Mia madre ed il padrone di casa

Scritto da , il 2020-05-22, genere dominazione


Quell’anno l’ inverno era particolarmente gelido. In casa eravamo rimasti io e mia madre, mio padre era fuori città per lavoro, il suo non è che fosse un grande stipendio ma era sufficiente a garantirci una vita dignitosa nulla di più. Mia madre faceva quanto poteva badando di controllare la spesa al centesimo. Purtroppo, nonstante i sacrifici di mamma, i miei erano in arretrato con il pagamento dell’affitto per la casa dove abitavamo. Non era una gran casa ma con lo stipendio di mio padre non potevamo permetterci nulla di più, nonstante questo non si risusciva a tirare fuori i soldi per l’affitto. Era un serio dramma per tutti noi, mamma doveva già quattro mesi di pigione al signor Muciotti, che aveva minacciato più volte di darci lo sfratto per morosità. Quella mattina, era un giorno come tanti di un freddo febbraio. Mia madre Carla, era una bella donna di 39 anni piena di vita, prosperosa e con una folta capigliatura nera. Mi aveva preparato, come tutte le mattine la colazione poi, dopo avermi dato un grosso bacio, mi aveva mandato a scuola. Avevo da poco compiuto i tredici anni , andavo alle scuole medie. A volte il destino fa strani scherzi. Quella mattina ero leggermente in anticipo e decisi di passare a casa del mio compagno di classe per fare il percorso insieme . Il percorso era più lungo e la strada, quella mattina era parecchio gelata. Ancor prima di arrivare a casa del mio amico scivolai su di una lastra di ghiaccio e sarei certo volato nel fiume se non mi avesse fermato la ringhiera del ponte. Fu la mamma del mio amico a prestarmi le prime cure. Una volta constatato che di rotto non c’era nulla, solo un livido sulle natiche ,anche se zoppicavo esageratamente,lasciò che ritornassi a casa .l’indomani avrebbe parlato lei con la mia mamma per la giustificazione . Piano piano presi la strada di casa cercando di entrare il più silenziosamente possibile per non allarmare mia madre. La casa dove abitavo era una cascina trasformata in un complesso di sei appartamenti divisi in modo strano. L’appartamento che occupavo con i miei aveva l’ingresso al piano terra da qui una scala saliva fino ad una sala che veniva usata come sala da pranzo nelle festività. Un lungo corridoio portava poi alle due stanze da letto, la mia e quella dei miei genitori: a metà di questo lungo corridoio c’era la porta della cucina preceduta da una specie di finestra per dare luce al corridoio stesso. Per abbellire il vano finestra che dava sul corridoio, mia madre aveva ingentilito con una mezza tendina a fiori. Come sempre facevo aprii silenziosamente l'uscio, attraversai la sala e mi avviai verso la cucina. Avvicinandomi sentii mia madre parlare in tono sconsolato con una voce roca , quasi afona. Incuriosito da quel parlottare mi avvicinai con circospezione, nascosto dalla tenda sul corridoi mi affacciai alla finestra e sbirciai attraverso i bordi ella tenda non perfettamente chiusi che permettevano una pefetta vista della cucina. Vidi mia madre di fronte al padrone di casa, un uomo anziano di 72 anni, non alto e di corporatura robusta. "Signora sono quattro mesi di affitto che mi dovete. Lo capisce anche lei, io ho delle spese, con tutta la buona volontà non posso aiutarvi, mi trovo costretto a darvi lo sfratto .” stava dicendo l'anziano proprietario. Costernata mia madre rispose,:
"Mi capisca, sono una donna con un figlio che studia e campiamo con quello guadagna mio marito. Abbiamo avuto un momento di crisi, mio marito aveva perso il lavoro, ma ora ha trovato una nuova occupazione , vedrà che riusciremo a pagare gli arretrati, magari se lei potesse diluire il debito rateizzandolo, non ho tutti questi soldi in contanti!".
L'uomo, toccandosi il mento con fare pensieroso e senza mai staccare lo sguardo malizioso e ammiccante dal prorompente seno di mia madre disse :" Mia cara signora, quando si è giovani e belle come lei una soluzione si trova sempre... Avrei in mente qualcosa, una proposta che potrebbe accontentare tutti e due: sta a lei decidere. " detto questo, il padrone di casa si avvicinò a mia madre ed espose la sua proposta. “Vede signora mia, io ho una certa età e sono vedovo da tempo, non ho molte occasioni di vedere delle belle donne come lei, e lei signora Carla a me piace da matti. Così, se lei è d’accordo mi piacerebbe vederla nuda, in cambio le cancellerai un poco di debito, diciamo un mezzo mese?”
Mia madre rimase senza parole “Sta scherzando.?” Rispose indignata
“No, non sto scherzando.Vorrei vederla nuda.” Ribadi l’ometto lasciando mia madre nell’imbarazzo della situazione “Non sa quanta voglia ho di vederla nuda .” c ontinuo lui guardandola in viso
“La prego cambiamo argomento, quello che dice mi pare una sciochezza” ribadi ancora lei.
“La sorprende che io voglia vederla nuda? Le sto solo chiedendo di spogliarsi,non vuole realizzare questo mio desiderio?Pensi al vantaggio che ne ricaverebbe, signora sarà come fosse un gioco…un gioco fatto fra persone adulte e lei avrebbe mezzo mese di pigione pagata,mi pare un buon affare,no?.”
“Non me ne sono accorto” “Come? Non ti sei accorto di nulla?” Scuote il capo e ride . “Ma cosa fai, dormi?” “No,non dormo.Solo che semplicemente non ci ho fatto caso.” Queste furono le...
Mia madre, dopo aver pensato per un lungo momemto guardò l’uomo dritto in faccia ,poi:” Un gioco la cui regola è guardare e non toccare? Se è così va bene, altrimenti non se ne fa niente.” L’uomo parve soddisfatto “Sono pronto “ dice sedendosi su una sedia.
Mia madre con mosse impacciate iniziò a sbottonare la camicetta di cotone lasciando che le prosperose tette saltassero fuori in tutto il loro splendore. Io immobile guardavo la scena sconvolto da una strana eccitazione. “Signora bella ha proprio un bel paio di tette….morbide, belle piene. Mi piace signora , lei è proprio una bella donna. Continui la prego, tolga tutto.” E mamma fece scorrere la lampo della gonna lasciando che cadesse a terra restando in mutandine ,calze e reggicalze. Tremava, aveva brividi e teneva gli occhi chiusi.
“Non faccia la timida tolga anche le mutandine, mi mostri il suo gioiello.” Mamma obbediente insinuò due dita dentro l’elastico delle mutandine e fece scorrere l’indumento intimo lungo le sue gambe fino a sfilarle del tutto.
“Bello il suo boschetto è fantastico è un vero peccato tenere coperto un corpo come il suo. Lei è proprio una gran figa.”
“Grazie …ma ora il gioco è finito” disse mia madre chinandosi a recuperare le mutandine.
“ Eh no mia cara signora, non ho visto tutto. Deve girarsi.” La riprese il proprietario “Voglio ammirare anche il suo magnifico culo.
Senza fare obiezioni mia madre lasciò ricadere le mutandine e con imbarazzo si voltò mostrando il suo lato B al porcone e non solo a lui dal momento che a me era venuta una erezione, il mio piccolo pene se ne stava ritto come un palo “Che favola di culo “ gemette il poveretto facendo sobbalzare mia madre che si girò velocemente.
“Ferma così non si muova, resti ferma così che è un piacere per gli occhi. Rantolò l’uomo. Aveva ragione lui, il corpo di mia madre visto da dietro era uno spettacolo da sballo. Le calze di nylon ben tese sulle gambe erano sostenute e tese da un reggicalze nero che le teneva perfettamente in linea dando un effetto libidinoso alla linea di stacco tra la calza e la pelle della coscia.
Mia madre, pareva essersi abituata alla presenza del Mucciotti, parve non essere più tanto inibita, anzi pareva provare un perverso piacere a mostrarsi, tanto che si girò facendo in modo che l’ometto avesse la possibiltà di riguardarla bene, sia le tette che la figa coperta dal folto pelo.
“Bella , bella tutta. Posso toccarle?, posso toccarle le tette”, la voce dell’uomo era tremula carica di desiderio. Anche io ,in quel momento ero pieno di desiderio per quella magnifica donna nuda. Mamma stava ferma in piedi, nuda completamente, non rispose alla domanda .
“Il suo è un silenzio che vuole dire si? “ chiede speranzoso l’idraulico
“Ma non si era detto guardare e non toccare?”,gli chiese mia madre con un tono poco convinto, più un si che un no.
“Rifacciamo le regole allora” ripropose lui sbavando.”Diciamo che toccando le tue tette ti abbuonerò un mese intero.” Propose passando dal lei al più intimo tu.
“Va bene ma non deve avvicinarsi troppo, ecco a questa distanza deve stare” rispose mia madre allungando un braccio in avanti.
L’uomo si alzò, si avvicinò finchè il suo petto non toccò la mano di mia madre che, al contatto sembrava essere percorsa da una scarica elettrica. Ritirò il braccio mentre lui allungava il suo per andare a toccare il seno sinistro di lei. Lo avvolse completamente nel palmo della mano, le massaggiava la tetta carezzandola prima da sopra e poi soppesandola da sotto quasi a volerla sostenere, la strizzava con libidine “Hai delle tette meravigliose” rantolava a voce bassa il porcone, non tralasciando un millimetro. Poi, lasciò il seno che tornò ad appoggiarsi sul torace di lei .Lui continuò la sua carezza usando il dorso delle dita. Ne seguì il contorno , sotto, sopra, attorno. Continuò a palpeggiare e carezzare per parecchio tempo, il porcone ci sapeva fare perché vidi i capezzoli di mia madre indurirsi e lei pareva volerli porgere a quelle dita. L’anziano sorrise “Che meraviglia i tuoi capezzoli duri che puntano in alto.” sussurrò soddisfatto. Si umettò le dita con la saliva e prima il capezzolo destro, poi il sinistro vennero presi tra l’indice ed il pollice fatti rotolare con tenerazza fino a quando il gemito di mia madre non gli annunciò la vittoria su di lei. L’anziano uomo prese i seni di lei con entrambe le mani impastandoli, pastrugnandoli, spremendoli “Posso baciarle” chiede, sapendo già che il silenzio della donna questa volta era un tacito accordo. La mano sinstra dell’uomo andò a sollevare la mammella mentre si chinava in avanti per avvolgere il capezzolo in un caldo e umido bacio. Le labbra succhiarono con ingordigia,”vieni qui” le disse mentre le prendeva la mano ed idietreggiava fino alla sedia. Il seno di mia madre era posto davanti alla sua bocca così da poterlo baciare e succhiare con più calma, cambiando ora uno ora l’altro. Mia madre accettava tutto questo ad occhi chiusi, pareva gradire molto le attenzioni dell’uomo, che seduto a gambe larghe sull’orlo della sedia se la era incollata al viso per meglio baciarle le tette. In un movimento impercettibile le mani del Mucciotti scivolarono sui fianch i di mia madre, poi lentamente sulle natiche. Mamma ebbe un sussulto che durò, probabilmente meno del pensiero di fermarlo, senza nessun ostacolo l’uomo le abbrancò le natiche a piene mani. “Che bel culo che hai signora mia, c’è da impazzire a pastrugnarlo così.” Le mani del viscido uomo impastarono con bramosia ed accarezzarono poi le natiche estrenamente scendendo lungo le cosce , giù fino al ginocchio per poi risalire all’interno delle gambe , su su sfiorando lentamente le calze di nylon che tese dal reggicalze davano ancora più libidine alla cosa. Avevo trdici anni e quella donna era mia madre, ciò non mi impedì di trovarmi con il cazzo in mano masturbandomi spudoratamente guardando la scena. La mano continò a salire, su , sempre più su fino ad incontrare la fessura del sesso di mia madre.
“NOOOOO” rantolò mentre l’uomo impugnava a piena mano il sesso di lei solleticandole il taglio delle grandi labbra facendole schiudere per poi penetrare solo un poco.
“Sei bagnatissima, senti che figa bollente ti ritrovi. Ti piace,eh?:” Grugnì il vecchio porco. Mia madre ebbe come un mancamento. Le dita dell’uomo ne approfittarono e penetrarono tra le grandi labbra, il medio andò ancora più dentro manovrando in rotazione e sfregamento. Era uno spettacolo, una mano del Mucciotti posata sulla natica la palpava decisa, l‘indice dell’altra sta stuzzicando l’interno della vagina ed il pollice tormenta il clitoride, la bocca incollata sempre al seno succhiandolo come un pupo. Il respiro di mia madre si era fatto affannoso, stava tutta molle appoggiata all’uomo, se non l’avesse sorretta sarebbe crollata a terra. Lui imperterrito contnuò nel suo lavorio. Con sorpresa notai che le dita infilate nella figa di mia madre erano due, stavo assistendo ad una cosa completamente nuova. Con i miei compagni di scuola si era parlato di patatina delle ragazze e di cosa fanno i grandi , ma assistere, non visto, a quanto stavano facendo il proprietario di casa e mia madre

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