendo i movimenti della respirazione.
Jadine alzò le sopracciglia soffiando l'aria in un sibilo significativo.
-Sarà dura resistere!- confessò rivolta al ragazzo.
Il corpo nudo e perfetto di Yuko era adagiato sensualmente sul divano. Jadine lo squadrò, percorrendone la superficie dai piedi, ben curati, lungo le cosce pallide che convergevano verso il nero ciuffo di peli del pube, il piccolo ombelico tra i fianchi stretti che si allargavano verso le spalle, due bei seni tondi e pieni, appena appoggiati alla superficie toracica, con grande areola scura in mezzo alla quale spiccava un impertinente capezzolo, già eretto per l'eccitazione della situazione. Poi l'incavo delle clavicole, il collo lungo e sensuale, il volto con le labbra carnose, il naso poco sporgente, con la piramide appena accennata della razza orientale, gli occhi allungati con la tipica palpebra dell'occhio giapponese. I capelli ricadevano sulla spalla destra, coprendo appena il seno.
“Cazzo....” pensò la senegalese, che volentieri si sarebbe avventata su quel corpo, sotto lo sguardo del ragazzo. Il suo piano vacillava.
Si scambiò uno sguardo di intesa con l'olandese. Jos sentiva già gli slip stringere.
Come risolvendosi di scatto, Jadine uscì dalla stanza tornandoci con una grossa scatola di latta, che stava aprendo.
Appoggiò la scatola aperta da cui spuntavano piccoli vasetti di vetro con tappi a vite metallici.
-Colori per il corpo!- bisbigliò al ragazzo con aria di cospirazione. Estrasse dei grossi pennelli sotto gli occhi incuriositi dell'amica.
Aperto un vasetto color verde scuro, con un movimento studiato iniziò a dipingere una spessa sinuosa linea verde dal piede appoggiato di Yuko verso l'interno del ginocchio, poi sulla superficie anteriore della coscia, allargandosi sull'anca, poi sul fianco fin sotto al seno.
Dopo aver ponderato il suo lavoro, riprese dal piede, con pennellate rapide e precise, dando forma ad una pianta dal lungo stelo e le molteplici diramazioni.
Le ramificazioni si spingevano sulla superficie interna della coscia, fin sotto l'inguine, poi sui fianchi fino a lambire il seno. Yuko guardava stupefatta la figura di una pianta prendere forma sul suo corpo. Quando le pennellate si spinsero audacemente sulle sue cosce, verso la vulva, cominciò a trasalire ad ogni nuovo dettaglio che veniva a creare la composizione.
Il pennello soffice e bagnato le stimolava la pelle sulle cosce e sui fianchi facendo crescere la sua eccitazione. Una nuova pianta fu disegnata sulla gamba che giaceva sul divano, risalendo al fianco ed al seno dello stesso lato.
Jos seguiva affascinato i movimenti delle mani della senegalese, ora rapidi, ora lenti e precisi, vedendo crescere foglie e rami con quella incomprensibile precisione che hanno i pittori di creare forme prodigiose con semplici tocchi di pennello. Il colore lucido si diramava sulle cosce della giapponese circondandone alla larga il pube ed il seno, come se le pianticelle se ne tenessero volutamente a distanza.
Con qualche ritocco verde scuro ed un accurato ritocco dei profili con un giallo limone Jadine ricreò tridimensionalità con ombre e riflessi.
Era affascinante vedere sul corpo nudo di Yuko crescere le piante, subito adornate di piccoli fiori dal petali appuntiti.
-Jasmine!.- Esclamò l'olandese affascinato. -Il tuo stile ha un non so chè di Gauguin...-
L'africana lo confermò con un gesto.
L'odore delle tempere si diffuse nell'aria.
In pochi minuti due piante simmetriche di gelsomino, di un verde lucido picchiettato dei tipici fiori, presero vita sul corpo della ragazza orientale, come un fine tessuto.
Gli occhi di Jadine guardarono soddisfatta. Lo sguardo passava dal corpo disteso che faceva da sfondo, alla pianta che sembrava avvolgerlo con rami dalle ampie volute.
Poi lo stelo fu completato con brevi tratti marrone e bianco che come radici si diramavano sulle unghie e tra le dita dei piedi di Yuko.
La sensazione umida tra le dita, il particolare massaggio ai piccoli piedi con la punta del pennello e l'umidità dei colori facevano crescere l'eccitazione della modella.
Ma l'artista aveva appena cominciato. Si concesse qualche sorsata dell'ambrata birra alsaziana facendo schioccare le labbra. Ammiccò al giovane.
-Alors... ça va?-
Jos con un dito si allargò il colletto della maglietta. L'effetto della pittura e dello sfondo del corpo di Yuko lo stavano facendo sudare.
Jadine si pulì le mani su un panno e riprese l'opera.
Con il pennello attinse un marrone scuro e, inginocchiata di fronte alla vulva dell'amica, prese due misure, dagli inguini tracciò due spesse linee convergenti sulle grandi labbra e sul pube, proseguendo sull'ombelico per spegnersi prima dello sterno.
Il contatto del pennello sui genitali, il colore umido e pastoso che veniva arricchendosi di sfumature e increspature di colore provocarono una crescente eccitazione nella giapponese che si manifestavano con lenti movimenti pendolari del bacino, come incontro al pennello ed alle mani dell'amica.
Jadine percepiva il profumo intimo di Yuko, la vulva luccicava di muco. Dovette farsi forza per proseguire.
Il tronco legnoso che traeva origine dalla vulva di Yuko, proseguì sfumando in una duplice diramazione verde scuro che, contornando i seni, sfiorandone il contorno inferiore, si riavvicinavano verso il giugulo, allungandosi infine verso il collo.
Di nuovo, il contatto del pennello sulla pelle diventata estremamente sensibile, dall'ombelico verso i seni, provocavano lunghi sospiri di piacere alla modella. I capezzoli si indurirono, mentre le areole cominciarono a gonfiarsi.
Jos seguiva la trasformazione fisiologica sul seno della ragazza sentendo l'erezione crescere di secondo in secondo.
Anche a Jadine, pur avendo già molte volte dedicato le sue attenzioni al seno dell'amica, restò scossa da quella visione, che si sviluppava sotto i suoi occhi come al rallentatore.
Le larghe scure areole di Yuko lentamente si contrassero restringendosi e gonfiandosi leggermente. Piccole punteggiature in rilievo si sostituirono alla pelle prima liscia, mentre i capezzoli al centro si gonfiarono sporgendo scuri.
-Piccoli lamponi morbidi.... o forse due piccole more....- Sussurrava Jadine.
Con la punta delle labbra sfiorò quei capezzoli carnosi che sembravano chiamarla, cercarla. Il seno di Yuko sembrava più grande nell'eccitazione che cresceva.
Fu allora che con un fine pennello intinto nel rosso rubino, con maestria impareggiabile, la pittrice seppe miracolosamente decorare i capezzoli sporgenti in piccoli grani, che si allargavano sulla superficie sollevata e irregolare delle areole.
Yuko tratteneva il fiato mentre il pennello bagnato di tempera le sfiorava le areole e si dilungava sui capezzoli. Posseduta da un piacere intenso ed inedito, sporgeva il petto verso le abili dita dell'amica, sospirando con frequenza crescente, le tumide labbra socchiuse.
Piccoli ritocchi giallo limone e brevi riflessi bianchi seppero ricreare una struttura tridimensionale accentuata dalla sporgenza delle areole e dei capezzoli gonfi.
Il pennello continuava incurante a stimolare la pelle del seno e dei capezzoli di Yuko che abbandonò il capo all'indietro sentendosi sopraffatta dalle sensazioni.
Il bacino ondeggiava sporgendosi verso il corpo di Jadine, che, in ginocchio, tra le cosce dell'asiatica, riprodusse alcuni altri frutti sul tondo seno e una composizione di rossi fiori verso il collo.
-Io.... semplicemente non posso credere a quello che vedo....- sussurrava Jos che alternava eccitazione sessuale per la lenta, continua carezza del pennello sui capezzoli eccitati, allo stupore di vedere crescere l'opera d'arte sul corpo della modella.
Il membro si era allungato di lato sotto i calzoni, non trovando spazio verso cui estendersi. Il ragazzo ne sfiorava i contorni quasi senza accorgersene mentre seguiva le mani dell'africana muoversi lungo la pelle.
-Non sborrare sul tappeto!- lo raggelò Jadine che con la coda dell'occhio lo teneva sotto controllo.
L'olandese, colto in flagrante strabuzzò gli occhi.
-Scusa....- si corresse Jadine -Ho fatto un master in comunicazione a Cambridge....!-
Yuko scoppiò a ridere mostrando una fila di denti bianchissimi tra le labbra rosso scuro.
Come di incanto le piante di gelsomino sul suo corpo presero vita, come mosse dal vento con un effetto sorprendente. Jos spalancò la bocca interrompendo le manovre alla vista del ventre, delle cosce e della vulva di Yuko come avvolte dalle fronde, leggermente agitate dal vento del gelsomino.
-Ti piace il melograno?- gli chiese all'improvviso l'africana.
Ecco cosa era!
Il seno di Yuko era avvolto dalle foglie carnose della pianta simbolo della fertilità che maturava i suoi frutti, aperti, sui capezzoli gonfi. I piccoli semi rubino rilucevano di riflessi sulle areole della giapponese che respirando, sollevava il seno come se i melograni ondeggiassero maturi alla brezza dell'estate.
L'occhio non riusciva a sostare a lungo sui particolari, confondendo lo sfondo dei seni eccitati con le fronde ed i frutti in lento movimento nel vento immaginario che prendeva vita dal respiro di Yuko.
Dai semi rubino di delicata trasparenza ai contorni delle areole e dei capezzoli, poi di nuovo alle foglie e ai delicati fiori di gelsomino che incorniciavano il fusto del melograno, sviluppandosi sulle cosce e sui fianchi di Yuko in una rappresentazione tridimensionale estremamente realistica.
Il tronco convoluto che prendeva origine dal pube e dalla vulva.
Jadine estrasse a sorpresa una piccola boccetta di Dior lasciandone gocciolare alcune stille sui capezzoli e sulla vulva del suo quadro vivente.
Avvolta dal profumo del mughetto, si alzò allontanandosi un poco per meglio osservare la sua opera d'arte.
Yuko, posseduta da un piacere conturbante per la protratta stimolazione col pennello bagnato e rapita dall'immagine della pianta e dei frutti in cui come per magia si era trasformato il suo corpo, respirava profondamente, gli occhi lucidi di gratitudine per l'amica che aveva operato il miracolo.
Jos rimirava l'opera scuotendo incredulo la testa.
Jadine sorrise soddisfatta. Si volse verso il ragazzo.
-Ora, se permetti....- lasciò le parole in sospeso, di fronte all'espressione interrogativa dell'olandese.
Si inginocchiò di fianco al divano. Prese la nuca di Yuko come se stesse sollevando la corolla delicata di un fiore, avvicinò la sua bocca alle labbra di lei e cominciò a baciarla, prima delicatamente, poi lasciandosi vincere dalla passione.
Sentì le labbra di Yuko dischiudersi come un fiore al mattino per sporgere un poco la lingua incontro all'amica.
Jadine sollevò ancora un attimo il capo da quel lungo, passionale bacio voltandosi verso Yos che ancora era rimasto con la stessa espressione inebetita.
-Tu.... per questa volta..... puoi guardare....!- Rivolse ancora uno sguardo benevolo all'amica, la baciò delicatamente sulle labbra; poi ancora verso Jos: -.... e basta.....-
Poi con uno sguardo avvolgente si dedicò nuovamente a Yuko che sporgeva la bocca in cerca dei suoi baci. Le sue dita accarezzarono i frutti di melograno sui capezzoli della ragazza, seguirono le fronde intorno al seno di lei. Proseguendo sul tronco superarono l'ombelico, indugiarono brevemente giocando con i peli sul monte di Venere per poi immergersi nella vulva tumida e bagnata.
Le labbra delle ragazze socchiuse, le lingue ancora si ritrovarono mentre nell'eccitazione che le dita d Jadine le facevano crescere nella profondità del suo ventre, Yuko potè finalmente abbandonarsi ad un profondo orgasmo liberatorio, scoppiando in lacrime tra i baci dell'amica.

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