Le parentesi del cuore

Scritto da , il 2020-02-13, genere tradimenti

Sto seduto nella sala d’aspetto davanti all’ufficio del direttore di una clinica ospedaliera. Aspetto di essere ricevuto, devo illustrare una serie di macchinari da inserire in due sale operatorie di questo ospedale che sono in fase di ristrutturazione. Mi chiamo Giorgio, ho 38 anni, sposato con Pamela, che ha un anno in meno, abbiamo un figlio di 16 anni di nome Luigi. Sono un rappresentante di elettro medicali, strumenti e accessori per tutto quello che si può mettere in un ospedale. Ad un tratto vedo una donna che parla al cellulare, passa e si dirige verso la porta dell’ufficio dove entra senza badare a me. Ho un colpo al cuore! Ma è Cristina!
Di colpo la mia mente ritorna al passato. Ero un giovane studente all’inizio del quarto anno di Liceo, quando si mise seduta al mio fianco nell’unico banco disponibile una nuova compagna, Cristina. Figlia di un poliziotto che era stato trasferito lei si era iscritta alla stessa scuola dove andavo io. Alta, bella, capelli biondi e lunghi, occhi chiari, e un bel sederino tondo e alto che sormontava due cosce splendide fasciate da jeans attillatissimi che sembravano cuciti addosso. Me ne innamorai all’istante. Ben presto la mia passione per lei fu ricambiata. Divenimmo inseparabili. Alla fine della scuola eravamo una coppia molto affiatata e passammo l’estate fra vacanze al mare e lunghe giornate in piscina. Alla ripresa della scuola eravamo ancora insieme e per quasi tutto l’anno la nostra storia era additata da tutti come una favola. L’amavo. All’inizio il sesso non fu molto esplicito, anzi, era restia a farsi anche toccare, ma col tempo ho guadagnato la sua fiducia. Passammo dal toccarci a vicenda, alle sconvolgenti leccate che la facevano godere tantissimo. Lei mi ricambiava con pompini che mi facevano tremare le gambe da quanto me lo succhiava. Fu durante la gita scolastica che riuscimmo a dormire insieme. La sverginai. Fu un momento indimenticabile. La feci godere con le mani e la bocca, poi le appoggiai la cappella fra le pieghe della sua fichetta e guardandola negli occhi ne chiesi il consenso.

“Vai, ma fai piano.”

Fu un momento unico. Dolcemente scivolai dentro di lei, sentire la sua verginità cedere di colpo mi fece sobbalzare e mi fermai, ma fu lei a chiedermi di continuare.

Dai…daiiii…spingiiiii…ssiiii..mi sventri ma mi piacee… sssiii..ma fai pianooo………

Entrai in lei fino in fondo. Rimasi immobile e poi lentamente mi sfilai per poi spingerlo di nuovo dentro. Ben presto la sua smorfia di dolore divenne una maschera di piacere. Bellissimo. La scopai con calma e lentamente lei raggiunse il primo orgasmo.

…ssisiiiii…èèèè belllissimmmooo…. Vengo!!!...

Durante tutto il periodo scolastico fummo inseparabili. La scopavo spesso e bene, lei godeva e si lasciava sempre più disinibire. Poi ad un tratto tutto cambiò. Non sono mai riuscito a capire cosa sia stato a generare questo cambiamento. Nel giro di tre mesi eravamo già separati, lei se ne era andata con il nuovo trasferimento del padre e io ero rimasto col cuore a pezzi. Trovai lavoro e conobbi Pamela, mi servì all’inizio per leccarmi le ferite, col tempo si è rivelata una bravissima moglie, amante e complice delle nostre esperienze erotiche. Sono soddisfatto di lei, e in questi anni anche se vado in giro per lavoro non l’ho mai tradita. Ora rivedere Cristina mi dato un certo turbamento. L’osservo attraverso il vetro delle porta. Sempre molto bella, più matura, elegantissima e forse il seno è diventato più grande, mentre il culo, quello è e resterà uno spettacolo. La segretaria mi fa cenno di entrare. Appena dentro le do una rapida occhiata, apro la mia 24 ore e incomincio a elencare le qualità dei miei prodotti. Lei mi dà uno sguardo, si gira e mi guarda meglio. Mi ha riconosciuto.
Cristina.
Mi chiamo Cristina, ho 38 anni, sposata con Dario, ho una figlia, Silvia. Sono responsabile del settore economico di questa ramo dell’ospedale. Oggi dobbiamo decidere la sostituzione di quasi tutti i macchinari di due sale operatorie. Abbiamo selezionato un preventivo molto interessante e abbiamo invitato, il rappresentante a venire ad illustrarcelo. Quando lo vedo entrare mi prende un colpo. È Giorgio! Che stupida avrei dovuto capirlo dal cognome. Lo guardo e mi torna in mente la nostra storia. Sono in compagnia di due delegati dell’amministrazione, e poi c’è Augusto il primario di questo reparto che sbava per portarmi a letto, quindi cerco di avere un contegno serio e distaccato. Lo osservo e ascolto le sue argomentazioni. Lui in maniera molto professionale ci illustra i vari prodotti, e noi lo ascoltiamo con attenzione. I due delegati del consiglio mi fanno cenno che la cosa ci interessa, allora congediamo Giorgio.

"La sua proposta deve essere discussa, se per lei va bene ci rivediamo domani mattina alle 11. Gentilmente mi lasci il suo cellulare se avessimo bisogno di un ulteriore chiarimento."

Lui mi da il numero, lo volevo senza dare nell'occhio, e se ne va. Restiamo un momento a parlare noi quattro, i delegati se ne vanno dicendo che per loro va bene, ma dobbiamo essere noi due a decidere cosa serve acquistare, quindi se ne vanno. Augusto mi guarda, è convinto che io non voglio le cose proposte da lui, mente io sto pensando esattamente il contrario, ma non lo do a vedere, discutiamo un poco, poi a lui arriva un sms e dopo averlo letto se ne va. Resto sola con i miei pensieri e ricordi di lui. Mio padre poliziotto era stato trasferito nella sua città, ero una giovane e bella ragazza appena trasferita da un'altra scuola che mi ritrovai ad essere la sua compagna di banco. Giorgio era un bel ragazzo, e devo dire che oggi è diventato un bell'uomo. Subito fra noi scattò l'intesa prima e l'amore poi. Si, ne ero perdutamente innamorata. Ben presto diventammo una coppia fissa, a scuola e fuori sempre insieme, le vacanze con i suoi e poi anche miei amici, e poi di nuovo il quinto anno insieme. A letto siamo andati per gradi. All'inizio io ero molto titubante, ma con la sua pazienza e la tranquillità che mi dava stare con lui mi sono lentamente fidata e lasciata andare. Lui era fantastico, mi leccava e succhiava masturbandomi che io godevo come una pazza. Era fantastico sentire le sue mani dappertutto. Col tempo ho deciso di restituire il piacere che mi dava. Ricordo le prime volte che glie lo prendevo in bocca. Inesperta lasciavo a lui il compito di istruirmi, e ben presto divenni una bravissima succhiacazzi. Avevo anche imparato a bere la sua semenza, mi piaceva aveva un sapore agrodolce fantastico. Il massimo l'abbiamo fatto durante la gita scolastica. Ci siamo accordati con due amici nostri, lei e un suo amico dormivano nelle mia camera, mentre io andavo da lui. Mi feci sverginare. Fu dolcissimo, mi portò ad un livello tale di eccitazione che quando entrò dentro io ebbi solo un attimo di dolore che lo face fermare, ma fui io a insistere perchè continuasse. Mi fece godere tantissimo al punto che quando stava per venire lo volli in bocca, non volevo sprecare il suo piacere che aveva dalla prima scopata con me. Nei mesi successivi mi scopava tantissimo. Era stupendo, poi avvenne un fatto che mise tutto in discussione. Lui fu oggetto delle attenzioni di una ragazza che a lui però non piaceva, ma pure io non ero rimasta immune dalle occhiate che il nuovo collega di mio padre mi dava quando veniva a casa nostra. Il massimo fu quando prese una camera nell'appartamento vicino a noi. Mi ero invaghita di lui. Alto bello, forte con un aria da macho tremenda. Mi ritrovavo a desiderarlo con tutta me stessa e senza accorgermene trascurai Giorgio che non si capacitava del mio cambiamento. Lo lasciai con la scusa che si faceva l'altra pur sapendo che non era vero. Mentre io ogni giorno desideravo sempre l'altro. Un pomeriggio vado in casa sua e lo trovo che ha appena fatto la doccia. Bellissimo!
"Come devo fare per farti capire che mi sono innamorata dite?"
Lui mi guarda, mi sorride ironico.
"Io non vado con le ragazzine, mi piacciono le donne vere."
Colpita sul vivo lo ribatto sedendomi sul tavolo, e aprendo le gambe mettendo in mostra la mia fichetta nuda.
"Io sono una donna!! dai dimostrami che sei un uomo."
Lui vista la mia determinazione si avvicina, mi mette una mano direttamente sulla figa, e infila un dito dentro facendomi mugolare.

hummumum.... dai che ti voglioooo..

Sorride divertito.

"Sei solo una ragazzina un pò troia, e ce ne passa dall'essere una donna".

Mi sento sfidata, e lo provoco.

"Secondo me tu sei frocio! non sei capace di scoparmi."

La sua risposta arriva in fretta. Mi fa scendere, apre l'accappatoio e mi presenta davanti al viso una nerchia enorme, doppia di quella di Giorgio che non è certo messo male, anzi ben oltre la media, ma la sua era enorme.

"Succhia troietta!! Vediamo se ti riesce di ingoiarlo."

Lo spinge con forza dentro la mia bocca. Ho la sensazione di soffocare, tossico e ho coniati di vomito. Lui divertito mi ritira su, mi gira e mi mette stesa sul tavolo.

" Adesso ti faccio sentire cosa significa essere una donna."

Spennella la grossa cappella fra le pieghe della mia fica e poi di colpo lo infila deciso nel culo.

...hhhaaaaaiiii..nnnnoooo..fa…..maleee..nnnoooooo!!!..esciii fa maleee....mi spacchiiii…il culoooo..

Incurante delle mie proteste lui mi sfonda il culo senza pietà. Mi pompa a piacimento, mi sculaccia con forza mentre mi dice di tutto.

"Tieni troietta..senti come lo prende una donna..adesso che ti ho rotto il culo puoi dire di essere una donna.. ssii vacca ti sfondo il culo...

Mi pompa come un pazzo e poi improvvisamente mi inonda di sborra.

...aaasssiiiii..adesso goddoooo..oraaa...

Lo spinge tutto dentro, poi esce e mi prende per i capelli, mi costringe a inginocchiarmi davanti a lui e me lo infila in bocca.

"Lecca e pulisci zoccola rotta in culo..pulisci per bene e poi vattene."

Me ne vado sfondata e delusa, mi aspettavo amore e invece mi ha trattato come una puttana. Sentivo colare tutta la sua sborra dal culo e per tre giorni mi ha fatto male. La sera mio padre ci disse che avevano accettato il trasferimento alla Digos, e che ci saremmo trasferiti in un'altra città. Rimasi solo per il tempo degli esami, vidi Giorgio che era molto triste, ma non volevo ammettere di aver fatto una cazzata a lasciarlo per quello stronzo, così me ne andai cercando di dimenticarlo. Era stata una brutta parentesi della mia vita che volevo dimenticare in fretta. Nella nuova città presi l'abilitazione come esperta in contabilità e fui assunta dall'ospedale. Il mio lavoro era di supporto ad una donna anziana che gestiva tutta la contabilità dell’ospedale, e dopo un anno ero brava come lei e quando si ammalò fu naturale per tutti che io ne prendessi il suo posto che ricopro tuttora. Lo stesso periodo ho conosciuto Dario, un impiegato di banca. Più che conosciuto l'ho tamponato nel parcheggio dell'ospedale. Ci siamo messi a ridere e poi tutto è cominciato. Durante il viaggio di nozze sono rimasta incinta, e ora lui è assieme a mia figlia ai campionati di nuoto che si svolgono in un'altra città. Prendo il telefono e chiamo Giorgio.

"Ciao, sono Cristina, che impegni hai per la sera? ci vieni a cena con me? Perfetto dimmi dove alloggi e alle venti passo a prenderti."

Chiudo senza che lui abbia il, tempo di chiedere altro, sono confusa, e tanto indecisa sul da farsi. Lavoro il resto del giorno sempre con la testa altrove, poi vado a casa e mi infilo dentro la vasca idromassaggi, per distendermi e schiarire le mie idee.
Giorgio.
Dopo aver esposto le mie argomentazioni, lei con una mossa strategica ha voluto il mio numero, e adesso ho appena ricevuto una sua telefonata con la quale mi invita a cena. Passo il pomeriggio a girare per i vari studi dentistici miei clienti e verso le sei rientro nell'albergo. Passo al bar e mi prendo un aperitivo, rifletto su tutta questa storia. Ho mille domande, mille dubbi, e tanti motivi per lasciar perdere, ma bevo il mio aperitivo e salgo in camera. Mi spoglio e resto immobile sotto la doccia, i pensieri sono tanti e l'acqua non riesce a lavarli. Dopo un po esco, mi asciugo, guardo l'orologio, sono le sette e venti, chiamo casa. Devo far suonare molto il telefono e alla fine mi risponde mia moglie.

"Scusa ero sotto la doccia. "

Mi chiede le solite cose, parliamo del suo lavoro e mi passa mio figlio, sempre allegro che mi racconta che ha messo gli occhi su di una tipetta a scuola ma che lei fa la preziosa. Chiudo con un bacio e vedo che sono quasi le venti meno dieci, mi vesto e indosso l'impermeabile, scendo ed esco dall'albergo. Appena fuori mi sento sbattere da un vento freddo come i miei pensieri.
Cristina
Esco dalla vasca, mi asciugo e nuda vado in camera. Cerco cosa indossare, ma il telefono mi scuote, guardo è mio marito. Parliamo delle gare, di nostra figlia che è un vero delfino. Mi racconta che si è qualificata per le semifinali, e se andrà male tornano domani sera altrimenti se tutto va bene dovranno fare le finali il giorno dopo. Li ascolto mentre ho la mente da tutt’altra parte, poi gli mando i migliori in bocca al lupo e li saluto con un bacio. Guardo l'orologio e decido che è ora che mi vesta. Cerco cosa mettere. Seria e professionale, una brava donna o trasgressiva e troia? Ci penso un attimo e decido che la ragazza seria l'ha già vista, quindi questa sera troia! Per primo indosso delle calze velate nere autoreggenti, string molto esile, reggicalze nero, poi seleziono tre reggiseni, li scarto tutti. Opto per uno a balconcino. Voglio che siano spinti in fuori, non compressi in una coppa, poi la gonna. Ne scelgo una nera, lunga alla caviglia con un vertiginoso spacco laterale e sopra una camicetta bianca molto attillata che delinea meglio il mio seno. Stivaletti alla caviglie e labbra e unghie rosso fuoco. Completo il tutto con una pelliccia di visone ecologico. Mi guardo alla specchio e mi faccio da sola i complimenti.

"Sei molto bella, sembri una vera puttana d'alto bordo. Questa sera o lo ammazzi o ti ammazza lui."

Arrivo davanti al suo albergo, lui mi vede e mi chiede di andare con la sua vettura, ma io insito e lui sale, mi guarda ammirato, decisamente ha un bell'aspetto. Tutto il viaggio siamo rimasti in silenzio, mi aspettavo una sfilza di domande. Io pure ne ho per lui, ma nessuno dei due ha voluto parlare. Dopo venti minuti raggiungiamo un piccolo ristorante posto fuori città, sito su di una collina, IL SASSO DEL FALCO. È un locale molto esclusivo, entrando vediamo solo tre tavoli occupati, il primo ci sono tre uomini che mi divorano con lo sguardo, l'altro due donne una più giovane e l'altra le sta facendo delle carezze sul volto. Il terzo una coppia che dall'aspetto direi che stanno velatamente litigando. Ci sediamo di lato un po in disparte e fatte le ordinazioni io gli sorride e parto all'attacco.

"Ne è passato di tempo. Allora come te la passi? sei sposato? figli?"

Lui mi risponde pacatamente, sposato figlio, e se la passa bene e tu? chiede.

Resto sul vago, risposte banali e semplici che non stemperano il sottile nervosismo che serpeggia fra di noi.

Giorgio
La vedo arrivare, bellissima. Mi fa salire sulla sua auto, mentre guida sicura le si apre un po la gonna e mostra il pizzo delle calze. Mi giro verso il finestrino. Che faccio? Amo mia moglie, e che faccio ora qui? Ho mille dubbi e domande, ma nessuno dei due parla. Entriamo nel ristorante, c’è poca gente e solo il tavolo con tre uomini ci degna di una bella occhiata. Lei mi guarda, meccanicamente come me ordina del cibo, ma è palese il desiderio di parlare più che mangiare. Arrivano le pietanze, mi fa due semplici domande molto banali e scontate, replico ma ottengo e le stese risposte. Mangiamo un poco, con scarsa convinzione, la guardo dritta negli occhi.

“Andiamocene.”

Lei mi guarda e senza aggiungere altro si alza, e insieme ci dirigiamo fuori, entriamo in auto, nessuno dei due parla.
Mi giro la bacio con impeto e furore. Come se il tempo si fosse rimesso in moto all’istante. Lei risponde al bacio spingendo con impeto la sua lingua dentro la mia bocca. Limoniamo un poco, poi la guardo e le dico che la voglio. Non risponde accende l’auto e in assoluto silenzio si dirige verso casa sua. Una bella costruzione, con annesso garages che lei apre e ci entra con la vettura. Accediamo da un corridoio direttamente in casa. Appena dentro la stringo a me, la voglio. Lei mi spoglia con molta impazienza e nudi ci adagiamo su di un letto matrimoniale che credo sia il suo, mi stringe a se. La bacio, inizio dal viso e scendo lentamente giù fino al suo ventre, ne sento il profumo, il desiderio e lei si gira e con destrezza infila il mio cazzo tutto in bocca. Geme e succhia come una furia scatenata.

….daiii ti voglio!!!! Prendimiiiii…

Mi rigiro, mi distendo su di lei che apre le gambe per ricevermi meglio. Appoggio la bollente cappella fra le pieghe della sua succosa ostrica che non aspetta altro che di essere penetrata, ma io indugio e lei mi supplica.

Ddaaiiiii….scopammiiii….tivogliooooo…

Con un colpo deciso affondo tutto in lei.

….aahhahhh……ssisiiiiiiiiiiiiiii…. bellissimoooo…

Lo sento scivolare dentro fin quando non sbatto in fondo. Lei trema scossa da un improvviso orgasmo.

….sssssssssiii…..mi faiii…ssiiii..vengoooo!!...

Accidenti appena dentro le ho fatto subito raggiungere un orgasmo.

…sssiiii…… meravigliosooo….godoooo….ssiii…

Le lascio assaporare il suo piacere, poi lentamente mi muovo e incomincio a pomparla come si deve. Lei gode a ripetizione, mi spinge di lato e sale su di me. Si impala sul mio cazzo e lo pompa con impeto e passione. È un cavalcata tremenda e bellissima. Si scuote e sbatte la testa da ogni lato mentre gode a raffica. Sfinita si distende su di me.

..daaii… voglio il tuo piacere…dai sborrami dentrooo..looo vogliooo…oddiooo mi fai venire ancoraaaa…si daii…….vieniiiii….sssiii……

La metto di lato e la scopo con ancora più forza fin quando pure io sono all’apice del piacere e schizzo dentro di lei.

Eccoooommmiiiii…sborrrooooo!!!!Oraaaaaaaa…

Sfiniti, con il fiato corto la bacio. Lei piange, mi chiede scusa per tutto quello che mi ha fatto. Mi spiega il perché se ne andata. L’ascolto e in silenzio mi alzo e mi rivesto. Sono incazzato. Lei mi viene vicino.

“Capisco il tuo risentimento. Sono certa che mi merito tutto il tuo disprezzo, ma vorrei chiederti di riflettere su tutta la faccenda. Sono passati tanti anni, siamo cresciuti e adesso potremmo ancora passare dei momenti bellissimi insieme. Se per te non sono degna di tutto questo, se per te merito il tuo disprezzo, allora ti capisco. Mi rivesto e ti riporto al tuo albergo. La guardo. Nuda, bellissima, con i capelli spettinati, il viso triste con l’aria di che aspetta una sentenza che da quasi per scontata. Sento il mio cuore battere prepotentemente per lei. Allargo le braccia e lei ci si infila dentro, un attimo, asciugo le sue lacrime con tanti baci.

“Basta..hai ragione..basta farci del male. Non so come faremo in futuro, ma adesso ti voglio e non lascerò che tu te ne vada ancora.”

Sento prepotente la mia erezione crescere di nuovo, la metto sul letto e ricomincio a scoparla per tutta la notte. Solo all’alba il suono del mio cellulare mi desta, è mia moglie. Ci parlo e poi è lei che chiama suo marito. Entrambi abbiamo ascoltato in silenzio le conversazioni che abbiamo avuto con i nostri rispettivi consorti, ma nessuno dei due ha mostrato gelosie o altro, mentre scambiavamo i classici ..ti amo e baci, ecc. Poi mi sono vestito, sono scivolato silenziosamente fuori, ho preso un taxi sono tornato in albergo. Alle undici puntuale ero davanti al suo ufficio, ho concluso un prezioso affare e da allora ogni due settimane vado da lei. Ci incontriamo di nascosto, è un momento che lei definisce “la sua parentesi del cuore.” Quella che si concede con me che per ora mi accontento di tutto questo. Non abbiamo molte speranze per un futuro prossimo, al momento viviamo alla giornata

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