L'orchidea di Yuko

Scritto da , il 2020-05-22, genere saffico

Si consiglia di leggere il racconto con sottofondo di The dark side of the moon dei Pink Floyd

Quel pomeriggio Yuko si presentò a sorpresa in casa di Jadine con una bellissima pianta di orchidea dai molti fiori carnosi rosa e fucsia.
Era il ventitreesimo compleanno dell'amica senegalese e Yuko, coetanea giapponese, voleva festeggiarla con un omaggio floreale, che lei sentiva come molto rappresentativo della propria terra di origine.
Con quei fiori Yuko si prefiggeva di stimolare le doti artistiche e botaniche dell'amica, ma forse si spingeva a sperare in qualcosa di più. L'arte giapponese della seduzione, avrebbe potuto fare il resto.
Dopo un semplice bacio sulle labbra, prese per mano l'amica, conducendola nel soggiorno che ormai conosceva bene.
Posò il vaso di orchidee sul tavolino, davanti al grosso specchio e chiese all'amica di sedersi di fronte alla pianta ed allo specchio. Mentre faceva partire il CD dei Pink Floyd “the dark side of the moon”, si pose in piedi alle spalle dell'amica chiedendole una puntigliosa descrizione botanico-artistica del fiore che le aveva donato. La senegalese inizialmente non capiva e continuava ad avventarsi per coprire di baci la bocca ed il viso dell'asiatica, ma di fronte alle insistenze dell'amica, dovette cedere.
Ubbidiente, cominciò a descrivere la corolla di fronte a lei. La sua esperienza in botanica poteva così soddisfare le fantasie dell'amica asiatica.
-Fiore pentamero, composito. Una ampia corolla di grossi petali carnosi fa da cornice a tre piccoli petali interni che avvolgono delicatamente l'apparato riproduttivo del fiore....- decantava, ma lo sguardo fuggiva spesso allo specchio di fronte a lei, in cui rimirava l'amica che, alle sue spalle, aveva sollevato le braccia sopra la testa, semi piegate; le ascelle che Jadine tanto adorava, erano lisce e curate; le avrebbe volentieri leccate e baciate, come sapeva che a Yuko piaceva. La giapponese, chiusi gli occhi e piegato il capo di lato, si lasciava cullare dalla musica, ondeggiando sensualmente i fianchi, assecondando l'armonia.
Al pezzo successivo, Yuko seguiva il ritmo più serrato pestando lievemente i piedi. Il seno le ondeggiava seguendo il ritmo, i capezzoli sembrava volessero bucarle la camicetta aderente.
-Wowwwwww!- fece l'africana, scuotendo lievemente la testa in segno di apprezzamento.
-Continua!- fu l'inevitabile rimprovero.
-Alors.... I grossi petali laterali sembrano continuarsi il superiore sull'inferiore, in una struttura simmetrica, come se fossero tutt'uno. I petali sono ampi e carnosi, il profilo delicatamente convesso, sinuoso, come..... come....- scacciò un rapido pensiero.
-Come?- si sentì apostrofare.
Alzò gli occhi, dal fiore allo specchio. Yuko si stava spogliando al ritmo della musica. Si era slacciata i due primi bottoni della camicetta ed ora la stava sfilando, con lentezza calcolata. Jadine sentì la fronte imperlarsi di sudore, mentre una sensazione di caldo si diffondeva nella vulva. Il margine della camicetta aveva scoperto il delizioso piccolo ombelico dell'asiatica, i suoi fianchi stretti, la perfetta linea sinuosa che come una clessidra, si allargava verso le spalle e verso il bacino; poi più su, il movimento scoprì il seno di Yuko, pieno e delicato, i capezzoli scuri ed eccitati nelle grosse areole, le clavicole... la camicetta fu lanciata di lato come nei migliori spettacoli di striptease.
-Ma Petitjaune!- Jadine appoggiate le mani sul tavolo, si alzò per andare incontro all'amica che la stava sfacciatamente provocando.
-Eeeeeehhhhhh!- fu apostrofata severamente. -Torna al lavoro!-
Mestamente l'africana dovette sedersi nuovamente al tavolo.
La musica dei Pink Floyd scorreva mentre allo specchio Yuko si sfilava i corti jeans, mostrando un pube ben depilato agli occhi sorpresi dell'amica. Che fine avevano fatto i peli neri di cui Yuko andava tanto fiera? Sapeva bene la senegalese che questo gesto era un estremo dono fattole dall'amica del continente giallo. La sua vulva si stava bagnando, il caldo aumentava. Un caldo umido che neanche in Senegal...
-... petali carnosi..... i petali laterali sono aperti e distesi, dalla superficie ampia, ondulata in fini irregolarità, morbidi e setosi al tatto. I contorni netti, lievemente rilevati. Il colore è di un rosa delicato, chiaro all'interno con una progressiva sfumatura verso l'esterno.... Ma Yuko...?- si interruppe.
-Sssshh!- fu la risposta,
Yuko, completamente nuda, chiusi gli occhi, allungati in quella irresistibile piega orientale data dall'epicanto, muoveva i fianchi sinuosamente al ritmo della musica. Le braccia alte, le ascelle candide, il monte di Venere depilato e lucido sotto un sottile velo di sudore, la vulva incorniciata dalle lunghe pallide cosce, i fianchi a mandolino... Jadine sentì un fiotto di muco sgorgarle dalla vulva. Pensava al sedere della giapponese, al delizioso fondoschiena... Si strizzò le tette per risvegliarsi dal sogno, ma il contatto coi capezzoli eccitati le facce gemere.
-Una sottile trama di venature fucsia, sul fondo rosa, si diramano dalla parte interna intrecciandosi ed infittendosi verso l'esterno....- La mente di Jadine frullava vorticosamente. Ripetè nella mente le parole che aveva pronunciato ma il pensiero le sfuggiva.
Alzò gli occhi allo specchio. Yuko incurante del suo preciso lavoro, impietosa verso l'amica, si sfiorava i capezzoli avvolta dalla musica, traendone un piacere che Jadine poteva documentare dalle labbra carnose dell'asiatica, che si erano socchiuse. Deglutì rumorosamente.
-I petali interni sono più piccoli, più scuri; tendenti all'indaco sporgono ad angolo retto rispetto ai petali esterni da cui si staccano con una profonda discontinuità; il bordo superiore converge verso..... cazzo! Ho capito!-
Allo specchio Yuko stava sorridendo. Le mani ora si accarezzavano il liscio monte di Venere con lunghe carezze che partendo dagli inguini convergevano sul pube.
Jadine trionfante realizzò che l'accurata descrizione dell'orchidea regalatale dall'amica corrispondeva esattamente alla descrizione della vulva della giapponese.
-Wwwwwooowwwww!!!!!- sussurrò prendendosi i seni in mano per strizzarseli, ormai iniziando ad abbandonarsi al piacere carnale che l'amica le aveva sublimato.
-I piccoli petali sono più scuri, dal bordo frastagliato, in apparenza più carnosi e turgidi, convergono verso l'alto, dove il clitoride fa.... dove “il pistillo” si staglia, come al centro di un bersaglio per la... per le... ma cosa dico? Un piccolo petalo incornicia in basso questa piccola delicata vulva, separandola dal perineo, verso il culetto.....- Jadine si sentiva delirare. Di fronte a lei i magnifici, superbi, perfetti, delicati fiori riproducevano in multiple copie l'irresistibile vulva della giapponese, che ora, dietro di lei, cullata dalla musica, si era socchiusa le grandi labbra per accarezzarsi il clitoride.
Il ritmo della musica aumentava nel lamento di “the great gig in the sky”. Yuko stava godendo infilandosi le dita nella vulva e sfiorandosi poi il clitoride.
Jadine si alzò con un balzo e le fu addosso buttandola sul divano.
Yuko parò il colpo allungando la braccia dietro di lei per non spezzarsi la colonna sotto il veemente attacco della pantera d'Africa. Si mordeva il labbro inferiore con quei suoi denti bianchi e perfetti, mentre, la testa un po' di lato, sbirciava l'africana con i suoi lunghi occhi neri.
Davanti agli occhi stupefatti di Jadine, allargò le cosce aprendosi la vulva con le dita.
Il suo profumo, intenso e conturbante, avvolse l'africana che sentiva gocce di eccitazione colarle lungo le cosce. Stette ad assaporare l'aroma lasciandosi inebriare ed eccitare. Poi fissò gli occhi in quelli di Yuko, sfilandosi a sua volta la camicetta e slacciandosi il reggiseno.
Le tette le caddero in avanti non più trattenute. Piccole gocce imperlavano i capezzoli.
Senza perdere d'occhio l'asiatica, si slacciò il panno che usava per gonna, facendolo cadere ai suoi piedi. Lo sguardo di Yuko seguì le sue mani, rapito dalle mutande nere di Jadine, quasi trasparenti. L'africana senza troppe cerimonie se le abbassò lanciandole con un calcio. La figa dell'africana era ora sotto gli occhi affamati di Yuko.
-Ora descrivi questa!- sussurrò all'esperta in botanica.
Jadine si inchinò di fronte alla figa che la giapponese le porgeva. Il suo profumo ora era più intenso. Le piccole labbra erano lucide di piacere e una piccola goccia limpida ne colava, come rugiada sui petali freschi di un fiore.
Jadine aspirò voluttuosamente avvicinandosi alla vulva, sfiorandola col naso e poi, non riuscendo a resistere, con la punta della lingua.
Yuko sussultò. La musica avvolgeva entrambe invitandole ad un lungo amplesso.
-Le grandi labbra di Yuko sono soffici e setose.... Chiare in periferia, lungo un bordo sinuoso che converge in basso verso il perineo, si inscuriscono verso il centro. Un velo di umidità le ricopre ed una sottile trabecolatura rossa esprime eccitazione per il prossimo incontro sessuale. Talvolta il bordo esterno è ricoperto di fine peluria che evolve in soffici e lunghi peli corvini che si continuano verso il monte di Venere...- Jadine si avvicinò all'oggetto del desiderio; le sue labbra si unirono per scoccare un lieve delicato bacio alle piccole labbra di Yuko, che pulsavano di piacere sotto lo sguardo dell'amica. La lingua le accarezzò per riprenderne la descrizione.
-Le piccole labbra sono frastagliate, carnose, turgide, dal contorno finemente arricciato. Il colore è scuro, quasi nero, con una sfumatura verso il rosso intenso alla loro superficie interna, che lentamente degrada verso la mucosa vaginale, di colore rosso carminio. Umide di secrezioni e intensamente profumate, convergono in basso in uno stretto fornice arrotondato, mentre in alto si uniscono ad angolo acuto in una vertice più sporgente.- Con la lingua toccò le piccole labbra, accarezzandole verso l'alto, facendo trasalire la giapponese.
-Spostando appena il bordo superiore, meglio se toccando con la lingua, si rende evidente un piccolo clitoride, che, distendendo le mucose, sporge ulteriormente, di colore appena più chiaro tendente al rosa grigio, l'apice arrotondato, la lunghezza di circa 2 millimetri. Sotto il piccolo orifizio dell'uretra la lingua può scorrere verso il basso fino ad infilarsi in un incavo che, allargato dalle dita bene bagnate di muco, continua con una vagina stretta e succosa. Le secrezioni ghiandolari mucose, intensamente aromatiche, si esprimono qui al massimo e.... e....-
-Eee?- chiese Yuko appassionata dalla puntigliosa descrizione della propria figa.
-E quindi a questo punto bisogna fare così!- riprese risolutamente l'africana e, alzando una gamba scavalcò Yuko; dandole la schiena, si sedette sul suo ventre e si chino sulla vulva, allungando il culo verso la faccia dell'amica. Iniziando a penetrare la giapponese, sollevò il culo perchè Yuko potesse infilarle dentro la vulva la propria lingua.
Quando Yuko, spinta la lingua nella figa africana, le infilò un dito nel culo, Jadine ripetè l'operazione nel culetto di Yuko.
Le due ragazze ora si leccavano a vicenda, inebriate dagli umori dei genitali altrui, che copiosamente si riversavano sulle lingue e nelle bocche insaziabili.
Jadine riusciva ad infilare un bel quattro centimetri di lingua nella figa di Yuko, mentre questa, meno dotata, le accarezzava il clitoride. La lotta proseguì per interminabili minuti, mentre il CD riprendeva il suo corso dopo essere terminato la prima volta. Fu Yuko a cedere per prima. Stringendo le cosce sul volto dell'amica si lasciò andare ad un lungo gemito, mentre Jadine, come ad un segnale convenuto, prese a succhiarle il clitoride. Yuko si tirò contro la bocca la figa della senegalese e mordendole il clitoride riuscì a farla venire subito dopo di lei.
La stretta delle cosce sui visi delle due amiche si rilassò, mentre le secrezioni mucose, non più trattenute, si riversarono sulle labbra e sul volto di Yuko e sul divano, ormai avvezzo a questi trattamenti di ordinaria manutenzione.
Jadine si alzò dal corpo di Yuko, madido di sudore. Sollevò la ragazza come se fosse stata una bambola, e la distese sul divano, sdraiandosi di fianco a lei. I corpi sudati e lucidi, le secrezioni mucose che colavano dalle vagine.
Le loro bocche si avvicinarono schiudendo le loro labbra. Le ragazze percepirono gli umori dei propri genitali sul volto una dell'altra. Sulle lingue i loro sapori. Si passarono le mani dietro la nuca per stringersi in un lungo interminabile bacio. Le lingue si cercavano, mentre i corpi sudati si accarezzavano in un interminabile oblio.

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