Gocce di olio profumato

Scritto da , il 2020-05-22, genere saffico

-Hai impegni sabato sera? Posso fermarmi a dormire da te?-
Con una semplice telefonata, Yuko era già riuscita ad organizzare la serata a casa di Jadine per l'imminente weekend.
-Sei sola vero?- si era sincerata la giovane giapponese.
-Si...- aveva risposto distrattamente Jadine -ma.... che cosa hai in mente?-
Solo pochi giorni erano passati da quella sera in cui Yuko, acerba diciannovenne, aveva fatto la sua prima esperienza di sesso, alla scoperta del proprio corpo, guidata dall'amica, una prosperosa senegalese, compagna di università e ben più esperta in materia.
Ci aveva messo po', l'asiatica, a metabolizzare l'esperienza, maturando poi il fermo desiderio di restituire il favore all'amica che le aveva fatto quel gran dono (cfr. Racconto: Yoko esplora il suo corpo).
I tempi erano maturi quando Yuko suonò al citofono dell'amica.
Depilatasi con cura le ascelle, dopo una bella doccia e una spolverata di trucco, si era vestita del suo top fucsia e degli attillati calzoncini con cui faceva ginnastica; una leggera brezza di profumo e si era avviata verso la promettente serata, con una sorpresa nella borsetta a tracolla.
Salì i gradini a due a due e si fece trovare di fronte alla porta appena Jadine le aprì.
-Vieni dentro!- le disse. -Birretta? Stavolta ho l'Adelscott!-
Yuko alzò le spalle in segno di assenso.
-Dai tuoi capezzoli dritti, credo che tu abbia in serbo una bella serata insieme!- esclamò l'africana senza riuscire a distogliere lo sguardo dal seno di Yuko, ben visibile sotto il top molto aderente.
Yuko arrossì, guardandosi il seno. -Cavolo, 'sto top è sottilissimo, come non averlo. Sembra che mi abbiano dipinto le tette di fuscsia!-
Jadine ammiccò -Mi hai dato una buona idea!-
La senegalese aveva uno spiccato senso artistico e dipingeva. Decorava ceramiche, disegni, ritratti e qualcosa frullava già nella sua testa pensando al seno fucsia di Yuko.
Col bicchiere di Adelscott in una mano, Yuko con l'altra prese la mano dell'amica e si diresse decisa in camera da letto.
-Wow!!!!!- sussurrava intanto Jadine già eccitata, guardando distrattamente il soffitto e lasciandosi condurre.
Yuko pucciò la lingua nella schiuma della birra e se la passò sulle labbra, sensualmente, per fare eccitare l'amica. Poi bevve una sorsata, avvicinò il bicchiere alle labbra dell'amica, facendola bere.
Allontanò poi il calice e spinse l'africana sul letto.
Jadine si lasciò cadere di spalle, rimanendo ad aspettare cosa sarebbe successo, il telo colorato che aveva avvolto ai fianchi a mo' di gonna le si era sollevato, mostrando le cosce. Il seno si intravedeva, prorompente, sotto la maglietta gialla, i capezzoli gonfi.
-E ora cosa mi vuoi fare, Petitejaune?- la apostrofò con quel nomignolo affettuoso con cui la chiamava quando si sentiva in confidenza.
Senza aprir bocca, Yuko le salì a cavalcioni, sfilandole la maglietta giallo sole e contemplando i grossi seni dell'amica. Le sciolse il nodo della gonna, lasciando il tessuto aperto sotto le cosce e le sfilò le mutandine, mentre Jadine lanciava acuti risolini di gioia.
Yuko si alzò da lei a prese dalla borsetta una bottiglietta trasparente, aprendola.
Tornò al letto, dove già Jadine si passava la lingua sulle labbra, pregustando il trattamento che le era stato deciso.
-Chiudi le cosce, petitechocolat!- le disse Yuko, che ritornò a cavalcioni su di lei.
Jadine alzò le braccia dietro la testa mentre due attenti occhi orientali si chinarono su di lei.
Con accurata lentezza l'olio per massaggi le gocciolò sui seni, prima uno e poi l'altro, goccia a goccia. Poi tra i seni, verso l'ombelico, fermandosi deliberatamente prima del pube, con una certa sorpresa da parte dell'africana.
Con tutte e due la mani, partendo dall'ombelico, Yuko iniziò a massaggiarla.
Salì fino a sotto alle mammelle, allargò la mani contornandole da sotto, accarezzandole e sollevandole, per scivolare verso le ascelle, stringendo i seni dell'amica, uno contro l'altro. Sfiorò le ascelle per ricongiungere le mani sopra i seni. Scivolò di nuovo verso l'ombelico per riprendere lo stesso percorso.
Jadine spalancò le labbra, abbandonando il capo di lato, lasciando che le mani dell'asiatica, che scopriva molto esperte nel massaggio, le accarezzassero il seno.
Ad ogni passaggio, le dita si avvicinavano di più ai suoi capezzoli, senza toccarli.
Poi finalmente Yuko li sfiorò appena, iniziando con le dita ad accarezzare le areole con movimenti circolari. Jadine sporgeva il petto verso l'amica, inarcando la schiena. I suoi sospiri divennero profondi e ritmici.
-Tu me fais mouiller.... musetto giallo.... sono già tutta bagnata...-
Yuko non si lasciava distrarre. I movimenti circolari sulle areole, si fecero più vicini ai capezzoli, che sfiorò appena, alzando poi le mani dal seno dell'amica.
Jadine aprì gli occhi alzando appena il capo. Che era successo?
Yuko intanto aveva ripreso la bottiglietta. Un forte odore di cannella si diffondeva dal corpo di Jadine nell'intera stanza, un profumo molto intenso, obnubilante.
Ancora una goccia, su un capezzolo.... una pausa infinita, insondabile, ed ecco cadere un'altra goccia, ancora sul capezzolo.
Sotto le carezze delle gocce di olio profumato, Jadine emetteva piccoli gemiti.
La goccia scendeva lungo il capezzolo eccitato, scivolando sull'areola e poi sotto l'ascella. Ogni millimetro della pelle scura della ragazza, veniva eccitato dalle stille che la accarezzavano.
-Ooooooohhhhhhh.... tu me fais mourir...... Yukoooo...- sospirava Jadine mordendosi le labbra.
Stesso trattamento all'altro capezzolo. Il piacere raddoppiava.
La giapponese sfiorò ancora i capezzoli, con entrambe le mani, prendendoli poi con decisione tra pollice ed indice. Li strofinava, poi li tirava, lasciandoseli scivolare tra le dita.
Anche Yuko si stava eccitando, al tocco continuo del seno gonfio dell'africana. Percepiva i gemiti di Jadine, trattenendo a stento il desiderio di baciare quelle turgide labbra quasi nere.
Non ce la faceva più. Sotto gli occhi estasiati dell'amica, si sfilò il top, restando a seno nudo.
Jadine da sotto lo vedeva sopra i suoi occhi, più grosso e gonfio, per la posizione chinata dell'asiatica, i capezzoli appuntiti ed eccitati, le grosse areole scure, quasi come le sue, in mezzo alla pelle chiara, candida.
Yuko si sfilò anche i calzoncini, scoprendo lentamente i peli neri del pube, poi la vulva già bagnata e gonfia.
Completamente nuda si rimise a cavalcioni dell'amica, accompagnando i massaggi dei capezzoli a lenti movimenti del suo bacino, strofinando la vulva sull'ombelico di Jadine.
L'africana sentiva la figa calda di Yuko contro il ventre, ne sentiva le secrezioni bagnate, ne percepiva il dolce sentore.
Dopo un leggero bacio sulle labbra, l'asiatica si alzò, scendendo dal letto. Allargò le cosce della senegalese, contemplò la figa aperta che gocciolava secrezioni sulla gonna sotto.
La figa di Jadine sembrava pulsasse in attesa della prossima mossa.
Yuko riprese la boccetta di olio; spremette alcune gocce sulle cosce innanzi a lei, lasciandole scivolare sulla superficie interna, prima da una parte, poi dall'altra. Le gocce scendevano lentamente accarezzando le zone più sensibili, mentre Jadine sporgeva la vulva, assaporando il piacere.
Il massaggio continuò con lunghe carezze a piene mani, dalle ginocchia verso le regioni inguinali, i pollici ad accarezzare le cosce dall'interno, i palmi sulla muscolatura anteriore.
Il massaggio spremeva il sangue dalle gambe affaticate dalla giornata, con un effetto prodigiosamente ristoratore e tonificante.
Ma in prossimità delle grandi labbra, i pollici della giapponese sfioravano solo la vulva nera, allargandosi sulle pieghe inguinali.
Di nuovo il massaggio si ripeteva ed ogni volta le grandi labbra venivano sfiorate sempre di più dagli esperti pollici, finchè le mani si fermarono, allargando con decisione le grandi labbra.
La figa di Jadine si mostrò in tutto il suo splendore. L'africana percepiva il fresco dell'aria sulle sue mucose bagnate. La macchia giallo scuro sulla sua gonna, si allargava.
La bottiglietta di olio alla cannella nelle mani di Yuko iniziò a gocciolare sul monte di Venere depilato di Jadine. Le gocce scivolavano lentamente tra le grandi labbra che Yuko con l'altra mano teneva divaricate, portando il piacere alla massima intensità.
Piano piano lo stillicidio si spostava in basso, tra le scosse del bacino dell'africana che sentiva l'orgasmo avvicinarsi. Eppure Yuko non l'aveva ancora toccata nelle zone più sensibili.
La prima goccia che cadde sul clitoride fece sussultare la senegalese.
Yuko aveva divaricato le piccole labbra, strofinando le dita sul clitoride e facilitandone l'erezione.
Con precisione chirurgica faceva cadere una goccia dopo l'altra esattamente sul clitoride, provocando gemiti e contrazioni del bacino ad ogni passaggio.
La goccia poi proseguiva la sua lenta discesa verso l'orifizio vaginale, scivolando poi verso il perineo e il buco del culo.
Una leggerissima e sensuale carezza dopo l'altra.
Jadine muoveva sinuosamente i fianchi, sporgendo la figa, inarcando la schiena. Un'infinità di gocce, dopo il massaggio delle cosce.
Yuko inginocchiata di fronte alla figa dell'amica le avvicinò la lingua al perineo. Le sfiorò il buco del culo spingendosi appena appena al suo interno, proseguì sul perineo giungendo finalmente tra le piccole labbra della figa aperta.
-Aaaaaaaaaaaahhhhhhhhh.........- gemette la giovane quando la lingua, calda, rallentò sul clitoride. Prese la nuca della giapponese e se la spinse contro la figa, ma l'asiatica, si divincolò, le prese le braccia e le allargò nuovamente. Jadine voleva venire, ma non era ancora l'ora.
-Ce l'avete nel sangue questa arte del massaggio!- sussurrò guardando l'amica con gratitudine.
Yuko non si lasciò distrarre. Con la lingua ripercorse la vulva di Jadine, soffermandosi ancora sul clitoride, che accarezzò con piccoli movimenti circolari, finchè i gemiti intorno a lei non si fecero troppo impellenti.
Si staccò per raffreddare un po' i bollori dell'amica. Sapeva che più si protraeva la stimolazione erotica e più prolungato e intenso sarebbe stato l'orgasmo.
Riprese la boccetta facendo gocciolare l'olio ancora sui capezzoli neri di Jadine, mentre si portò una mano sul sedere. Fece scivolare le dita bagnate di olio lungo la piega delle natiche, si sfiorò il culo, per poi infilarsi due dita nella figa eccitata. Accompagnava il gocciolamento sulle tette di Jadine, con la penetrazione nella propria figa, unendo al piacere e ai gemiti dell'amica, i propri mugolii.
Quando le contrazioni del bacino di Jadine si placarono, con lunghe leccate iniziò a percorrere le cosce dell'africana, dalle ginocchia fino alla vulva, sfiorando poi il clitoride.
Jadine ricominciò subito a gemere. Prima una coscia, poi l'altra.
-Fammi venire, amore, fammi venire.... Ti amo Yuko.... ti amo musetto giallo....- implorava.
Il liquido profumato riprese a gocciolarle sul clitoride, con un urlo strozzato ad ogni goccia.
-Tu me fais mourir..... aaahhhhh.....Encore... je t'en prie..... aaahhhhhhhhh.....-
Yuko appoggiò la boccetta. Si tenne le dita profondamente infilate nella figa mentre, piegata sulla vulva di Jadine iniziò a succhiarle il clitoride. Lo succhiava, lo mordeva delicatamente e lo lasciava scivolare fra le labbra. Il mento le si bagnava del muco dell'amica. Ne percepiva forte e irresistibile l'aroma.
Un urlo esplose dal petto di Jadine. -Aaaaaaaaaaaaahhhhhhhhhhhh.......- poi un sussurro strozzato, interminabile. Jadine tratteneva il respiro inarcando la schiena, mordendosi le labbra fin quasi a farle sanguinare... non finiva più, non respirava più.
Yuko si spinse con forza le dita in figa fino a toccarsi l'utero, gemendo sempre più forte.
Il ventre di Jadine esplose sotto violente contrazioni contro la bocca di Yuko che teneva la lingua ferma sul clitoride dell'amica.
-Aaaaahhhhhh......... Aaaaaahhhhhhh....... Aaaaahhhhh.....!-
Continuava ad urlare Jadine sotto la spinta di un orgasmo incontenibile ed inesauribile.
Poi un sibilo lunghissimo accompagnò un totale rilassamento muscolare.
Fu allora che Yuko, prossima al proprio orgasmo, si alzò sotto gli occhi socchiusi dell'africana, le si portò a cavalcioni, fino a montare sulle tette dell'amica.
Ne strizzò un capezzolo, ancora grosso e turgido. Si aprì accuratamente le piccole labbra appoggiando il clitoride sul capezzolo di Jadine.
Ondeggiò i fianchi strofinando il clito e le piccole labbra sul capezzolo duro, mentre allungo indietro una mano fra le cosce dell'amica.
Con gemiti sempre più forti, infilò tutte le quattro dita nella figa dell'africana, appoggiando il pollice sul suo clitoride.
Jadine spalancò gli occhi sotto quella poderosa penetrazione, riprendendo a gemere, quando pensava che il suo orgasmo si stesse spegnendo.
Afferrò gli stretti fianchi di Yuko che si allargavano nella sinuosa curva del bacino per aiutare l'amica, mentre sentiva sul capezzolo la figa bollente e bagnata di Yuko. Il muco le colava sul seno, le dita di Yuko la penetravano con violenza, l'amica gemeva scivolandole sulle tette, finchè anche l'asiatica esplose in un urlo selvaggio, acuto. Yuko, gli occhi serrati, si mordeva il labbro inferiore scuotendo la testa. Le dita della mano si ficcarono profondamente dentro all'amica che, affondando le unghie sui glutei della giapponese, proruppe in un nuovo affannoso urlo.
Contrazioni ritmiche del bacino di Yuko le facevano sfregare la figa e il clitoride sulle tette dell'amica, scossa a sua volta da sussulti che rischiavano di sobbalzare l'asiatica.
Quasi priva di coscienza Yuko crollò di peso sul corpo di Jadine.
L'africana fece scivolare l'amica perchè la figa si appoggiasse sulla sua. Con piccoli baci accarezzò i capezzoli di Yuko, i seni lucidi e gonfi, la pelle sudata delle due ragazze una sopra all'altra, come la vaniglia sul cacao.

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