In crociera mia moglie viene farcita a dovere

Scritto da , il 2020-03-25, genere orge

Spero che questo racconto abbia miglior successo dei miei altri.

La nave era in navigazione gia' da alcuni giorni e Antonella, mia moglie, aveva festeggiato a bordo il suo 32esimo compleanno. Con noi erano venuti anche tre nostri nipoti, che avevano la cabina adiacente alla nostra. Tre bei ragazzi, che tutto il giorno vagavano per la nave approfittando di tutte le amenita'.
Poi alla sera venivano al tavolo per la cena, tavolo da cinque,mia moglie al centro con me e ai lati i ragazzi.

Finita la cena ci si divideva, i ragazzi nel settore adolescenti e noi a sentire musica o a uno spettacolo.

Una sera Antonella aveva bevuto un po' troppo, lo spumante dolce che le piace. Ne va matta.
Rideva con noi, con quella sua bocca grande lucida di un rossetto rosso. I suoi denti bianchissimi facevano contrasto e le sue spalle scoperte lasciavano vedere chiaramente una pelle liscia e abbronzata.
Sono sicuro che i ragazzi facevano pensierini non proprio puliti sulla zia...
Anche io avevo bevuto, ma forse senza accorgemene i ragazzi si erano divertiti a mettere nei calici una polverina particolare.

Infatti, poco dopo sia io che Antonella cominciammo ad avere giramento di testa, a vedere sfalsate le figure e i ragazzi si offrirono di accompagnarci in cabina.

Io fui messo fuori servizio appena entrato in cabina e mi distesero per terra. Mentre loro tre, intorno alla zia ubriaca fradicia, si affrettarono a denudarla velocemente.
Uno dei due infilo' la sua mano nella scollatura ampia e palpo' vistosamente le sue tette.
-Cazzo, che bella figa! una zia da montare subito.
Si erano spogliati tutti e tre e avevano spogliato anche lei, gettando gonna e camicia per terra.
La stavano accarezzando piano, lungo le cosce calde, sui seni piccoli ma turgidi, tra le cosce dove il suo boschetto nero invitava ad entrare.

Erano al colmo del godimento, baciandola in piena bocca. Lei con occhi semichiusi ricambiava inconsciamente i baci con la lingua. La leccarono fino al parossismo. La sua bocca aperta lascio' che le lingue dei ragazzi frugassero dentro di lei, mentre si bisbigliavano tra di loro "cazzo che dolce!".
I loro cazzi erano dritti e bagnati. La distesero sul letto e si adagiarono accanto ad essa. Il primo le allargo' le cosce fremente e affondo' il suo pene fino in fondo,dando colpi violenti e in rotondo.
Il viso di Antonella a volte pareva dolorante, ma i ragazzi avevano in mente di chiavarla con cattiveria e cosi' stavano facendo. Quando il primo, inarcando la schiena sbotto' dentro di lei, scarico' una grande quantita' del suo seme giovane, strusciando poi sui peli il cazzo ancora fradicio, che lascio' una bava luccicante sui peli neri.
Quando si scosto', il secondo nipote si adagio' tra le sue cosce aperte e imbrattate, la possedette con non meno forza e cattiveria, ma venne poco dopo riempendole la figa gia' colma del seme dell'altro. Mentre la chiavava le diceva "Puttana, ti volevamo scopare da tanto...siamo venuti in crociera proprio per questo...mi hai fatto godere come una bestia".
Il terzo le mise un cuscino sotto per sollevare il suo pube e offrire quello scrigno prezioso e fradicio al suo cazzo, dritto come una bandiera. Dovette piegarlo per introdurglielo e una volta dentro la cavalco' ferocemente.
La sua sborrata libero' le sue palle della tanta sborra accumulata, farcendola a dovere e imbrattandole le cosce e i peli, struciandole addosso il suo cazzo ancora duro.

Quando ebbero finito, tirarono giu' i pantaloni dello zio e le mutande, imbrattarono il suo pene con il residuo loro seme e lo collocarono ai lati della zia, con una mano sul suo seno.
Rientrarono poi nella cabina adiacente e commentando quanto fosse bona la zia, si addormentarono profondamente.

Al mattino lei stessa busso' alla loro porta. Era tardi per la colazione e lo zio era gia' a tavola aspettando.
Antonella aveva un viso rilassato, era contenta, anche se la sua figa era un poco dolorante.
Quando i ragazzi, dopo la colazione, si allontanarono, lei disse allo zio "Ma eri un mandrillo! mi sono trovata sborrata dappertutto, tra le cosce e nella figa, imbrattate anche le tette e perfino il viso. Come mai avevi tanta carica?"
E lo zio vantandosi di qualcosa non suo, sorridendo rispose "Ora ti ho messa incinta".


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