Rimedio impensato

Scritto da , il 2020-02-13, genere bisex

Fottuta influenza, tutti gli anni faccio il vaccino ,tutti gli anni me la becco!
Ho passato gli ultimi tre giorni a letto digiuna, perché qualunque cosa mettessi in corpo o si trasformava in vomito o in diarrea a spruzzo, ho lasciato il monolocale in cui vivo, solo per la povera Polly la mia cagnetta ,un adorabile bastardina con il musetto più tenero del mondo che sa bene come attrarre la mia attenzione quando la pipi chiama.
Mi trascino verso la porta, il termometro segna 14 gradi ma, prima di uscire mi bardo come se fuori ce ne fossero -40. piumino sciarpa e berrettone di lana.
Vestita da schifo faccio le scale del condominio, io che per vivere mi occupo di fashion e quando esco curo ogni dannato dettaglio del mio abbigliamento, indosso le mutande che non cambio da tre giorni e ormai mi stanno incollate alla passera, dei leggings neri scoloriti e con il cavallo scucito ai piedi dei vecchi moon-boots, io quella che “Sempre tacchi alti o morte” e in un recente post su istagram aveva smerdato la sua migliore amica per averle indossate ad un aperitivo informale.
Gino il portinaio mi saluta e io gli rispondo con un grugnito
Sto conciata di merda, ho gli occhi gonfi e pesti , sono pallida in viso già di mio come molte bionde un incarnato chiaro ma, dopo due giorni di febbre la mia pelle sembra carta pesta.
Ho le labbra rinsecchite e screpolate dalla disidratazione, un alito che ucciderebbe un bue e le ascelle che emanano un piacevo odore di aglio, visto che mi madre riesce sempre a convincmi ad ingurgitare quintali quando sto poco bene e per mettere il fiocco a questa bella confezione, puzzo anche un po di urina.
La luce del mattino mi fa male agli occhi, ho mal di testa, la nausea, mi fa male tutto ,le ossa, il sano, persino le orecchie e anche il mio piccolo e inviolato ano irritato da tanta attività evocatoria. Barcollo verso i giardinetti ignorando le persone che mi guardano come se fossi una scappata di casa o una tossica, o entrambe le cose.
Io che di solito attiro si gli sguardi degli uomini ma, di desiderio perché diciamocela tutta ,sono una gran bella figa che a 25 anni ha il mondo ai suoi piedi, sono consapevole di creare imbarazzo e ribrezzo quella mattina.
Avanzo e gemo come uno Zombie e se non fosse per l'impazienza della povera Polly che tira come una dannata forse neanche ci saremmo arrivate ai giardinetti.
Sono già dieci minuti che siamo nell'area cani, Polly corre felice e spensierata, due cani più grossi di lei e al quanto arrapati, hanno cercato più volte di fare i bulli con lei ma, la mia cagnetta è furba e sa come difendersi.
Sono stracotta vorrei tornare a casa e seppellirmi sotto al piumone ,mi manca la forza di chiamarla e rimetterle il guinzaglio per portarla via, ad un tratto sento qualcuno, con un forte accento francese chiamarmi è il mio amico e collega Jean, un bellissimo ragazzo di colore, gay dichiarato, che lavora a Parigi
“Cosa fai qui?” gli dico imbarazzata come se fossi nuda e impeciata e impiumata dalla testa ai piedi
“La riunione..” risponde osservandomi con malcelato disprezzo,è sicuro che mi sputtanerà con tutto il mondo, pettegolo com'è
“gnnnooo....” è il gemito che mi esce dalla bocca quando in un recondito punto del mio cervello ritorna in superficie la riunione che io, da grande rompicoglioni quale sono, avevo insistito per organizzare
“ma cosa ti è successo?” mi dice
“metti giu quel cazzo di telefono!” gli intimo mentre cerca di tirare fuori dalla tasca della sua giacca il suo Iphone ,terrorizzata che possa farmi una foto come prova del mio tracollo
“Tesoro stai! colma volevo solo rispondere ad un messaggio” si giustifica lui ,mi fido ma sto allerta
“ a che ora era la riunione?”
“alle 17”
“...mmm...non c'è la farò mai...dobbiamo disdire!”
“...ma sei pazza? ci saranno anche Cristopher e la Picard da Londra e sono venuti solo per sentire te!”
“Dio merda, Dio merda, Dio merda!” esclamo
“...stai tranquilla tatina adesso andiamo a casa tua, ho un metodo infallibile per rimetterti in sesto”
Arrivati a casa, senza neanche togliermi le scarpe mi butto nel letto
“no, no, no, non c'è tempo per riposare ,su!” mi dice lui trascinandomi via
“tiriamo via questa roba!” e in un baleno resto nuda con solo le mutandine, J si tappa il naso , non ho un buon odore e io lo fisso con aria assente, con dichiarato ribrezzo mi sfila gli slip unti e appiccicosi e aggiunge
“adesso andiamo a lavare questo bel culetto”
Siamo sotto la doccia da 5 minuti J indossa ancora gli slip, un tanga leopardato che gli mette in evidenza il pacco, “che fisico!” penso “...e che peccato sia gay mi rammarico”
Mi insapona dalla testa ai piedi, con particolare attenzione per le tettine, il culetto e l'area genitale, mi fa mettere un piede su uno sgabello e mi lava con attenzione la passera fuori e sopratutto dentro e quello che doveva essere un semplice atto di igiene, si trasformava in un appassionato ditalino
“mmm!...uuh!..J... aaah! Jean cosi mi fai venire!”
“tira fuori tesoro, tira fuori quello che hai dentro!” risponde lui mentre fa scorrere dentro di me due dita nervose
Pochi minuti dopo arriva l'orgasmo “aaaaaaaaaah! Aaaaah!...mmm!” ed è talmente intenso che perdo le ultime forze residue che avevo nelle gambe finendo in ginocchio sul piatto della doccia, Jaen non ha piu le mutande e a un passo dal mio naso, dritto e lungo verso la mia faccia sventola il suo enorme cazzo da negro
“ma Jaen...”
“tranquilla tesoro che ti fa bene alla gola!” mi dice io faccio spallucce apro la bocca e provo ad ingoiarlo
Mentre lo spompino ricordo le regole base, mantieni il contatto visivo, reprimi i conati e impara a respirare con naso e sopratutto, non mordere!
“Brava bambina!” mi incoraggia mentre cerco di prenderlo tutto in bocca e quasi soffoco
“Fa piano non sei ancora in forza” aggiunge ,quella è una sfida
“Adesso ti faccio vedere io!” a spintoni lo faccio sedere sullo sgabello mi accomodo tra le sue gambe e riprendo la fellatio, lo sego, lo ingoio, lo succhio, lo lecco solleticandogli al punta porpora e carnosa, l'asta nervovoluta e i testicoli glabri e grossi come due uova medie Bio di polli allevati a terra
“Rallenta non è una competizione” mi dice lui ma io sono infoiata come una bestia
“...mmm...bastardo...!” gli rispondo, mi alzo e senza chiedergli se per lui va bene, salgo sopra suo cazzo me lo punto alla figa e mi sbatto il mio migliore amico e collega ,dichiaratamente gay.
Perdo il controllo il suo uccello mi batte dentro la fica fino in fondo ed arriva a stimolarmi parti della mia vagina mai raggiunte prima di quella scopata, ci metto cosi tanta foga che lo sgabbello sotto di noi cede e quasi finiamo per terra
Jean che fino a quel punto era stato piuttosto passimo, mi afferra per le chiappe si rimette in piedi e mi scopa con violenza, i miei piedi non toccano piu la terra
L'acqua scorre sui nostri colpi accaldati, lui mi fissa feroce, ha gli occhi rossi e sgranati ,digrigna i denti bianchissimi ,zanne affilate di una bellissima bestia dal manto nero, lo bacio e lui ricambia poi
come una bambola di pezza mi rivolata e mi piega in avanti a 90 gradi ,mi tiene per i fianchi e mi e continua a scoparmi con un ritmo brutale
“...aaah!... aaaah! ...Aaaaaah!” un altro orgasmo i muscoli pelvici e la vagina si contraggono intorno al suo cazzo,lo stritolano, J si svincola a fatica dalla mia presa ,mi fa mettere in ginocchi d'avanti a lui
“Apri la bocca!” mi dice e io ubbidisco, prema la cappella sulla mia lingua la scuote un attimo e viene, cosi abbondantemente che una volta riempitomi il palato ,dal prepuzio continua ad eruttare sul mio viso riga dopo riga fino a farmi una maschera semiliquida di denso e caldo sperma africano.
“da brava bambina... manda giù tutto e vedrai come ti passa la bua” e io cosi faccio, lo sperma non ha mia un buon sapore ma, diligente non ne spreco neanche una goccia, finita la doccia mi lascia da sola in bagno guardo la sveglia in bagno ,è quasi ora di andare, mi asciugo mi trucco e poi lo raggiungo in camera, devo ammetterlo, sto gia molto meglio.
“Tesoro, metti questo!” mi dice si è rivestito e ha persino avuto il tempo di rovistare nel mio armadio, rubarmi un maglioncino nero che indossa e preparato un outfit per la riunione, una gonna nera a portafoglio in similpelle, una camicetta traspirante nera e il reggiseno in pizzo e tulle in tinta, le calze autoreggenti e gli stivali con tacco metallico e vertiginoso, ci sono persino gli orecchini ,il bracciale di perle e la borsetta d'abbinare
“e le mutandine?” gli chiedo lasciando cadere l'accappatoio
“...non metterle ,ti sentirai molto più sicura di te!” mi rispondere
Usciamo di casa in ascensore seguo l'istinto e lo abbraccio ,lui mi mette le mani sul culo
“ma...Jean...tu non sei... cioè...Gay?” gli chiedo un po' imbarazzata
“per un amica all'occasione un piccolo sacrificio lo posso anche fare” risponde
“...allora grazie per il PICCOLO sacrificio!”
“prego...e poi ho bisogno che tu sia in forma ...se oggi va bene...Miami Baby!” mi fa lui un po' civetta
“Miami Baby!” gli faccio eco io.

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