Rebeca cap.11 - Riunione dal Preside e poi sesso in aula

Scritto da , il 2020-05-23, genere etero

Quando eravamo stati convocati dal preside, quel pomeriggio, eravamo andati all'appuntamento senza confrontarci prima. Non avevamo mai le stesse idee in merito all'organizzazione scolastica ed era chiaro che le nostre relazioni che avevamo presentato per il programma del secondo semestre non avevano alcunché da spartire.
“Non ho mai trovato un consiglio di istituto con delle persone con delle visioni così diverse come le vostre due!”, aveva tuonato il preside, chiedendoci di addivenire ad un incontro che fosse risolutore.
“Non se ne parla proprio”, disse Rebeca appoggiandosi all'indietro alla poltrona ed accavallando le gambe a mio favore. Di Rebeca non si può dire che fosse una donna che non sapeva vestirsi. Anche quel giorno era impeccabile con una gonna al ginocchio nera, una blusa bianca, le calze color carne e dei sandali color nude intrecciati dai quali spuntavano le sue dita le cui unghie erano dipinte di rosso. Lei sapeva che l'abbinamento calze, tacchi e magari anche sandali mi faceva morire e per quel motivo aveva scelto proprio per quel giorno quei capi. Rebeca sapeva cosa fare per eccitarmi e portare a casa una mia rinuncia e si mise all'opera, ma io decisi di tenere duro.
Bisticciammo e ad un certo punto il preside dovette intervenire per calmare la discussione.
“Adesso tornerete alle vostre case. Ci rivedremo tra una settimana. Nel frattempo sentitevi, anche se la vedo difficile, per trovare una via d'uscita a questa situazione”, ci disse. Poi si alzò decretando la fine del nostro incontro e ci invitò ad uscire. Ci alzammo a nostra volta e dopo avergli stretto la mano, uscimmo dal suo studio.
Erano le 18 e la scuola era vuota. Lo sapevamo entrambi ma la discussione era degenerata troppo per i miei gusti. Ci avviammo lungo il corridoio in silenzio, diretti verso l'uscita.
Fu Rebeca a prendere l'iniziativa. Poco prima della fine del corridoio mi prese la mano e mi tirò verso una aula, quella della prima classe in cui aveva frequentato anche mio figlio. Ovviamente non mi opposi. Anche quel giorno aveva saputo stuzzicarmi con il suo erotismo da donna benestante e snob che amavo e quindi, senza proferir parola, entrammo nella stanza richiudendo la porta alle nostra spalle.
“Quando ti scaldi per i tuoi valori e diventi così focoso, mi ecciti da morire”, mi disse lei poggiandosi all'indietro alla scrivania dell'aula.
Io mi avvicinai a lei percependo il suo profumo e ricevendo conferma che quel giorno era stata dal coiffeur. I suoi capelli erano leggermente più corti della settimana precedente, quanso avevamo scopato in auto e si sentiva odore di lacca e di salone di parrucchiere.
“Anche tu mi ecciti un sacco quando fai la stronza snob e perbenista”, le dissi.
“Siamo fatti l'uno per l'altra, è chiaro”, concluse sghignazzando maliziosamente mentre mi posizionai davanti a lei.
Feci un passo avanti fermandomi a pochi centimetri con il viso dal suo ed infilai una mano sotto alla sua gonna, tra le sue cosce. Mentre la mia mano risalì scoprendo dapprima che quello che pensavo fosse un collant invece erano delle autoreggenti color carne e poi che non indossava slip o mutande, lei si avvicinò e mi baciò. Al contempo aprì leggermente i piedi in modo che la mia mano potesse accarezzarle il sesso, che si bagnò immediatamente.
“Sapevi che saremmo finiti qui, allora?”, le sussurrai nell'orecchio.
“No, non lo sapevo, ma lo volevo. Mi sono preparata a questo momento ed ho voluto che accadesse”, mi rispose portando la sua mano sulla mia patta e scoprendo così la mia eccitazione.
“Mi piace averti qui a scuola”, le dissi.
“Anche a me. Quì è cominciato tutto e mi eccita terribilmente”.
“Lo vedo”, conclusi. Poi mi inginocchiai davanti a lei e le sollevai la gonna trovandomi immediatamente davanti al suo sesso, perfettamente depilato e curato. Quando affondai il volto tra le sue cosce, inserendo la lingua tra le pieghe del suo sesso, lei mi portò una mano sulla testa spingendomi il volto contro di sé.
“Madre de Dios....”, disse sospirando, poi non disse più nulla senza smettere però di mugugnare fino al suo primo orgasmo che raggiunse in piedi, su un piede solo, mentre l'altra gamba era poggiata sulla mia spalla.
“Voltati e appoggia le mani sulla scrivania”, le dissi con tono fermo. Rebeca lo fece e si sollevò anche la gonna, preparandosi alla mia penetrazione.
Entrai dentro di lei con una spinta sola che la costrinse ad allungarsi sulla scrivania per attutire il colpo. Non disse nulla e si limitò a cominciare a ruotare il bacino per assecondare le mie energiche spinte. Sapeva che non l'avrei risparmiata quel pomeriggio. C'erano giorni in cui ci piaceva scopare riempiendoci di tenerezze e di dolcezze, ma quello non era uno di quelli.
Le poggiai le mani sui fianchi e poi cominciai a scoparla con un ritmo intenso. Lei mostrò di apprezzare, nonostante in un paio di casi mi chiese di rallentare.
“Se questa è la punizione per la discussione di prima, spero che saremo sempre di pareri opposti”, mi disse voltandosi all'indietro sorridente. Con la mano sinistra le afferrai il viso e lei mi succhiò il dito medio e l'indice, che le inserii proprio in bocca. Nel frattempo spingevo di brutto, sentendo le sue chiappe sbattere contro alle mie cosce.
“Saremo sempre di pareri opposti Rebeca. È la nostra diversità il nostro forte, quello che ci tiene uniti”.
“No, quello che ci tiene uniti è il desiderio. Adesso fammi godere, dai...”, mi rispose voltandosi verso il muro e poggiando i gomiti sulla scrivania. Io portai la mano destra tra le sue cosce, tenendole aperte le labbra ed accarezzandole il clitoride senza smettere di fare avanti e indietro dentro al suo corpo. Lei mi disse che stava per godere.
Anche per me era la stessa cosa e di lì a poco, quando sentii il suo piacere irrompere, mi lanciai a briglia sciolta in un ultima penetrazione frenetica di circa due minuti al termine del quale il suo orgasmo sopraggiunse impetuoso ed io eiaculai dentro al suo sesso decilitri di sperma.
“Dio! Dio! Dio!!!”, urlicchiò Rebeca, temendo di essere udita.
Restammo uniti per qualche attimo, senza che io uscissi dal suo corpo, ansimanti e madidi di sudore. Faceva caldo in quell'aula e praticamente non ci eravamo nemmeno spogliati tanta era stata la foga con la quale ci eravamo accoppiati. Tolsi la mano dal suo sesso e ve la portò lei, obbligandomi a restare dentro di lei.
Poi si sollevò leggermente e mi chiese di baciarla, cosa che feci immediatamente. Le sue labbra sottili erano morbide ed i suoi occhi brillavano.
Sculettò leggermente e percepii lo sperma che usci dal suo buco colando a terra.
“Hai esaurito le energie o ne hai ancora?”, mi chiese staccando le sue labbra dalle mie. Poi diede un altro colpo di culo ed io mi sentii rivitalizzare.
“Cosa ne pensi?”, le chiesi.
“Che dobbiamo scopare ancora”, mi rispose.
Ricominciai così a scoparla da dietro, ma poco dopo la feci salire in cattedra facendola sdraiare e, dopo averle spalancato le gambe, la presi in una classica posizione da tavolo. Seppi qualche giorno dopo che il marito non la scopava più da tempo e che ormai la sua vita sessuale girava solo ed esclusivamente attorno a me. La cosa mi lusingò da un lato e preoccupò dall'altro. Lei non avrebbe mai lasciato marito e famiglia ed io nemmeno lo volevo, ma non volevo nemmeno diventare un amante “obbligato” a soddisfare i desideri di una donna ricca e viziata.
Questo era ciò che pensavo ma quando l'avevo davanti a me, a gambe aperte che mi invitava a possederla e mi diceva che ero sensazionale, tutto ciò svaniva ed i miei punti fissi venivano meno. Io la tenevo in pugno, ma lei mi possedeva.

Questo racconto di è stato letto 1 7 7 6 volte

Segnala abuso in questo racconto erotico

commenti dei lettori al racconto erotico

cookies policy Per una migliore navigazione questo sito fa uso di cookie propri e di terze parti. Proseguendo la navigazione ne accetti l'utilizzo.

Online porn video at mobile phone


storie erotichil culetto di mia sorellaracconti hot gaystorie eroticoracconti porno zieracconti erotici con il caneracconti porno di mogli troieracconti di incestiracconti erotiicracconti porno in italianostorie ponoracconti eritrocitiracconti erotici famosiacconti eroticiracconti erotici straniracconti sculacciateracconti erotici depilazionestorie hotracconti erotici di zoofiliamarito cornuto sottomessochiavo mia madreracconti veri harderotiraccontiracconti erotici gay stuproracxonti eroticiracconti porno 69racconti e storie eroticheracconti lesbicheracconti erotici ewritersracconti ewriterracconti cinema pornocuckold racconti eroticicamionisti porcistorie porno al cinemastorie eroticiraccondi pornoraccnti pornostori eroticheerotici racconti.itracconti gangbangracconti con transrqcconti pornogeniv racconti eroticiracconti di zie troieracconti erotici lesbo incestoracconti porno cornastprie pornowww racconti itho scopato mia nuorairacconti di milustorie porno sorellauna moglie insaziabileracconti porno analeracconti erotici calzei racconti di milouracconti erotici neroiracconti di milùstorie eoticheeriticiraccontiblog racconti pornoraccontieroticoracconti brevi eroticimarito cornuto e moglie troiaracconti prima volta nel culostoriw pornoeroticraccontiracconto erotico moglieamatoriali raccontiperetta raccontistorie vere cuckoldracconti porno+racc sessculosfondatoracconti erotici tra cuginiero raccgeneri erotici