Una giornata con mia moglie in spa

Scritto da , il 2020-02-13, genere scambio di coppia

Con Valentina c’eravamo voluti regalare un weekend di benessere in una spa altoatesina per rilassarci un pochino. Venivamo da un incontro anzi da una festa a dir poco bollente che narrai già nel racconto che trovate tra i miei e che si chiama “Festa in Maschera”.
Volevamo ricucire un pò il rapporto poichè dopo quella festa misi un pò in discussione il nostro matrimonio. Troppe cose successero a quella festa e volevo un pò ritrovare l’intimità con mia moglie. Valentina a dire il vero è sempre stata molto disinibita e amante delle situazioni intriganti, complice pure io ma forse questa cosa cominciava un pò a stancarmi. O forse anche no.
Partimmo il sabato mattina all’alba, destinazione una piccola provincia di Merano ospiti di una meravigliosa e a dir poco lussuosa struttura dotata di ogni comfort, spa enorme, piscina a sfioro sul tetto, ristorante, stube, una cosa che qui in Veneto si pagherebbe sugli 800 euro a notte ma che qui in Trentino offrono a prezzi molto più concorrenziali.
Valentina, per chi non lo sapesse, è mia moglie con la quale siamo sposati da parecchi anni.
Un tipo davvero carino e sexy, alta 1,70 circa, bel culo sodo, una terza abbondante di seno naturale, capelli castano chiaro a caschetto e una piccola e sexy gobbetta sul naso che si evidenzia ancora più quando tiene aperta la bocca.
Arrivammo e fummo accolti con un calice di prosecco di benvenuto direttamente alla reception, la manager ci fece fare un giro panoramico della struttura illustrando in un perfetto italiano tutti i servizi della spa. Ci spiegò e tenne a farlo perchè eravamo italiani, che in spa si poteva accedere solo senza costume, con l’asciugamano ma non con i costumi addosso per via del regolamento che ne vietava l’uso a causa di problemi di igiene e per vivere in piena natura con il nostro corpo la spa. Mi disse che tutti i tedeschi oltre confine sapevano di questa regola ma molti italiani non amavano rispettarla per pudore. Con noi sfondava una porta aperta e quindi sorridemmo alla sua spiegazione.
Salimmo su nella suite. Ci attendeva una bellissima stanza completamente ricoperta di legno di rovere con al suo interno un letto rotondo e una vasca idromassaggio, divano, tv 55 pollici e il bagno con una doccia dove ci potevano stare comodamente dentro 3 persone.
Fummo davvero felici di avere una stanza del genere….era sublime per passare un weekend romantico.
La prima cosa che facemmo fu riempire la vasca idromassaggio e tuffarci dentro, schiuma ovunque, bolle, baci, abbracci, carezze li sotto, qualche pompino a pelo d’acqua, per poi uscire dalla vasca, asciugarci un pochino e finire il tutto sul letto con una bella scopata e infine una schizzata sulle tette. Ma a Valentina non bastava finire così, Con un dito raccolse gran parte del mio sperma e se lo mise in bocca guardandomi e sorridendomi. Il weekend sarebbe stato di sicuro bollente. Speravo solo di riuscire a soddisfarla e di non tornare a casa sfinito come uno straccio.
Dopo un piccolo pisolino ci mettemmo in accappatoio e andammo ad esplorare la spa.

Girovagammo per l’hotel e salimmo su sulla piscina a sfioro posizionata nel tetto. Fantastica, il panorama era mozzafiato, di fronte avevamo le montagne ancora innevate e la piscina riscaldata produceva un leggero vapore. Nuotammo un pó ma poi infreddoliti tornammo dentro e scendemmo giù nella spa.
L’hotel, essendo fuori stagione non era molto affollato, anzi quasi per niente e la cosa ci faceva molto piacere. Odiavo i posti pieni di gente, per non parlare delle spa. Avrei davvero odiato vedere vecchi tedeschi, uomini o donne che fossero, girovagare nudi per la spa. Avrebbero rovinato la nostra visione.

Una volta arrivati alla spa al piano sotterraneo una giovane altoatesina ci diede il benvenuto e ci mostró le varie stanze che componevano la spa che era davvero enorme. Al suo interno regnava una piscina molto grande dove potersi fare una bella nuotata. Io e Valentina ci tuffammo subito e provammo tutti i vari giochi d’acqua che la componevano. Eravamo gli unici in acqua. Forse la gente era a riposare….mah...ma meglio cosí.
Alla fine ci dirigemmo verso il cuore della spa dove un cartello ben in vista intimava i visitatori di entrare solo muniti di accappatoio e di lasciare i costumi nei mini armadietti attigui.

Valentina non vedeva l’ora di rimanere come mamma l’aveva fatta e io la seguì a ruota.
Con la chiave elettronica della camera entrammo nella spa.
Girammo un pó prima di addentrarci nella sauna alpina, una sauna come le altre ma con le erbe di montagna che riempivano di profumo la sauna. Lasciammo gli accappatoi appesi fuori e con un solo piccolo asciugamanino sotto il sedere ci sedemmo completamente nudi su una delle due panche disposte una di fronte l’altra.

Spostammo la clessidra sui 10 minuti e chiudemmo gli occhi per rilassarci un pó.
Dopo circa 3 minuti sentimmo aprire la porta e si affacció una coppia sulla quarantina. Completamente nudi anche loro chiesero in italiano,ma con un marcato accento della zona, se potevano sedersi. Ovviamente rispondemmo di si ed entrarono dentro. Lui il classico italiano oriundo della zona, capello castano scuro con un pó di capelli grigi sull’attaccatura delle basette, fisico normale e dotato nella norma, per quello che il vapore della sauna potesse far vedere. La moglie o compagna che fosse invece era la classica altoatesina, bionda, magrina, tette dimenticate a casa probabilmente, slavatina, non bellissima di viso ma neppure brutta, da 6-, ma molto solare visto il sorriso che ci mandó appena entró nella sauna. Si sedettero contrari rispetto a noi. Lei di fronte a me e lui di fronte a Valentina. L’unica cosa che ci separava era un grosso catino pieno d’erbe che rovinava un pó la vista, soprattutto a me sulla bella tedeschina.

Eravamo tutti con gli occhi chiusi, ogni tanto parlavo sottovoce con mia moglie, guardavo la clessidra e idem facevano gli altri due. Valentina peró che era stata sempre seduta con le gambe chiuse, alzó i piedi da terra e li appoggió sulla panca...lasciando una bella visione al nostro amico seduto di fronte a lei. Io mi girai subito verso di lei per paura che potesse creare qualche tensione tra la coppia. Ma i due non dissero niente ma gli occhi di lui continuavano a cadere in mezzo alle cosce di mia moglie.
Quando anche la moglie di lui si ne accorse lei fece lo stesso. Era un chiaro segnale che ci stavano dando a mio avviso. La mia visione era peró offuscata un pó dal vapore e un pó da ste erbe di campo ma con la scusa di alzarmi a girare la clessidra diedi una bella occhiata tra le gambe di Heidi dove nella sua montagna non spuntava nemmeno un filo d’erba, tutto tagliato a zero come la Vale. “Peró” dissi tra me e me con un sorriso sornione.

Dopo qualche minuto ci alzammo perchè mi stavo letteralmente sciogliendo, eravamo completamente sudati, salutammo i ragazzi e ci dirigemmo prima a fare una doccia ghiacciata e poi verso la grotta di sale per riprendere un pò i sensi. Appena entrati nella grotta di sale a destra c’erano dei veri e propri lettini per due persone incavati nella roccia e protetti da un velo trasparente e poi a sinistra una vasca lunga 6 metri con l’idromassaggio. Ci rituffammo dentro e facemmo partire l’idro. La mano di Valentina scivolò sotto le bolle e cominciò a segarmi tanto anche se entrava qualcuno non poteva vederla visto il turbinio di bolle che c’era. Io mi girai verso di lei e feci lo stesso tra le sue gambe. Mi sussurrò di tirare fuori il cazzo dall’acqua ma istintivamente mi girai verso la porta per controllare che non ci fosse nessuno e infatti non c’era nessuno in arrivo. Così galleggiando nell’acqua mi avvicinai verso il suo viso e lo feci spuntare dall’acqua come il periscopio di un sommergibile. Lei si fece scivolare verso il basso lasciando le maniglie dell’idromassaggio e cominció a succhiarmelo. Dopo circa 30 secondi i nostri amici italotedeschi fecero capolino anche loro nella stanza della grotta. Io per istinto mi ritrassi sotto acqua e Valentina alzó gli occhi per vedere perchè glielo avessi tolto di bocca e accortasi che erano arrivati i nostri amichetti accennó un imbarazzato saluto verso di loro spalmandosi di nuovo vicino a me sopraffatti dalle bolle e un pó dalla vergogna. “Ecco vedi le tue idee che figure che ci fan fare? non è mica un club privè questo!” le dissi. E lei per niente preoccupata mi rispose “ok scommettiamo che pure loro faranno lo stesso? glielo ho letto in faccia alla tipa quando l’ho salutata adesso”

I due si tolsero gli accappatoi ed entrarono in acqua...si diressero dalla parte opposta alla nostra e fecero per far partire l’idro ma non c’era verso funzionasse così lei venne verso di noi a chiederci se sapevamo come farlo partire. Valentina prese la palla al balzo e le disse “forse è rotto ma se volete ci stringiamo un pó e ci potete stare pure voi!” I due si misero vicino a noi e facemmo partire l’idromassaggio.Lo spostamento dell’acqua ci faceva sbattere tutti addosso a tutti, sembravamo sulle giostre, le tette di Valentina sballonzolavano di qua e di là e così dopo qualche minuto gli cedemmo il posto e uscimmo dalla vasca.

Valentina mi disse “hai visto che ci han seguito anche nella grotta? non credi siano in cerca di avventura?” “ma va” le risposi io “è solo una coincidenza”. La spa era ancora quasi deserta, qualcuno dentro alla sauna finlandese e qualcuno che riposava nei lettini leggendo.
Ci dirigemmo verso le docce e entrammo in una con una nebulizzatore di acqua e la cromoterapia “mi scappa” disse Valentina ed io “bè falla...” e dopo aver chiuso l’acqua
cominciai a guardare tra le gambe di mia moglie e nel giro di un paio di secondi un bel rigoletto fece capolino tra le sue gambe. Subito ci misi sotto una mano e il mio cazzo diventò duro e glielo misi davanti alla sua patatina per farmelo bagnare dal suo getto. Quando finì la pioggia dorata riaprì l’acqua e ci ributtammo sotto ma Valentina si inginocchiò davanti a me e cominciò di nuovo a finire quello che aveva cominciato nella grotta di sale. Mi sporsi dalla doccia ma non c’era nessuno in vista. Per fortuna.

Mi buttai con la schiena addosso al muro e chiusi gli occhi con Valentina che a fatica respirava tra l’acqua che le andava sul naso e il mio cazzo in bocca e che con notevole rumore cercava respiro. Ad un certo punto smise e si mise a ridere, io riaprì gli occhi e trovai di nuova la coppia fermi davanti a noi che ci guardava compiaciuta.
“Oh no” esclamai io “che fate? ci seguite?” “è già la seconda volta che ci interrompete!”
Valentina si tirò su stringendomelo sempre tra la mano poi me ló lasció e indirizzò la mano verso “Heidi” e si presentò “Ciao io sono Valentina!” l’altra gli porse la mano e disse “ciao sono Petra!” e lui invece si presentò come “Karl piacere” senza darle la mano. Io un pò in imbarazzo accennai un “ciao...Stefano”.
Valentina disse “scusate ma non abbiamo resistito!” e io “semmai tu non hai resistito!” e ci mettemmo a ridere. “No no non c’è nessun problema” disse Petra col suo accento teutonico “anzi se sappiamo che a voi non da fastidio ci mettiamo qualche doccia più avanti” e la santa di mia moglie “bè potete mettervi anche in questa in fianco senza andare troppo lontano”
“Oh pene” disse Petra con un sorrisone da gatta.
I due scomparvero nella doccia affianco e dopo una rapida occhiata fuori mi sedetti per terra, mi tirai verso di me il culo di Valentina e cominciai a leccargli il buchetto mentre lei mi schiacciava la testa sul muro. Riuscivo a malapena a respirare ma il rischio di soffocamento ne valeva la pena perchè sapevo che quella cosa la faceva impazzire.

Stetti li sotto 5 minuti mentre Valentina si chinava e con una mano mi segava ma fummo interrotti di nuovo dai nostri amici che ripassarono di nuovo davanti a noi.
“Avete già finito?” disse Valentina tirandosi in piedi e lasciandomi seduto a terra con il cazzo duro. Io dalla mia visuale riuscivo solo a vedere la patatina di Petra e il cazzo scarico di suo marito visto che le chiappe di mia moglie mi coprivano i loro visi.
“oh si” disse lei sconsolata “purtroppo si..forse perchè ti ha visto prima” girandosi verso Karl…”ma cosa fate voi più tardi?”
Mia moglie prese la palla al balzo e disse “credevamo di farci un aperitivo nella nostra vasca idromassaggio privata che abbiamo in camera, volete unirvi?” e Petra “come? avete la vasca in camera?” “si e anche molto comoda...per non parlare del resto” rispose mia moglie.
“Va bene il vino lo portiamo noi allora...che numero di stanza? “la suite 404! vi aspettiamo tra un ora! a dopo!”
“Hai visto” mi disse Valentina “che avevo ragione io?” “mi sa proprio di si” dissi “ma ti piacciono?” “mah” disse Valentina “non sono poi così male dai e poi magari ci divertiamo un pò” “si ma io sono venuto qui per stare assieme noi due” “eh vabbè” disse lei “non rompere!”

Alle 17:30 spaccate, bussarono alla porta. Petra e Karl erano pure loro in accappatoio, asciugamano, ciabatte e avevano una bottiglia di Gewurztraminer Joseph Hoffstätter in mano.
“Buonasera benvenuti” li salutó la Vale, anche lei con la stessa mise. I due amici entrarono ammirando la splendida camera, sorpresi di trovare una camera così grande e alpino lussuosa. Li facemmo accomodare sul divano e aprimmo subito la bottiglia. Un vino squisito, tipico della zona. Petra si alzó e cercó di azionare l’idro. Ma io la precedetti e con il telecomando abbassai le luci, accesi quelle colorate della vasca e aprì l’acqua calda. Rimasero tutti di stucco ma avevo passato quasi un’ora ad esercitarmi ad usare quei comandi!
Quando la vasca fu piena le due mogli si tolsero l’accappatoio e ancora reggendo il bicchiere di vino tra le mani entrarono nella vasca un pó traballanti. Si distesero e dissero “wow che relax qui dentro” . Petra gettó un pó di docciaschiuma dentro e le bolle riempirono tutta la vasca. Le ragazze se la godevano, sghignazzavano, si soffiavano la schiuma addosso mentre io e Karl buttavamo un occhio alla tv e uno su di loro. Ma poco dopo la Vale reclamava ancora vino nel suo bicchiere. Così mi alzai, l’accappatoio un pó aperto e andai a versarle un pó di vino. Finchè glielo versavo tiró fuori una mano dall’acqua e tentó di prendermelo. Io la lascia fare ovviamente e lei lo giró verso Petra e le chiese “ti piace il cazzo di mio marito?” “Oh si” rispose lei “molto grande vero?” ridendo “vuoi del vino anche tu” le chiesi io guardandola e al suo cenno affermativo mi spostai dall’altra parte della vasca per versarglielo e sbatterglielo davanti agli occhi. Petra, teneva il bicchiere ma guardava altro. Poi alzó il bicchiere all’altezza del mio cazzo e guardandolo attraverso il bicchiere disse “ecco adesso è della misura giusta” e le due mogliettine scoppiarono a ridere. Avevo trovato l’unica tedesca dotata del senso dell’umorismo.

Mi sedetti sul divano a parlare con Karl, un occhio alla tv e uno alle ragazze. Valentina buttó giù tutto il suo vino in un sorso e disse a Petra “me ne dai un pó del tuo?” Le due si avvicinarono e Petra verso il vino dal bicchiere alla bocca di mia moglie. Poi le due si guardarono e cominciarono a baciarsi. Io e Karl ci girammo subito a guardarle. “Hai visto come avere la giusta attenzione?” disse la Vale a Petra ridendo. “Dai entrate anche voi?” “Ma è troppo piccola per tutti” esclamai. “ ma allora sedetevi qui sul bordo, fateci compagnia!” disse Petra.
Io e Karl ci sedemmo vicino alle rispettive mogli che smisero di strusciarsi tra la schiuma e vennero ad accogliere i nostri cazzi non ancora del tutto duri tra le loro labbra. Loro inginocchiate nella vasca e noi seduti, piedi in ammollo e spalle al muro della vasca. Totale relax. Si vedeva che le nostre mogli erano entrambe esperte in quell’arte, anni di scuola di flauto alle medie avevano prodotto un ottimo risultato.
Ogni tanto le due si guardavano, ammiccavano, mugulavano e se lo ingoiavano tutto. Valentina cominció a leccarmi le palle e a succhiarmele e lo stesso cominció a fare Petra. Karl non era molto più dotato di me ma aveva una cappella molto più grande della mia, pareva più un fungo che un cazzo e Valentina non ne sarebbe stata per niente dispiaciuta pensai.
Le ragazze si staccarono e cominciarono a baciarsi di nuovo, era il segnale che potevano scambiarsi anche altro oltre alla loro saliva e al nostro sapore e la cosa mi eccitava sempre più. Mia moglie si tirò su in piedi e aiutò a fare lo stesso anche a Petra. “Dai andiamo in doccia che ci togliamo tutta questa schiuma”.
La doccia del bagno occupava tutta la parte di una parete, aveva solo un lungo vetro che la divideva dal tutto il resto e un piccolo pezzo senza vetro per entrarci.
Entrai per primo e mi posizionai in fondo, di fronte a me Valentina girata di schiena, Petra e ultimo Karl. Aprii il soffione in alto e una pioggia d’acqua ci tolse di dosso la schiuma della vasca. Le due ragazze continuarono a baciarsi, ad accarezzarsi la rispettiva fichetta e a palparsi. Ogni tanto intravedevo le mani di Karl sulle tette di Valentina, potevo capirlo visto i due brufoletti di sua moglie.
Io mi sedetti a terra e mi infilai tra le chiappe di Valentina e ricominciai quello che avevo lasciato a metà nella doccia della spa. Dalla mia posizione vedevo solo piedi che si intrecciavano, ogni tanto la mano di qualcuno che mi toccava il mento mentre io ero impegnato a leccare il buchetto di mia moglie e la mano di qualcuno che le accarezzava la sua patatina. Ad un certo punto sentì delle dita che insistevano per entrarmi in bocca. Controllai che fossero quelle di una donna e le succhiai. Valentina cominciò ad ansimare parecchio e fu a quel punto che le aprì con le due mani le natiche e ci infilai dentro ancor di più la lingua su e giù, su e giù velocemente. Sapevo che non voleva venire subito così mi ritrassi. Presi per mano Petra e le scambiai di posto. Cominciai tenendomela davanti a me. La guardai negli occhi finchè le affondavo la lingua tra le sue labbra e cominciai a succhiarle il clitoride.
Appoggiò le mani addosso al muro che aveva di fronte e si godette le mie attenzioni. Le passai le mani sul culo e aveva proprio un bel culetto duro che mi stava nelle due mani.
Non riuscivo a vedere Valentina poichè Petra mi impediva la visuale ma immagino stesse ricambiando a Karl le stesse attenzioni che stavo dando io a sua moglie. Conoscendola.
Poi feci girare Petra di schiena e delicatamente le passai la lingua tra le natiche stringendogli le chiappe. Non sembrava dispiacerle nemmeno a lei e cominciò a schiacciarmi la testa addosso al muro come se volesse che ci spingessi dentro qualcosa.
L’accontentai e le infilai anche un dito davanti. Poi due. Dopo qualche secondo saltò via da me e escamò col suo tipico accento “ok ok basta basta!” sorridendo. Così ci scambiammo i ruoli. Io mi alzai e feci abbassare lei. Le appoggiai la testa contro il muro e glielo infilai in bocca standomene ben rilassato sotto l’acqua calda.
Mi girai a guardare mia moglie indaffarata alla stessa maniera della biondina sotto di me ed il cazzo mi diventó ancora più duro. Valentina si alzó e venne da noi e si rimise in ginocchio. Karl la seguì e si unì alla festina. Io e Karl le mettemmo in ginocchio al centro della doccia e noi due ai due lati. Valentina me lo succhiava a me ma ogni tanto si girava verso Karl scambiandolo col suo. Nonostante l’acqua tiepida che scendeva dal soffione la doccia stava diventando davvero bollente. Meglio uscire ed approfittare del comodo letto rotondo. Così ci asciugammo un pó ed uscimmo. Ci versammo un altro calice di vino e Petra si avvicinó a me, mi prese il cazzo in mano e guardando Valentina disse “scusa ti dispiace se me lo porto qui?” trascinandomi verso il letto. La Vale replicó “no fai pure, noi vi raggiungiamo più tardi” sedendosi gambe aperte sul divano con il chiaro intento di farsela leccare da Karl visto che fino a quel momento non gliel’aveva ancora assaggiata.
Petra mi buttó sul letto e salì sopra di me per poi girarsi al contrario. I miei occhi era completamente rapiti dalle sue labbra che pendevano come due ciliegine e dal bel buchetto rosa e stretto che stava sopra. Per un pó facemmo un bel 69 e indugiai ancora in ogni suo pertugio e nemmeno lei mancó di ingoiarmelo tutto. Niente male la cugina di Ratzinger pensai.
Dopo qualche minuto sentì muovere il letto. Arrivó Valentina che venne verso di me con le sue tette che sballonzolavano qua e la restando a pecorina e cominció a baciarmi, leccarmi il viso per poi rivolgere le sue attenzioni verso la patatina di Petra. Karl le stava dietro di lei, un pó continuava a leccargliela e un pó le infilava qualche dito dentro. A me bastava non le infilasse altro.
Petra rotoló a sinistra e fece cenno a Valentina di mettersi sopra di lei. Io mi alzai e mi misi in piedi a bordo del letto. Avevo il culo di mia moglie di fronte a me e subito sotto il viso di Petra che la leccava. Mi sembrava il posto più adatto dove andare ad infilare il mio cazzo e così feci. Andai avanti con il cazzo sopra la testa della biondina e mi feci largo tra le labbrette di Valentina che belle bagnate dalla saliva dell’amica tetesca non furono di ostacolo nell’impresa. Cominciai a stantuffarla e le mie palle sbattevano sul naso di Petra che cercava di leccarmele. Dopo un pó di colpi lo tirai fuori e lo misi in bocca ad Heidi.
Karl nel frattempo era seduto di fronte a Valentina e si stava masturbando e ogni tanto mia moglie glielo succhiava.
Io stavo esplodendo, non resistevo più ma dovevo trattenermi ancora un pó così uscii da Valentina e appoggia le mie palle ed il mio cazzo sopra al viso di Petra che cercava con la lingua di leccarmelo. Misi una mano sopra ad una chiappa di mia moglie e infilai il pollice dentro la sua fighetta, poi lo tirai fuori e lo infilai in bocca a Petra che lo succhió avidamente. Dopo poco Vale si buttó di lato sul letto, aveva i crampi alle ginocchia disse e cominció a masturbarsi guardandomi. Petra si giró e si mise a carponi sopra a mia moglie sbattendogliela in faccia e fece cenno a Karl di mettersi in piedi. Poco dopo la scena era davvero da film, Il culo di Petra si materializzava sopra alle tette di Valentina il quale le nascondeva completamente il viso mentre lei era impegnata a succhiarlo al marito che le era in piedi di fronte. Io avevo la figa di Valentina che mi chiamava e glielo misi dentro. Diedi un pó di colpi assestati per far muovere le tette di Valentina su e giù e fargliele sbattere addosso al culo di Petra dopo un minuto non resistetti oltre e lo tirai fuori all’ultimo e schizzai lontano fino sulla schiena di Petra appena sopra le sue natiche e poi venni sopra il monte di venere di Valentina. Appena finito glielo passai tra le sue labbra ancora aperte e poi mi allontanai sedendomi sfinito sul divano ad osservare gli altri. Vale allungó una mano e cominció a giochicchiare col mio sperma spalmandoselo sulla pancia. Dopo poco anche Karl decise di concludere la faccenda. Fece aprire la bocca a Petra e dopo qualche secondo uno schizzo superó la testa di sua moglie e finì sulla gamba della mia. Petra quindi glielo riprese subito in bocca e ne ingoió ogni goccia, poi si alzó e lasció Valentina a volto scoperto completamente bagnato dagli umori della altoatesina.
Le due si alzarono e corsero in bagno, probabilmente a farsi una doccia e a pisciare. Karl si buttó sul letto. Distrutto. Io rimasi in divano con un occhio ala tv. Dopo poco le due tornarono e si distesero pure loro a letto a pancia in giù. Le raggiunsi e mi sdraiai in fianco a Petra. Avevano entrambe i capelli avvolti in un asciugamano. Ora eravamo in quattro sul letto tondo. Karl,Valentina,Petra ed io. Karl praticamente dormiva e Valentinapareva svenuta. Stetti immobile per un pó ma poi mi girai di lato a guardare il culo di Petra e cominciai ad accarezzarle la schiena per poi scendere sulle sue chiappe e poi approfondire con le dita tra le sue natiche. Petra era sveglia e ogni tanto apriva gli occhi e mi guardava mentre si godeva le mie carezze. Dopo poco lentamente si giró e si mise di schiena tutta appoggiata a me. Feci salire la mano e andai a stringerle il capezzolo di sinistra, poi mi bagnai le dita e continuai a giocarci. Ogni tanto controllavo che Valentina e Karl dormissero. Mi muovevo lentamente per non svegliarli. Il mio cazzo riprese vita e cominció a battere insistentemente sulla schiena di Petra. Con una mano lo spostai verso il basso e glielo infilai tra le cosce. Al calduccio. Ma non ancora dentro. Petra con la flemma di un bradipo cominció a muovere il bacino su e giù, lentamente ma quel tanto che bastava per tenermelo schiacciato tra le sue cosce. Io cominciai a spingerlo più avanti fino ad arrivare tra le sue labbra umide. Piano, pianissimo. Poi ad un certo punto fu come risucchiato dentro e scivoló dentro a Petra. Se Valentina si fosse svegliata ci avrebbe sgammato subito. Ma forse sarebbe stato peggio se si fosse svegliato Karl. Stavo scopando sua moglie ma non avrei voluto il contrario. Andai indietro con il bacino e tirai a me anche lei e poi le spinsi la testa verso Valentina, la misi quasi a 90 da distesa praticamente. In quella posizione avevo più spazio e potevo penetrarla meglio. Ed infatti cominciai a spingerglielo dentro tutto ma andavamo troppo piano per i miei gusti così mi alzai pianissimo e andai in bagno, tirai giù il coperchio del water e mi sedetti. Dopo 30 secondi arrivó di soppiatto anche Petra. Chiuse la porta senza far rumore e si sedette sopra di me cominciando ad andare su e giù molto più velocemente. Cominció ad ansimare ma con una mano le tappai la bocca. Non avrei voluto che uno dei due che era di là aprisse la porta del bagno e trovasse Petra a smorzacandela sopra di me. Anche il coperchio del water peró scricchiolava troppo e quindi ci alzammo e misi a 90 la bella biondina che si appoggió al muro con le mani. Ne approfittai della posizione per leccargliela un pó, c’era ancora il profumo di Valentina li in mezzo. Le passai la lingua in mezzo alle labbrette e poi salì fino al buchetto dove le spinsi dentro la lingua un pó. Mi rialzai e glielo ributtai dentro. L’eccitazione era alta, più per il fatto che lo stavamo facendo di nascosto che per la scopata e volevo concludere prima che Valentina si svegliasse. Così mi bloccai e feci sedere Petra sul water che cominció a spompinarmi ancora ma essendo venuto nemmeno da 30 minuti prima era un pó difficile fare il bis. Così la feci alzare, le alzai la tavoletta e le dissi sottovoce “e adesso piscia”. Lei continuó a tenermelo in bocca e poco dopo sentii che la stava facendo. Le misi subito una mano li sotto che subito si bagnó del suo liquido caldo e dorato. A quel punto mi aiutai a segarmi con la mano bagnata e trattenendomi da ansimi e gemiti venni in bocca a Petra con quel poco di sperma che mi restava. Lei non disse nulla. Si tiró su, si asciugó con della carta igienica e uscì pianissimo dal bagno. Tornai di là nella speranza che i due stessero ancora dormendo e mi spalmai senza produrre alcun rumore sul letto accanto a Petra. Sfinito. Dopo un’ora ci svegliammo tutti. Erano solo le 20. Se ci muovevamo facevamo ancora in tempo ad andare a cena giù in hotel. Salutammo i nostri amici che recuperarono i loro accappatoi e ci demmo appuntamento al giorno dopo.
Valentina pareva soddisfatta e sembrava davvero volerli rivedere anche il giorno dopo mentre io non avevo voglia, volevo stare solo con lei almeno un giorno. Comunque non vedevo l’ora di addentare uno stinco di maiale e bermi una birra da litro e poi tornare a letto a dormire. Stanco ma felice.
Se volete sapere come andó la giornata seguente scrivetemi a sambooth2020 chiocciola gmail punto com
Ciao


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