Giorgio e Edo, un sogno

Scritto da , il 2020-02-12, genere gay

Giorgio era il tipico liceale atletico. Magro, corpo muscoloso; capelli castani, corti, a cresta; profondo occhi marrone chiaro e labbra imbronciate che imploravano di essere baciate. Credo che tutto quell’allenarsi duramente fosse la ragione per cui la maggior parte dei ragazzi che avevo conosciuto, simili a Giorgio, erano anche sempre dannatamente arrapati. Doveva essere la consapevolezza dei loro corpi, a causa del duro
allenamento che li rendeva così. Bene, Giorgio non era un eccezione, sembrava non ne avesse mai abbastanza.

Indossava sempre stretti pantaloni blu della tuta e sotto i sospensori... mostrando ogni
singolo dettaglio dei suoi stretti panini sodi, così come il chiaro contorno del suo giovane cazzo spesso duro. Se e quando portava una camicia, dato che spesso non ne portava, era una canottiera stretta... sfoggiando i duri e muscolosi addominali e pettorali ben sviluppati. Una visione sa non perdere... senza dubbio! Quando il tempo era più caldo, era anche meglio, poteva scambiare i pantaloni della tuta con il paio di pantaloncini da footing di nailon rosso, più stretti, che era un piacere guardare… non lasciavano niente all’immaginazione.
Chiaramente Giorgio amava il suo corpo... si allenava duramente... voleva tenerlo al top fra i ragazzi del liceo... ed amava condividerlo con altri... visivamente e fisicamente.

Il miglior amico di Giorgio era Edo, della sua stessa altezza e costituzione... salvo il fatto che lui aveva lunghi e fluenti capelli biondo scuro e penetranti e profondi occhi blu. Quando erano insieme era come se un sogno erotico diventasse realtà. Una coppia delle migliori fantasie della vita. Molte notti stavo sdraiato sveglio, a sognare cosa mi sarebbe piaciuto fare insieme a quei due. Sognando di lavorare su ogni centimetro di quei caldi corpi sexy... portandoli insieme ad altezze dell’estasi che non avevano mai provato prima. Ma, ahimè, pensavo che erano due caldi ed arrapati ragazzi inavvicinabili... amavo che mi facessero impazzire ogni volta che facevamo la strada insieme per tornare a casa. Pensavo che avrei dovuto essere soddisfatto del fatto che rimanessero almeno nei miei sogni.

Era l’inizio di primavera e faceva più caldo de normale. Io ero appena tornato dal lavoro ed ero seduto balcone a centellinare un cocktail prima di decidere cosa fare per cena. Erano circa le 8 ed il sole stava tramontando... il buio non era tale da impedirmi di vedere cosa accadeva nel complesso di appartamenti dove vivevo. Al di là del parcheggio c’era un piccolo spazio verde circondato da alberi e quasi invisibile dalle aree circostanti... eccetto che dal mio balcone. Quello era uno dei posti preferiti da Giorgio ed Edo. Strisciavano là, coperti dall’oscurità e di solito si sdraiavano e si facevano qualche birra al venerdì o sabato sera... solo per passare il tempo.
Quel venerdì sera, quando mi sedetti sulla mia sedia, guardai oltre gli alberi e vidi Giorgio ed Edo avvicinarsi. Indossavano solo degli stretti pantaloncini da footing e canottiera che metteva in mostra la loro tartaruga. I ragazzi attraversarono il verde, si sdraiarono uno di fianco all’altro appoggiati al tronco di uno degli alberi più grandi ed aprirono la prima birra. Anche se intrigato da ogni loro mossa, finii il mio primo cocktail ed entrai in casa per preparare la cena.
Passò circa un’ora, stavo pulendo la cucina e poi, preparato un altro drink, decisi di ritornare sul balcone per godermi il caldo fuori stagione.
C’era silenzio ed una calda brezza aveva cominciato a soffiare, ma non c’era altro suono a turbare la piacevole sera. Mi sedetti e cominciai a guardare i joggers ed i pedoni che si stavano godendo l’aria serale e facevano esercizio.

Solo dopo un po’ vidi dell’attività dove erano stati Giorgio ed Edo un’ora prima sotto gli alberi. Aguzzai la vista dato che ora c’era buio. Erano ancora là, sembrava stessero lottando, ma erano completamente nudi e rotolavano sul tappeto d’erba. All’improvviso il movimento si fermò, Giorgio era sdraiato su Edo e si stavano baciando, un profondo, risucchiante, bacio, gambe intrecciate e braccia e mani che esploravano ogni centimetro del caldo corpo dell’altro diciottenne. Poi, con movimento fluido, passarono ad una posizione di 69 e cominciarono a succhiarsi l’uccello l’un l’altro, con una passione che solamente degli adolescenti possono avere. Mentre succhiava il pene caldo e duro di Edo, Giorgio carezzava le chiappe strette dell’amico e poi cominciò a muovere un dito dentro e fuori del suo stretto buco del culo.
Edo cominciò a contorcersi ed i suoi lamenti stavano diventando udibili anche dal mio balcone. Improvvisamente Giorgio si tirò indietro e disse qualche cosa a bassa voce. I due si alzarono, si tirarono su i pantaloncini e di diressero verso la casa, per un momento pensai che si fossero accorti che li stavo guardando dato che andavano semi vestiti verso l’edificio, mi sembrò di aver visto Giorgio indicare il mio balcone mentre si metteva i pantaloncini... ma no... era troppo scuro e non potevano vedermi.

Mi sembrava avessero una completa erezione visibile sotto i pantaloncini mentre sparivano sotto il mio balcone ed entravano nella casa. Pensai che fosse per l’eccitazione di quella sera, così lasciai il balcone e rientrai per finire di pulire la cucina.
Bussarono alla mia porta, mi chiesi chi potesse essere, nessuno poteva entrare nello stabile se non dopo aver suonato al campanello. Pensai fosse qualcuno che aveva suonato a qualcun altro ed aveva bussato alla mia porta per errore. Andai alla porta e l’aprii lentamente per vedere chi era e con mia sorpresa e piacere erano Giorgio ed Edo, ora ancora una volta completamente nudi e con una bella erezione dura da adolescenti. Giorgio parlò per primo dicendo che aveva visto che li guardavo, che da sempre avrebbe voluto incontrarmi ma non sapeva come contattarmi ma, quando mi aveva scoperto a guardare lui ed Edo sul verde, aveva deciso che era il momento di venirmi a trovare.

Li invitai ad entrare e ci sedemmo sul divano nel soggiorno davanti al balcone. Giorgio chiese se avevo problemi a dare loro un’altra birra e che continuassero da dove avevano smesso. Dissi che per me andavano bene tutte e due le cose e che mi scusassero un momento, andavo a prendere un altro drink.
Quando ritornai erano ritornati ad un 69 sul mio divano, stringevano le natiche dell’amico e succhiavano con forza il cazzo duro dell’altro.

Stavo per sedermi a guardare su una sedia sull’altro lato della stanza quando Giorgio si tolse l’uccello di Edo dalla bocca e mi suggerì di unirmi a loro e succhiare il pene di Edo mentre lui fotteva il culo caldo e stretto dell’amico. In un secondo fui fuori dei miei vestiti, scivolai sotto Edo, presi il suo cazzo duro nella mia bocca e me lo feci scivolare in gola mentre Giorgio si posizionò dietro il ragazzo e cominciò a spingere l’uccello duro dentro il giovane culo stretto. Edo si lamentò in estasi quando l’asta di Giorgio penetrò il suo buco stretto, anche Giorgio cominciò a lamentarsi rumorosamente mentre faceva scivolare il cazzo sempre più velocemente dentro e fuori del buco.
Io giocavo con le eccitanti giovani palle di Edo mentre succhiavo in gola tutti i venti centimetri del suo cazzo duro e lui gemeva sempre più forte e mormorava che stava per venire e che Giorgio doveva fottere il sedere con maggior forza... lo voleva dannatamente... ed era dannatamente arrapato!

Poi i due ragazzi emisero un grido selvaggio, Edo riempì la mia bocca coi suoi dolci succhi d’amore e Giorgio riempiva il culo di ragazzo coi suoi succhi di uomo.
Senza toccare il mio uccello ormai duro cominciai ad eiaculare anch’io. Il dolce profumo di sesso d’uomo riempì l’aria mentre noi continuavamo a sborrare dentro ed uno sull’altro.

Edo crollò, esaurito, su di me, Giorgio fece lo stesso vicino a me e mise la testa sulla mia spalla, vicino ad Edo. Restammo sdraiati per quella che sembrò un’ora, poi Giorgio si alzò, aprì un’altra birra e la offrì ad Edo.

Parlammo per un po’, poi decisi che era ora di gustare i corpi di quei ragazzi eccitanti, quindi li spinsi sul pavimento e mi sdraiai davanti a loro sorridendo ed aspettando il ‘secondo atto’.
Era bene non farli aspettare, per prima cosa portai le mie attenzioni a Giorgio, naturalmente, cominciando col suo collo abbronzato e muscoloso, cominciai a lavorare il suo corpo di arrapato adolescente con la mia lingua agile.
Lui cominciò a contorcersi di piacere mentre muovevo la mia lingua e le mie dita sul suo corpo liscio e muscoloso, fermandomi a succhiare i suoi vivaci capezzoli che si erano induriti, abbassandomi ai suoi addominali increspati.

Giorgio cominciò a lamentarsi mentre facevo scivolare la lingua sui suoi addominali, poi scesi alle sue cosce strette e snelle e succhiai piano le sue palle. Mentre mantenevo la mia attenzione su Giorgio, ero consapevole di Edo che era vicino a noi e stava accarezzandosi il pene con una mano e le sue palle con l’altra mentre guardava ogni mia
azione. Mentre agivo sul giovane corpo caldo e palpitante di Giorgio, allungai una mano, presi il cazzo duro di Edo nella mia mano e cominciai a menarlo con lo stesso ritmo con cui io stavo succhiando l’uccello del suo amico.

Edo si tirò via, scivolò sotto di me prendendo il mio cazzo duro profondamente nella sua gola di velluto, succhiandolo dentro completamente.
Giorgio ora si stava contorcendo di piacere mentre io succhiavo più forte e più velocemente sul suo attrezzo, giocando con le sue palle, mentre il suo amico succhiava il mio cazzo caldo e duro e giocava col mio sedere facendo scivolare prima uno, poi due e poi alla fine tre dita completamente nel mio buco del culo.
Smisi di succhiare l’uccello Giorgio solo per dire ad Edo di scoparmi mentre io mi riprendevo cura dell’altro. Lui ne fu più che felice, girò dietro di me e posizionò l’uccello duro contro il mio caldo sedere in attesa, giocando lentamente e stuzzicando il mio buco col pene duro e palpitante. Una forte spinta e fu dentro di me, cominciando a scoparmi.
Tutti noi ci stavamo lamentando di piacere, poi Giorgio gridò che stava eiaculando di nuovo. Quasi nello stesso istante sentii Edo sparare nel mio sedere, riempendomi del suo caldo succo e Giorgio faceva lo stesso riempendomi la gola, non potevo resistere più a lungo, mentre quei giovani fusti arrapati mi stavano riempiendo con la loro sborra… cominciai a sparare su di noi.

Ancora una volta crollammo sul pavimento in un mucchio uomo/ragazzi sudati, coccolandoci, abbracciandoci e continuando ad esplorare il corpo degli altri; Giorgio mi guardò e chiese se lui e Edo potevano passare la notte da me perché i suoi genitori andavano via per il fine settimana ed Edo avrebbe dormito da lui in ogni modo. Come potevo rifiutare una simile offerta… dissi che potevano.

I due ragazzi si diressero verso la doccia per pulirsi, mentre io sistemavo cucina e soggiorno; mentre stavo finendo Edo uscì dalla doccia ancora bagnato e nudo... ed ancora una volta con l’uccello duro. Mi circondò con le sue braccia, mi baciò e mi chiese di andare con lui perché volevano che mi unissi a loro sotto la doccia.

Non appena fui nella doccia i due cominciarono ad insaponare ogni centimetro del mio corpo ponendo particolare attenzione al mio cazzo, alle palle ed al sedere, ogni volta che tentavo di rendere il favore mi spingevano le mani lungo i miei fianchi e dicevano: “Questo è per te!” e poi continuavano il loro lavoro. Quando stavo per venire un’altra volta, Edo mi disse di asciugarmi ed uscire dalla doccia, loro mi avrebbero asciugato. Lo fecero asciugando il mio corpo bruciante di desiderio, ma ancora non mi permisero di toccarli. Una volta che fummo asciutti Edo mi prese di nuovo per mano e mi condusse in camera da letto, Giorgio ci seguì.

Mi fecero sdraiare in mezzo al grande letto, Giorgio salì su di un lato ed Edo sull’altro. Appoggiarono le teste sulle mie spalle, misero le braccia intorno al mio torace ed alla vita e si addormentarono. Mi sembrava di essere morto ed essere andato in paradiso, una fantasia si era avverata, se mi fossi svegliato la mattina e fossero stati ancora lì... beh... avrei potuto sperare...

Bene, io mi svegliai, la mattina dopo mentre il sole stava cominciando a sorgere… e loro ancora erano lì... accoccolati e nella stessa posizione che avevano assunto quando eravamo andati a dormire la sera precedente.
Edo si svegliò per primo, mi diede un grande bacio, posò di nuovo la testa sulla mia spalla e mi disse sottovoce: “È così bello stare con te!”
Capii che sarebbe stato un gran fine settimana...

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