Ancora Arabi

Scritto da , il 2020-02-12, genere gay

Sono ancora in un paese arabo. Questa volta più duro e più remoto. Dove gli uomini - se possibile - mi attizzano ancora di più.
Giro una regione del paese Desertica e assolata per visitare fabbriche e installare macchine. con l’autista e il body guard.
Dall’inizio del viaggio invece di esser contento di questo due bestioni sexy che mi portano in giro, sono in ansia. Mi piacciono troppo: proprio a me doveva capitare mi dico... volevo stare tranquillo, dedicarmi solo al lavoro.
Invece sono in questo fuoristrada con due maschi che mi fanno sbavare.
Entrambi sui 45 anni entrambi baffuti entrambi forti come querce.
Battute a sfondo sessuale in continuazione durante i lunghi spostamenti. Io abbocco volutamente a tutte le battute e sto al gioco.
Due camere nelle varie tappe, una per loro e una per me.
Alla terza sera non ce la faccio più e conoscendoli un po’ gli dico che ho nascosto una bottiglia di vodka in valigia... se vogliono favorire in camera mia.. tutto segreto tranquilli...
Sorridono e si lisciano i baffoni. Il body guard mi dice che voleva fare un po’ di flessioni sulle braccia per mantenersi in forma. Gli dico che può farle di la in camera mia. Aggiungo un sorriso da porco che lui coglie bene.
Vengono da me sudati e un po’ stanchi devo dire ma apprezzo la voglia di socializzare.
Si assicurano che la porta sia ben chiusa perché stanno per bere alcolici... tranquilli dico io non lo saprà nessuno.
Senza aggiungere altro mi avvicino al body guard e gli slaccio i pantaloni.
In piedi come una statua si lascia fare.
L’altro è muto un po’ stupito ma interessato.
Mi inginocchio e inizio ad aspirare l’odore forte di maschio sul pacco ingiallito degli slip.
È lui ad abbassarseli con me ancora attaccato e facendomi quindi sbattere la faccia su un cazzo largo bagnato e con le vene che già pulsano. Peloso come una scimmia, un bellissimo scimmione.
Mi apre la bocca con due dita che sanno di tabacco e mi porge la quercia che c’ha tra le gambe.
Lo spompino subito con vera fame. Sono anche io un bel marcantonio e secondo me sono attratti dalla mia fisicità. Nessuna parola interrompe l’azione solo il rumore della mia pompa su quell’asta infinita e larga.
Vado avanti per molto tempo con la paura che il toro mi venga in bocca. Ogni tanto lascio il cazzo per respirare un po’ e vado giù a baciarlo sulle cosce giù giù fino ai piedi grossi ancora nei calzini bianchi sudati. Lo lecco senza problemi ovunque. Lecco i muscoli guizzanti e mi soffermo dove il suo odore è più forte. Uno stallone da monta, per me.

Mi richiama subito all’ordine e mi pilota la testa con le mani per farmi tornare al lavoro..

Con la coda dell’occhio vedo l’autista che ormai si sta masturbando in silenzio davanti a questa scena inaspettata.

Anche lui è una meraviglia per i miei standard: tarchiato come un armadio, peloso e con la faccia quadrata coi suoi baffoni neri. Non ha fatto cenno ad unirsi. Sembra un asino da lavoro solitario con la mano sinistra enorme e forte che con lentezza scorre unta di olio (olio di Argan che porto con me e che ho messo sul tavolo) su un cazzo che sembra scolpito su due palle grandi e cadenti come bei fichi. Guarda fisso la pompa che sto facendo e non si unisce. Fa l’educato ..
Mi stacco dal cazzo che sto spompinando e con la bocca in fiamme gli faccio cenno di avvicinarsi. È infoiato e dice qualcosa al body guard che accetta. Rimango in ginocchio e si danno il cambio.
Lo prendo tutto in bocca e assaporo il nuovo sapore, un nuovo sudore, una larghezza diversa.
Appoggio il palmo della mano sul suo stomaco duro e peloso mentre cerco di ingoiare più cazzo possibile bagnando e insalivando bene fino a sentirlo in gola. Lui geme come un ragazzino e mi eccita ancora di più vedere questo bufalo sexy tornare adolescente.

Mi masturbo lento con il cazzo dell’autista in bocca mentre il body guard sta venendosi in mano.
Mi scopa la bocca ora e faccio a tempo a staccarmi quando mi schizza latte bianco addosso.
Vengo anche io
Si sono aperte le danze..

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