Elisa 1996

Scritto da , il 2020-01-25, genere incesti

Un giorno mentre tornava a casa dal lavoro, Luca stanco e ansioso di rilassarsi qualche ora davanti alla tv, non riuscì a fare a meno di fermarsi quando poco dopo una curva vide una Peugeot rossa con le quattro frecce accese e il triangolo posato per terra a pochi metri dal bagagliaio.
Luca non era prettamente un buon samaritano ma quella ragazza bionda che non nascondeva i 19 massimo 20 anni che se ne stava seduta sul cofano in triste attesa lo colpì subito.
Parcheggiò l'auto e scese. Era evidente che aveva bucato una gomma. Roba da poco per chi sa come provvedere alla cosa, un problemone enorme per la biondina che non aveva la più pallida idea di cosa fare.
“Serve aiuto” si offrì il ragazzo mentre lei gli offriva un sorriso delizioso che illuminava i suoi profondi occhi azzurri.
La biondina accettò e parve da subito molto grata al ragazzo.
Lui le fu ancor più grato visto che ciò che l'aveva colpito fin da subito erano le bellissime gambe di lei appena nascoste da una gonnellina nera cortissima e fasciate in un collant semi trasparente che le rendeva ancor più sexy.
Mentre le cambiava la gomma, chinato in quel punto strategico con lei in piedi a fianco pensò che se solo avesse tirato fuori la gonna avrebbe potuto leccarla dalla ginocchia in su senza troppa difficoltà.
Avvitando i bulloni della ruota Luca se lo sentì venir sempre più duro di minuto in minuto.
Fecero un paio di parole mentre si dava da fare per toglierla dai pasticci e così venne a sapere che si chiamava Elisa, che aveva appena compiuto 19 anni, che lavorava come segretaria per un avvocato e che non era né sposata né fidanzata. La qual cosa spinse Luca a essere ancor più gentile con lei.
“Ok fatto” concluse lui rialzandosi in piedi.
“Grazie, sei stato davvero stupendo. Come posso ringraziarti?” ammiccò Elisa.
“Bhe magari una volta che sei sola mi fai una telefonata e usciamo. Sai per un caffè due chiacchiere. Ti do il mio numero o meglio ancora mi dai il tuo”.
“E perchè non ce lo prendiamo adesso questo caffè?”.
“Come scusa?!”.
“Ma si dai, io non abito molto distante. Mi segui e sali da mè così ti dai anche una lavata mentre ti preparo qualcosa da bere. Ti va?”.
“Mi pare fantastico” rispose lui ancora un po' impacciato.
Mentre lei col suo sorriso incantatore saliva in auto Luca non potè fare a meno di notare come una volta seduta paresse nuda dalla vita in giù. La gonna era così corta che sotto al volante vedeva solo le sue gambe bellissime.
Con l'uccello parecchio duro la seguì.

Entrati in un piccolo appartamento di tre stanze la ragazza gli mostrò subito il bagno. “Ecco ci sono due accappatoio e un paio di asciugamani grandi. Sulla mensola accanto la doccia ho un po' di tutto, shampoo, schiuma... scegli quel che vuoi”.
“Devo farmi la doccia?” chiese Luca.
“Non si era detto che ti davi una rinfrescata?” ammiccò lei.
Luca veramente pensava che si sarebbe lavato le mani e la faccia. Era strano entrare per la prima volta nella casa di una donna che si conosce da meno di mezz'ora e subito iniziare a spogliarsi.
Strano ma eccitante.
Così obbedì.
Era lì titubante a passarsi una spugna sul corpo quando la porta d'improvviso si aprì. Luca nudo ebbe un mezzo sussulto. “Scusa, scusa tanto ma non resisto. Stai tranquillo che non sbircio dietro la tenda” rise la ragazza.
Prima che Luca potesse dire o fare qualunque cosa la biondina si era già calata i collant fino al ginocchio, sollevata la gonnellina e si era messa comoda sulla tazza.
Lei non sbirciava ma lui si lo faceva eccome.
Per quanto riuscisse a vedere ben poco tra le coscie notò due cose. Uno che era per certo una ragazza dal fisico davvero perfetto, l'altra che sotto al collant non aveva le mutandine.
La cosa lo infoiò così tanto che si trovò un bastone duro tra le mani senza rendersene conto.
E non pareva certo volersi ammosciare subito.
Elisa uscì dal bagno, mentre si alzava per ripulirsi ebbe la certezza che non indossasse intimo e potè anche vedere il suo bel culetto tondo mentre gli dava la schiena.
Uscì dalla vasca col cazzo duro.
Se era imbarazzante avere un erezione in pubblico lo era doppiamente quando si ha un cazzo di 26 cm largo quanto un bastone.
Difficile tenerlo nascosto a lungo.
Si mise l'accappatoio e si asciugò sperando che nel frattempo il suo fratellino andasse a cuccia ma era stato troppo sollecitato dal vedere Elisa pisciare e il ricordo lo pungolava secondo dopo secondo.
Per far sparire quella cosa c'era un unica soluzione.
Si mise nudo in posizione da pisciata sulla tazza e afferratolo saldo con la mano prese ad accarezzarlo con forza.
Una bella sega e via pensò.
Il fatto che Elisa fosse seduta proprio su quella tazza fino ad un attimo prima lo eccitava ancor di più. Se ora vi fosse stata ancora seduta il suo uccello le sarebbe finito dritto in bocca.
L'idea di Elisa che con quel faccino da Candy Candy gli tirava un pompino lo mandò in fibrillazione.
Era quasi al culmine. La cappella gonfia e pulsante, i testicoli colmi e pronti all'eruzione.
Quando la porta si aprì un altra volta.
“Hai fatto?” sorrise Elisa ficcando la testa dentro al bagno.
“Quuuuuuuuu....asi” latrò Luca mentre il cazzo spruzzava fuori una densa scia di sperma sufficiente a riempire una bottiglia.
“Ma ti sei fatto una sega?” chiese lei perplessa. Lui le stava danti, nudo con l'uccello ancora in mano nei postimi da eiaculazione. La goccina di sperma che gli colava dalla cappella, il fiato mozzo. “Scusami me ne vado subito” abbassò la testa lui convinto che andarsene senza fare altro casino fosse il modo migliore per uscire da quella situazione.
In fondo era a casa di una sconosciuta. Nudo e aveva appena sborrato. Se la ragazza chiamava erano grane grosse.
“Mi ridai i miei vestiti per favore” disse serio.
“No”.
“No?”.
“Eri venuto per un caffè mi pare”.
“Si ma... cioè tu.... sei entrata in bagno e io.... capisci? Ma tu le mutande non le metti?”.
Elisa sorrise ancora “Quasi mai, specialmente coi collant”.
“Wow. A dirmi stè cose me lo fai tornare duro”.
“Quello che spero visto che hai sprecato tutto con una sega”.
“Ma...”.
“Su non hai capito che voglio portarti a letto. Ho visto subito il pacco mentre mi cambiavi la gomma sai. Complimenti a proposito non si trovano facilmente aste di carne così grosse”.
“Bhe grazie” annuì lui mentre una nuova erezione si stava alzando piano piano.
Elisa la notò subito e gli afferrò il cazzo con una mano.
La presa salda, la mano sicura, si sentiva subito che non era la prima volta che maneggiava un cazzo.
Luca le ficcò una mano sotto la gonna iniziando a toccarla sulle coscie salendo piano piano fino al culmine del piacere.
Giocherellando col nylon dei collant Luca si aprì lentamente un piccolo varco e finalmente sentì il pelo morbido e delicato della fica di Elisa accarezzargli la mano.
Lei tenendogli il cazzo come fosse una maniglia lo portò in camera da letto.
Prima che lui potesse dire altro si era sfilata via la camicetta rivelando due belle mele sode e molto più gonfie di quanto potesse immaginare. “Cosa sei una quarta?”.
“Si quarta. Te ne intendi di tette tu” ammiccò Elisa.
“Lasciami mettere la testa fra quei meloni e te lo dimostro”.
“Non chiedo di meglio” sorrise Luca avventandosi saldamente su quei capezzoli dritti come un assetato... E questo era solo l'inizio pensò mentre lei instancabile lo segava piano piano.

2
Era andato da lei per un caffè, vi restò fino al mattino
Forse il miglior sesso della sua vita.
Elisa nonostante la giovane età sapeva bene come far godere un uomo. Vogliosa, insaziabile e instancabile.
Un susseguirsi di pompini alla spagnola, leccate di fica, succhiate di seni senza censura.
Con suo sommo gaudio Elisa gli ficcò la lingua tra le chiappe (cosa stupenda ma che le donne che aveva avuto difficilmente facevano) il cazzo gli divenne un missile.
Si sdraiò sul letto e lei gli si sdraiò sopra chinata come una ranocchia iniziando a cavalcarlo a tutta forza.
“Vengooo” ululava Elisa di tanto in tanto mentre la sua trave dura la profanava un colpo dopo l'altro.
Luca perse i conti dei suoi orgasmi. Sembrava un fiume in piena. Due, tre di fila come una fontana.
“Sei multi orgasmica?”.
“Credo di si” annuì lei “Ti crea problemi”.
“Ma figurati è bellissimo”.
Sempre bagnata, sempre calda, sempre vogliosa.
Lo fece venire dentro senza problemi “Prendo la pillola vai tranquillo” e lui con tutta la foga che aveva in corpo la inondò coi suoi lunghi getti fluenti irrorandole la vagina, il seno, il viso.
Nulla pareva sconvolgerla o essere troppo per Elisa.
Naturalmente continuarono a vedersi.
Presero a fare coppia fissa.
Gli piaceva stare con Elisa. Gli piaceva il suo essere immancabilmente sexy ogni volta che la vedeva. Trucco perfetto sugli occhioni blu, rossetto vivo sulla bocca, piedini e mani smaltati e gonnelline così corte da far girare la testa.
Anche il fatto che ogni volta sollevasse la gonna mostrando la patatina al vento bastava a farlo eccitare appena lei saliva in macchina. I loro incontri erano delle lunghe interminabili scopate. In auto, in casa di lui, nell'appartamento di lei. Ovunque.
Una sera che erano al cinema, Elisa gli mise la giacca in grembo e sotto vi infilò la mano cosicchè Luca si ritrovò a farsi una sborrata davanti a cento persone senza che queste se ne rendessero conto.
Erano piccoli piaceri che scatenavano la fantasia di Luca e che poi ogni sera si concretizzavano a letto.
A volte Elisa si presentava con dei body tutti di pizzo rossi o neri e calze a rete. Una mise da vera troia che non poteva suscitare reazioni positive al suo grosso cazzo.
Insomma era la ragazza perfetta pensava ogni volta.
Perfetta per un uomo coll'uccello molto grosso e sempre in tiro.
Dopo una settimana che si frequentavano gli diede il culo.
Non fu una cosa forzata, anzi fu lei a guidarselo piano piano nel piccolo buchetto dopo esserselo unto per bene con lo sperma che ancora a Luca colava dal cazzo per la scopata precedente.
Non un lamento. Mai.
Sentiva di farle male mentre le spalancava le cavità anali ma quei piccoli mugolii soffocati sottolineavano più il piacere che non il dolore.
Piano piano la penetrò un centimetro dopo l'altro finchè non sentì i coglioni gonfi sbatterle sulle chiappette sode.
Era fatta. Aveva tutto l'uccello nel culo di Elisa ed era paradisiaco.
Prese a pompare, prima piano ma poi sempre più in fretta.
La fece mettere a pecorina è le montò da dietro soffocandola con tutto il peso del suo corpo che pompava instancabile nell'ano.
Aggrappato alle tette di lei le strizzava ben bene aumentando la potenza dei suoi colpi. “Voglio venirti nel culo!” ansimò Luca.
“Si amore fammi un clistere di sborra” lo incitò lei.
Intanto con una mano era scivolata fin sulla passerina e se la pacioccava allegramente. Un ditalino mentre lui la sodomizzava.
“Cristo Elisa quanto sei porca”.
“Devo prenderlo come un complimento?”.
“No devi prenderlo nel culo” sussurrò lui e ormai appagato le inondò l'ano.
Da quel giorno tentò sempre più spesso di sodomizzarla tra una scopata e l'altra e lei non fece alcun che per tirarsi indietro. Anzi fu proprio Elisa a far la considerazione “Visto che ormai è bello aperto tanto vale che ne approfittiamo no?”.
Una donna perfetta.
Fu proprio un giorno in cui la stava inculando che gli venne la proposta “Dovremmo sposarci pensavo” le disse.
“Cosa?” sbottò lei e fu tale la sorpresa che con uno scatto scivolò in avanti lasciando che il cazzo di Luca le saltasse fuori dalle chiappe con un sonoro “STUP” da vuoto d'aria.
“Ho detto qualcosa che non va Elisa?” si pentì lui.
“No mi sorprendi soltanto”.
“Ho pensato che stiamo insieme da un mese e siamo perfetti dentro e fuori dal letto. Sposarci non sarebbe mica una brutta cosa”.
“Non ho detto che sia una cosa brutta” negò lei.
“Eppure non mi pari felice. Mi pari più preoccupata che felice”.
“Mi stai proponendo un cambiamento radicale di vita Luca dammi almeno un minuto no”.
“Senti Elisa se la cosa è un problema magari lasciamo stare. Aspettiamo un altro po' e ne riparliamo quando ti senti più sicura”.
“Non è un problema di sicurezza amore”.
“E allora cos'hai Elisa. Dai dimmelo non voglio vederti triste”.
Senti non sò come dirtelo: Insomma tu mi parli di matrimonio. Matrimonio vuol dire coppia fissa. Legame in esclusiva capisci?”.
“No. Non capisco”.
“Insomma se ti sposo dopo mi scoperai solo tu? E' questo che intendi con matrimonio”.
A Luca vennero i sudori freddi “Elisa ma cosa vuoi dirmi? Che scopi anche con altri è questo che vuoi dirmi?”.
“Ho sempre così voglia” ammiccò lei.
Luca scattò in piedi offeso ed arrabbiato. “Puttana!”.
“Ma perchè reagisci così adesso?”.
“Pensavo fossi la mia donna e tu invece te ne vai in giro a scopare mentre sono al lavoro. E' così vero?”.
“Non esattamente. In realtà sono al lavoro anche io”.
“Già. Capisco” vomitava bile di rabbia.
“Chi ti fai troia?”.
“Non posso dirlo”.
“E' l'avvocato vero. Quello dove lavori. Cosa gli fai, gli tiri le seghe tra un cliente e l'altro. E' questo che fai”.
“Luca -scattò lei ferma e seria- io non credo tu abbia di che essere geloso. Ci sono cose di me che non sai tutto qui”.
“Si fino ad un attimo fa pensavo che il mio cazzo ti bastasse ma sbagliavo di grosso”.
“Pensa quel che vuoi.”.
Cercò i suoi vestiti e se li rimise in fretta. “Addio puttana”.
Elisa non si scompose. “Sei troppo precipitoso. Tu non mi conosci abbastanza per potermi giudicare. Tu non conosci i fatti”.
“Preferisco non sapere altro. E' stato bello finchè è durato grazie”.
“Codardo!”.
“Vacca!!”.
“Se hai un briciolo di coglioni vieni domani all'ufficio dell'avvocato verso l'una. Vieni se hai il coraggio!”.
“Vengo a far cosa e vedere un altro che ti scopa?”.
“Perchè non ti piacerebbe guardarmi? Guardare un cazzo che mi sfonda mentre tu ti seghi li accanto”.
Luca finse indifferenza ma l'immagine di quanto aveva detto glielo fece tornare duro.
“Non sono un guardone”.
“Mai detto che tu lo fossi” ribattè secca Elisa.
“Comunque verrò.
Verrò a dirti addio”

3
Puntuale si presentò all'una sotto all'ufficio.
Titubante salì le scale fino alla porta dell'ufficio.
Sorpreso vide un piccolo post-it giallo appeso accanto alla maniglia “La porta è aperta. Entra!”.
Obbedì.
L'ufficio era molto grande. Un lungo corridoio con diverse porte ma non gli ci volle molto per capire dove andare. Gli bastò seguire il rumore. Erano lunghi mugolii inconfondibili. Gli stessi che Elisa emetteva ad ogni scopata.
Aprì la porta da cui proveniva il rumore ancora indeciso su che sarebbe accaduto vedendo un altro uomo che si scopava la sua donna e restò completamente sconcertato.
In mezzo alla stanza tra un divano e due grandi poltrone c'era un tappeto rosso di foggia indiana. Sul tappeto Elisa, nuda con le sole calze nere autoreggenti chinata in ginocchio come una cagnolina.
Gli dava la schiena quindi da lì notò subito i due enormi vibratori elettrici neri.
Uno nella fica e uno nel culo.
Ronzavano a tutta forza trapanandola ben bene e doveva essere uno spasso vedendo quanta sbroda le colava giù dalle gambe un orgasmo dopo l'altro.
Di fronte ad Elisa, in piedi con le braccia sui fianchi una donna matura sulla cinquantina.
Capelli scuri resi rossastri dai colpi di sole, parecchia cellulite sui fianchi e sulla pancia, seno grosso ma cadente.
Indossava un body nero aperto in vita da cui fuoriuscivano le sue tettone mollicce e che finiva all'ombelico lasciando scoperta la sua vulva completamente depilata.
Certo non poteva vederla bene visto che Elisa vi stava ficcando la lingua dentro voluttuosa più che mai.
Calze a rete nere e tacchi a spillo completavano la divisa da orgia della vecchia.
Nessuna parve degnarlo di uno sguardo.
Elisa continuava a slinguare la fica alla vecchia mentre lei le teneva la testa ferma stretta a se.
Dopo un po' Elisa si girò a guardarlo. Ansimava per i due vibratori che incessanti le trapanavano i buchi “Bravo che sei venuto amoooore. Ti presento Cristina Cicci”.
“La dottoressa Cristina Cicci” precisò la vecchia.
“E l'avvocato?” chiese Luca.
“Sono io l'avvocato ragazzo”.
“Wow”.
“Elisa mi ha detto che ti piace guardare. Io durante la pausa mi rilasso così. Se a te stà bene siediti pure a godere lo spettacolo”.
A Luca era venuto il cazzo duro come un sasso “Solo guardare”.
“No tranquillo. Se ti va sborra pure quanto vuoi. Questa stanza è adibita allo scopo”.
Non osando disturbarle oltre. C'era in gioco anche il posto di lavoro di Elisa in fondo: Obbedì.
Si sedette buono buono sulla poltrona, si mise comodo togliendo pantaloni e mutande e presosi in mano la verga dura iniziò a menarselo piano piano.
Presto capì che la dottoressa Cristina non era solo lesbica era parecchio sadica.
Aveva un intera collezione di vibratori dalle lunghezze e larghezze più estreme e non esitava ad usarle su Elisa impalandola a ripetizione. Quando sentiva sopraggiungere l'orgasmo lesta la ficcava in bocca alla ragazza e le faceva leccare tutto fino all'ultima goccia. “Lecca troia lecca” la incitava picchiandola con sonori schiaffi sul culo.
A Elisa però doveva piacere da matti almeno a giudicare da quanto continuavano a colargli orgasmi fra le cosce.
A un certo punto Cristina prese un grosso cazzo lungo oltre mezzo metro e se lo ficcò piano piano nella vulva fradicia di umori. Il fallo aveva la punta da entrambe le parti e fu presto chiaro cosa ne volesse fare.
Fece mettere Elisa a terra, le fece alzare bene le gambe e guidandosi quel simili membro maschile glielo piantò nella pancia peggio di un uomo. Con Luca che le guardava e si segava come un forsennato Cristina gli scopò la fidanzata in tutta foga ululando e gemendo ad ogni colpo finchè soddisfatta non si alzò in piedi a guardarlo. Aveva ancora il cazzo finto nella fica e lo fissava “Forza ora tocca a te?”.
“Come scusi?”.
“Su che aspetti ora che l'ho scaldata tocca a te. Scopala fammi vedere”.
Non se lo fece ripetere due volte. Era la prima volta in assoluto che scopava una donna mentre un altra lo guardava e la cosa lo eccitava come non mai tanto più che l'avvocatessa non era niente male e pensò che se giocava bene le sue carte poteva anche averla.
Prese a fottere Elisa al meglio delle sue capacità Era infoiato di voglia, di rabbia e di lussuria e la scopò con la stessa forza di un martello pneumatico.
La vecchia intanto guardava muovendosi il vibratore su e giù nella vulva ed era uno spettacolo bellissimo che lo eccitava ancor di più
Come guardare un film porno mentre si scopa.
“Sborro” annunciò Luca e prima che potesse rendersene conto la vecchia era già scattata in azione.
Con un guizzo gli fu accanto con le mani tese sotto ai seni come se volesse offrirglieli in omaggio “Su spicciati falla qui sulle mie tette”.
“???”.
“Dai ragazzo sbrigati sborrami sulle tette”.
Saturo, senza riuscire a trattenersi oltre Luca obbedì. Sfoderò il cazzo dalla fica di Elisa lo poggiò sul capezzolo sinistro della vecchia e fece scattare l'inondazione.
Cristina prese a sfregarsi i seni come se stesse facendo la doccia. Tutto il suo sperma le si attaccava sul seno neanche fosse una lozione.
“Lo sperma rassoda il seno lo sapevate” disse la vecchia continuando a spalmarsi lo sperma sulle grosse tettone in tutta tranquillità.
“Se lo dice lei per mè va benissimo”.
La pendola in fondo alla stanza scoccò le due.
DONG DONG
“Bene. Credo sia ora di tornare al lavoro” annunciò la vecchia e senza aggiungere altro prese i vestiti ben piegati sul divano e si rivestì.
Anche Elisa presa la minigonna e la camicetta se le rimise rivestendosi velocemente.
C'erano anche una spazzola e dei profumi di marca in un cassetto che le due si spruzzarono in abbondanza per mascherare un po' l'odore.
Tre minuti dopo era tutto finito.
Solo Luca era ancora basito a guardarle col cazzo in mano e i pantaloni sul braccio.
“Su ragazzo cosa aspetti. Tra un po' mi arrivano i clienti mica vuoi dargli il benvenuto con quel pitone al vento”.
“Scusi signora mi rivesto subito”.
“Ecco bravo. Io torno in ufficio. Aiuta il tua ragazzo e poi accompagnalo fuori che abbiamo molto da fare”.
La donna, che ora indossava un insospettabile tailleur grigio topo e dietro a spesse lenti da vista poco aveva lasciato alla sadica troia di prima fece per uscire ma pioj ci ripensò. Tornò verso Luca, si tolse gli occhiali e gli strizzò un occhio.
“Torna domani che ci divertiamo ancora”
E a sottolineare a cosa alludeva gli fece una carezzina al cazzo.

Rimasero soli.
“E così sei lesbica?”.
“Bisessuale veramente” precisò Elisa.
“Potevi dirmelo”.
“Non sapevo da dove iniziare”.
“Così mi hai messo alla prova”.
“Si diciamo di si”.
“Hai pensato alla mia proposta di matrimonio” chiese Luca.
A Elisa si illuminò lo sguardo “Vuoi dire che hai ancora l'intenzione....”.
“Ora più che mai tesoro mio -annuì Luca- ora più che mai te lo giuro”.
C’era una cosa che Luca non le aveva confessato. Le donne bisessuali lo eccitavano da morire e lei non era la prima che conosceva. Sua sorella, sua madre persino sua nonna e sua zia... tutte bisessuali e incestuose.
Per lui non era mai stato un problema, anzi, era stato proprio lo stato di grazia di beato fra le donne che lo aveva spinto a scoparsi la sua stessa madre e le altre.
Erano passati anni, suo padre era morto in un incidente d’auto, sua madre era invecchiata, le nonne erano morte e sua sorella era sposata quindi, da anni, non si parlava più di quelle ingenue scopate giovanili anche se i segreti erano tanti e molto perversi. Ora, se voleva sposare Lisa, era chiaro che lei avrebbe conosciuto la sua vasta famiglia ed era ovvio che qualcosa avrebbe dovuto dirle fosse solo per correttezza.
Ma come fare a dire alla propria ragazza... “sai sedici anni fa mi sono fatto mia madre e l’ho pure messa incinta”. Ma era troppo felice con lei, stava troppo bene ed era certo che se lui l’amava quanto lei amava lui lo avrebbe capito e accettato così come lui aveva accettato la sua bisessualità.
Il problema era solo il modo. Il modo giusto per dire le cose...

4
Il giorno dopo obbediente all'una in punto arrivò allo studio dell'avvocatessa e lei, senza tanto girarci attorno fece ciò che aveva promesso. Con un body rosso che nascondeva ben poco di seno e fica e le immancabili calze nere velatissime l'avvocatessa lo accolse famelica e gli si gettò subito addosso strusciandosi come una gatta in calore.
Luca che già lo aveva duro fin da quando era entrato non ci mise molto a togliersi tutti vestiti mettendole in mano il suo batocchio di carne.
La vecchia ci sapeva fare. Gli si inginocchiò di fronte, aprì la bocca e prese a lapparlo come un Calippo strofinandogli ben bene la cappella di saliva mentre con una mano gli accarezzava ben bene i testicoli scaldandoglieli.
Ottenne un erezione completa in pochi istanti e ansiosa si sdraiò sul tappeto in mezzo alla stanza.
Gambe sollevate fica spalancata e sguardo da troia non domandava altro che essere perforata.
Luca restò un attimo indeciso fissando Elisa che se ne stava buona buona seduta sulla poltrona a guardare la scena. Era la prima volta che scopava una donna davanti alla sua ragazza e aveva ancora un certo imbarazzo.
Certo il fatto che Elisa, a parte le calze a rete non indossasse altro non faceva che infoiarlo ancor di più.
Si chinò sulla vecchia le massaggiò un pochettino il clitoride sentendola umida e calda. Avrebbe voluto perdere qualche istante a leccare quella ficona per sentirne il sapore ma era troppo arrapato per perdere tempo in giochini.
Senza ulteriori esitazioni se lo prese in mano e TROMB con un colpo solo le fu dentro fino ai testicoli.
“Wow che uccello!” esclamò la vecchia porcona tutta soddisfatta. Ancheggiava muovendo il bacino su e giù tanta era la voglia di essere chiavata.
Luca le mise la testa sul petto, le mani sui fianchi e prese a pompare. Pompava e le succhiava i capezzoli con un ritmo forsennato. Cristina non si risparmiava di certo, godeva e faceva godere come una maestra. Altro che cazzi di gomma pensò Luca con un pizzico di orgoglio.
Poi accadde una cosa inaspettata e al contempo stupenda.
Con la vecchia vaccona sotto di lui a godersi la potenza del suo uccello sentì qualcosa di umido toccargli il fondo schiena. Quando realizzò che Elisa gli stava delicatamente leccando il posteriore mandandogli scariche di solletico dolcissime perse il controllo.
La lingua di Elisa scendeva delicata, sotto alle natiche piano piano fino al suo buco del culo.
La sentì dolcissima leccargli l'anello anale. Una cosa fantastica.
Erano tali e tante le sensazioni di piacere che si sprigionavano da quella solleticazione anale che Luca si sentì l'uccello più gonfio e grosso di quanto mai avesse a ricordare.
Impossibilitato a resisterle oltre sentì l'orgasmo attraversagli il cazzo a tutta velocità.
Ebbe appena il tempo di fare ciò di cui l'avvocatessa si era tanto raccomandata il giorno prima.
Con un ultimo scatto veloce glielo sfilò dalla vulva ormai allagata di orgasmi e puntate le tette della vecchia la inondò di sborra.
Una slavata anche più abbondante di quella del giorno prima che ricoprì la vecchia sul viso e sul petto come una maschera di cera.
Per un secondo temette persino di aver esagerato ma la vecchia porcona lo tranquillizzò iniziando a massaggiarsi i seni spalmando bene il suo sperma in ogni angolo. Intanto con la lingua si leccava le labbra.
Oltre che usarla come crema la usava anche come salsa pensò Luca.
Ripreso fiato dopo i tre orgasmi consecutivi Cristina sedette su una poltrona. Ancora semi nuda e a gambe spalancate faceva venir voglia di un'altra chiavata solo a guardarla. Luca si alzò in piedi già pronto a fare il bis. Era così arrapato che il cazzo non gli si era neanche ammosciato un secondo nonostante quello spruzzo modello estintore che aveva appena fatto.
In più lo solleticava l'idea di prendere la vecchia da dietro. Magari in piedi alla pecorina con lei chinata a novanta sul tavolo. Prenderla da dietro e aprirle il culo. Sfondarle quell'ultimo buco e togliersi l'ennesima soddisfazione.
Ma l'avvocatessa aveva idee diverse.
Mentre lui le stava davanti con un cenno pre-accordato fece partire Elisa che accucciatasi a fianco di Luca prese a spompinarlo ben bene per aumentarne l'erezione.
Quando la vecchia valutò fosse pronto gli chiese di sdraiarsi a terra in modo che Elisa gli montasse sopra.
I due ragazzi la accontentarono obbedienti. Lui sotto e Elisa sopra a farsi impalare con le tettone che ondeggiavano mentre cavalcava selvaggia quel grosso uccello.
A quel punto Luca la vide. Vide il grosso fallo a cintura nero che la tardona si legava in vita. Pareva davvero un uomo col cazzo duro.
Si mise comoda alle spalle di Elisa e la fece arcuare in avanti piano piano. Poi con un secco colpo di reni le entrò nel culo con quel grosso coso di gomma ben lubrificato.
“Forza chiaviamoci insieme questa troietta” disse la tardona eccitata tanto a possedere quanto ad essere posseduta.
La scoparono in coppia sfondandole entrambi i buchi in un sincrono totale. Era stano per Luca sentire un cazzo (anche se finto) che strusciava sul suo separato solo da pochi centimetri di pelle. Strano ed intrigante.
Vennero all'unisono
Lui sborrando in fica alla sua ragazza tanto copiosamente quanto aveva fatto sulle tette della vecchia, Cristina con succo artificiale caldo che fece schizzare dal pene di gomma con un apposita pompetta.
Luca si alzò in piedi appena riebbe fiato.
Elisa se ne stava sdraiata a terra immobile. La doppia penetrazione l'aveva completamente esaurita di ogni energia. Il buco del culo era ancora spalancato che pareva il tunnel di una galleria.
Luca guardò la vecchia e i due si scambiarono un gesto di intesa per il buon lavoro svolto.
“E tu non lo vuoi nel culo tesoro?” le chiese Luca che ormai aveva quel chiodo fisso in testa.
“Tesoro ormai sono passate le due. Anzi siamo persino in ritardo”.
“Magari un altra volta” propose lui.
“Magari te lo offro in dono di nozze” sorrise la vecchia.
“Come?”.
“Già -intervenne Elisa che aveva appena ripreso le forze e si stava delicatamente spalmando una crema su ano e vulva- Cristina è la mia testimone di nozze”.
“La tua testimone?”.
“E' la mia migliore amica. La donna a cui voglio più bene”.
“Capisco” annuì Luca guardando gli sguardi carichi di intesa che si scambiavano le due troie.
“Allora è deciso prima del matrimonio ci facciamo una seratina insieme e mi apri il culetto sei felice?” chiese Cristina.
“Non si vede?” le fece notare lui mostrandole il cazzo che si era irrigidito solo all'idea.
La vecchia lasciva si avvicinò ad Elisa carezzandole il seno e baciandole il collo “Bella mia ti sei proprio scelta un maritino coi fiocchi. Oltre ad averlo grosso come una trave sembra non gli si smoscia mai”.
“Se una è brava a provocarlo...” ammiccò lei e senza esitazioni ficcò la lingua in bocca all'avvocatessa lasciandosi andare ad un bacio saffico tremendamente sensuale ed eccitante.
“E tu ce l'hai un testimone di nozze? Chiese Cristina prima che Luca ormai rivestito le lasciasse tornare al lavoro.
“Provvedo oggi” annuì lui.
Subito dopo, appena sceso in strada, cercò in rubrica il numero di Carlo. Il suo migliore amico non che suo cugino.
“Ciao sono Luca”.
“Luca che bella sorpresa”.
“Ho un grosso favore da chiederti e tante cose da raccontarti”.
“Cose di sesso immagino”
I due si conoscevano bene.
“Si”.
“Non vedo l'ora di sentirle. Ti va stasera a casa mia?” propose Carlo.
“Stasera? Veramente devo uscire con la mia ragazza stasera”.
“Bhe porta a cena anche lei. Dico a mia moglie di preparare per quattro ti va. Mangiamo e poi dopo cena parliamo un po' io e te”.
“Si ok è perfetto”.

La sera Luca ed Elisa si presentarono elegantissimi a casa di Carlo. Lui indossava un completo gessato grigio e camicia di seta bianca, lei un abitino rosso scarlatto cortissimo, calze a rete e scarpe nere col tacco alto. Ben truccata, bellissima.
Appena la vide infatti Carlo strabuzzò gli occhi.
“Wow”.
“Ti presento Elisa la mia ragazza”.
Lui le fece un galante baciamano.
C’era un piccolo segreto che legava i due, Carlo era figlio della sorella della madre di Luca quindi sulla carta i due erano cugini ma c’era di più perché il padre di Carlo era anche il padre di Luca, un porcone che si era scopato e ingravidato entrambe le sorelle. E non solo, anche lo stesso Luca si era scopato spesso e volentieri la zia a volte anche in coppia con la madre e quando Carlo (che aveva 8 anni meno di lui) era cresciuto aveva intrapreso lo stesso hobby scopando con la madre senza sosta.
Ancora adesso nonostante le due sorelle fossero delle anziane ultra cinquantenni i due, spesso e volentieri se le portavano a letto senza troppi problemi. Quindi nessuno meglio che un porco come suo cuginopoteva reggergli il gioco con Elisa e magari parlargli della situazione di famiglia.

Li fece accomodare in casa “Anche io ho una persona da presentarvi” disse Carlo e dalla cucina apparve una donna dai capelli bruni. Un po' su di peso, fianchi larghi, vita grossa e seni molto prosperosi che si trattenevano a fatica sotto ad un golfino scuro. Aveva gambe lunghe e affusolate fasciate in calze velate scure e ancheggiava anch'essa su tacchi altissimi. La gonna nera era corta, davvero corta e Luca non potè trattenersi dal giudicare le sue belle cosce tornite. “Vi presento Monica. La mia fidanzata”.
“Piacere” la salutò Luca attratto da quei grossi tettoni. Doveva avere almeno una quinta pensò.
Non che la quarta di Elisa lo deludesse ma le tettone grosse come quelle di mamma e delle donne di famiglia gli erano sempre piaciute. Già immaginava cosa Carlo facesse a letto con quella signora.

Mangiarono un pranzetto semplice preparato da Monica mentre un buon vinello rosso scorreva senza riserva sciogliendo a tutti la lingua un minuto dopo l'altro.
Luca raccontò come si erano conosciuti, quanto si volessero bene e alla fine fece l'annuncio “Fra un mese ci sposiamo”.
“Così presto?” dubitò Carlo.
“Si. Sentiamo di esser fatti l'uno per l'altra non abbiamo dubbi”.
“Allora vi faccio i miei migliori auguri” sorrise l'amico.
“Non basta”.
“No?”.
“Voglio che mi fai da testimone testone”..
“Io?”.
“Sei o non sei il mio migliore amico?”.
Si abbracciarono fraternamente.

Per il caffè i due uomini si spostarono in salotto mentre le donne, come disse Monica sorridendo “Fanno le cose da femminucce”.
Soli Luca non ci mise molto ad arrivare al dunque. Senza censura gli raccontò tutto. Delle scopate continue che faceva con Elisa, della sua bisessualità e di quanto era successo quel giorno dall'avvocatessa. Non risparmiò nessun dettaglio. Sapeva bene che Carlo, porco quanto lui, avrebbe saputo apprezzare quei dettagli.
Infatti, dopo poco, il cugino ammise “Cristo me lo hai fatto venire duro come il marmo”.
“Bhe stasera la tua Monica avrà qualcosa da fare” ammiccò Luca.
“Si, non immagini neanche quanto sia brava. Ha una predilezione naturale ai pompini sai”.
“Spagnole?”.
“Ovvio con quelle tettone. A vederla nuda prende lo sturbo”.
“Certo non è proprio bellissima, intendo di viso” fece notare Luca.
“Bhe mica mi scopo il viso”.
“Ma hai intenzione di sposarla?”.
“Ma no, ma no è già sposata. Vive a cento chilometri da qui e viene in città al lunedì per lavorare in un ufficio di un commercialista. Vista la distanza ha preso un appartamento proprio al piano sotto al mio così abbiamo iniziato a far due chiacchiere. Dopo un po' abbiamo iniziato a chiavare e alla fine ci è venuto bene vivere assieme. Il marito e la figlia ovviamente non lo sanno. Lei viene qui il lunedì e resta fino a venerdì mattina. La sera torna a casa e passa il week-end col marito”.
“Un vero esempio di bigamia” notò Luca con un sorriso.
“E senza i cazzi di doverla mantenere. A quello ci pensa il marito”.
“La scopi e basta?”.
“No qualche volta la porto a ballare o al cinema”.
“Ti sprechi proprio.... comunque io l’ultima volta che siamo stati al cinema mi ha fatto una sega durante il film”.
“Alla faccia della sincerità...” rise Carlo.

Era passata quasi un ora e i due avevano praticamente esaurito gli argomenti. Solo allora si ricordarono di avere delle mogli.
“Pare abbiano fatto amicizia. Sono in cucina da un ora e non vola una mosca” notò Luca.
“Allora è strano, di solito starnazzano come oche” ridacchiò Carlo.
“Vai a chiamarle e vedi se si può avere un altro caffè” propose Luca.
Obbediente Carlo uscì in corridoio ed entrò in cucina. Appena aperta la porta restò pietrificato.
Elisa era sdraiata sul tavolo dove avevano cenato poco prima. Il vestito rosso gettato a terra, solo le calze a rete autoreggenti e le scarpe nere. Tra le sue gambe la testa di Monica affondata nella vulva.
Pareva un cagnolino assetato. Leccava con una tale passione la fica di Elisa che quasi non lo sentì entrare.
E non era tutto sbirciando sotto al tavolo vide che anche Monica si era sfilata la gonna. Il collant che le fasciava le gambe era stato abilmente aperto in vita con un bel buchetto e lì vi avevano infilato un grosso zucchino dritto in fica.
In pratica si stava impalando da sola con quella verdura senza, al contempo perdersi una goccia del succo di Elisa. Mentre era ancora lì incerto a fissare la scena arrivò Luca. Anche lui sorpreso.
“Bhe si vede che avete fatto amicizia” sorrise e senza esitazioni entrambi si calarono i pantaloni sfoderando i loro grossi cazzi.
Carlo non era un super dotato come Luca ma aveva comunque una bella verga dura.
Si mise dietro a Monica, la fece alzare dalla sedia e senza indugiò la fece chinare in avanti “Non smettere di leccare tesoro faccio tutto io” le sussurrò e prima che Monica potesse emettere un fiato già glielo stava piantando nel culo con forza. Non era la prima volta che inculava Monica e il cazzo la penetrò senza troppa fatica mentre lo zucchino davanti continuava a riempirle la vulva.
Luca imitando l'amico si spogliò in fretta e preso posto all'altro capo del tavolo poggiando l'uccello giusto in faccia da Elisa che così sdraiata pareva messa apposta lì per succhiarglielo. Si eccitarono un bel po' finchè con non poca titubanza Carlo gli fece cenno di andargli accanto e gli cedette il posto.
Monica capito cosa stava per ricevere si sfilò in fretta lo zucchino dalla fica. La porca lo voleva provare in entrambi i buchi.
Luca non la deluse. Prese a fotterla a pecorina, prima davanti, poi dietro e poi ancora davanti. Bella calda e umida era un piacere fotterla e strizzarle le tettone restandovi aggrappati mentre la fotteva.
Poi però vide che anche Carlo non era restato con le mani in mano.
Elisa lo stava spompinando a tutto spiano.
Era la prima volta che vedeva un cazzo che non fosse il suo nella bocca di Elisa e la cosa gli fece un certo effetto. All'inizio sentì un brivido di gelosia ma poi divenne piacevole ed eccitante. Così mentre lui si sedeva sulla sedia prendendo Monica in braccio per poterla impalare succhiandole le tettone vide che Elisa si metteva in posizione e Carlo senza indugi glielo piantava dritto in fica iniziando a fotterla di gran carriera.
Non poteva certo fare obiezioni pensò, non con la sua ragazza in braccio così restò a godersi lo spettacolino.
Appagato dalla visione di Carlo che ora era passato al culo piantando secca la verga fra le chiappe di Elisa continuò a fottersi Monica più che poteva.
Alla fine esausti e sudati i due si piazzarono in piedi di fronte alle due troie che sdraiate a terra erano pronte ad essere inondate.
Con due fluenti getti Carlo e Luca spararono sborra sulle due vaccone con spruzzi dalla testa fino ai piedi.
E le due porche mostrando tutta la loro perversione presero a leccarsi l'una con l'altra neanche fossero cosparse di miele.
“E' stata proprio una stupenda serata” sorrise Elisa tempo dopo quando sotto braccio a Luca lasciarono la casa di Luca visibilmente esausti.
“Si fantastica” ammise Luca.
“Tornate quando volete” ammiccò Monica.

Si stavano già infilando in macchina quando Carlo li raggiunse...”ti devo dire una cosa in privato”.
Lasciata Elisa in macchina i due si misero a parlottare... “senti non te lo dovrei neanche dire perché tanto non cambia nulla ma... insomma Monica punta a farsi un annetto di maternità a casa. Dice che col suo lavoro non va tanto bene e se resta di nuovo incinta potrebbe farsi 12 mesi pagata senza lavorare e poi, forse ottenere il trasferimento alla sede più vicina a casa sua per impegni familiari importanti”.
“E perché lo dici a me cuginetto?” chiese Luca.
“Bhe come avrai capito io non mi sono fatto tanti problemi visto che comunque ogni tanto alla domenica col marito una scopata se la fa ancora quindi sono quasi due mesi che non prende la pillola è che le sborro dentro come un porco... oggi voglio dire, le hai fatto il pieno nella figa anche tu un paio di volte quindi...”.
“Cioè vuoi dirmi che forse l’ho messa incinta?”.
“Forse tu, forse io o forse il marito ha avuto più fortuna. Non lo sapremo mai... però era giusto che almeno lo sapessi”.
“Bhe non sarebbe la prima”.
“Lo so Luca.... a proposito come sta tua sorella Marina?”.
“Ha appena compito sedici anni... fa dei pompini meglio della madre”.
Carlo rise “ora ci manca solo che metti incinta anche lei così hai fatto bingo”.
“No dai sono già suo fratello e suo padre.... mi basta”.
“Bhe si meglio darsi una calmata prima che ci nascano figli con tre teste”.
“E Elisa. Pensi di ingravidarla? Per ora prende la pillola. Appena sposati gliela faccio smettere e la riempio”.
“Me la fai montare quando avrà il pancione? Lo sai che lo adoro”.
“Bhe penso non ci siano problemi se trovi il modo di farmi montare Monica appena arriva al quinto/sesto mese”.
Si guardarono, risero... “Elisa lo sa di queste nostre perversioni famigliari?”.
“Avrei voluto dirglielo stasera ma poi diciamo che ci siamo distratti...”.
“Quindi di certo non sa neanche che.... insomma che io te e tuo padre...”.
“Che facevamo il trenino perché siamo bisex? No, è la cosa più difficile da dire per me lo sai. Mi piace ogni tanto prenderlo in culo ma faccio fatica ad ammetterlo... figurati poi dirgli che il culo me lo faceva mio padre. Per ora penso starò zitto. Poi si vedrà”.
“Ok. Allora mi tengo libero per il matrimonio ok?”.
“Anche per la sera prima. Addio al celibato in grande stile che ne dici?”.
“Cosa hai in testa Luca?”.
“Una bella orgia di famiglia... zia, mamma, tutte... ti andrebbe?”.
“E me lo domandi? Guarda ho già il cazzo duro!”.
“Bhe allora buon per Monica” concluse Luca.
“Puoi dirlo forte... adesso vado sopra e la apro in due”.

6
C'era ancora una persona a cui doveva dare in fretta la notizia delle sue nozze. Una persona di cui temeva fortemente la reazione....
Sua madre.
Non sapeva come avrebbe reagito quella vecchia befana quando gli avesse buttato lì a sangue freddo che si sposava fra meno di un mese.
“Ti vedo preoccupato” disse Elisa quella mattina mentre glielo accarezzava lentamente.
Lui sdraiato sul letto nudo perso nei suoi pensieri la fissò accarezzandole i capelli. Nuda e calda faceva le fusa come una gattina. Nonostante quanto era successo la sera prima era di nuovo vogliosa e assetata di cazzo.
Prima che Luca potesse dire altro gli si era già sdraiata di fianco al cazzo e aveva iniziato a leccarlo come un gelato.
La cosa fece un certo effetto facendoglielo prontamente rizzare ma rimase comunque assorto nei suoi problemi.
“Che cos'hai amore?” chiese Elisa continuando a giocare col suo cazzo.
“Pensavo a mia madre. Sai non le ho ancora detto che ci sposiamo”.
“Bhe dovrebbe esserne contenta direi. Perchè ti preoccupi tanto?”.
“Sai lei non so come la prenderà. Sono sempre stato il suo cocco capisci?”.
“Cioè tu pensi che potrebbe non approvare la cosa? Ma se ti vuole bene vorrà anche la tua felicità mi pare ovvio”.
“Ho paura che sia gelosa”.
“Gelosa di me?” chiese Elisa che ora lo segava molto lentamente dalla cappella ai testicoli con lievi carezze affettuose.
“Gelosa di noi. Sai lei è sola capisci. Insomma dopo che le mie sorelle se ne sono andate, una si e sposata e l’altra vive a Londra per studiare la lingua. Ha solo me e non so come dargli la notizia. Ho paura che magari tu non le sia simpatica che questa cosa mi obblighi a scegliere fra lei e te”.
“Ho capito. Sei un mammone. Un pisellone mammone” ridacchiò Elisa
“Stò solo pensando al modo giusto per dirglielo tutto qui”.
“E finchè non l'hai pensato io che faccio mi arrangio col dito” sbottò lei facendogli notare che la tensione nervosa lo aveva di nuovo fatto ammosciare nonostante le sue prodighe cure sessuali.
Lasciò la presa sul suo cazzo, si sdraio nel letto accanto a lui a gambe divaricate e preso dal cassetto del comodino un grosso fallo di colore blu prese a infilarselo nella fica senza esitazioni.
Incurante di lui prese a masturbarsi a tutta forza gemendo e ansimando in cerca dell'orgasmo.
“quel cazzo di gomma da dove spunta?” chiese lui.
“Roba personale. Lo tenevo in borsa per le emergenze”.
“Emergenze! Hai delle emergenze di cazzo finto”.
“Si. Per esempio una ce l'ho proprio adesso tesoro mio” annuì lei e con gli occhi iniettati di desiderio continuò a muoversi il cazzo finto su è giù per la vulva, dentro e fuori sempre più in fretta.
“Sei proprio una vacca lo sai Elisa”.
“E tu un mammone” sogghignò lei mentre dalla fica già le colavano umori orgasmici giù lungo le cosce.
“Mi stai facendo eccitare ed incazzare..”.
“Tanto non mi pari pericoloso”.
“A no. Allora adesso te la racconto tutta anzi -prese il cellulare e iniziò a cercare le foto- te la faccio vedere”.
“Chi è sta vecchia porcona nuda?” sbottò Elisa.
“Quella è la mia mamma, al suo ultimo compleanno e quella che ha sulle tettone non è panna stai tranquilla”.
“Sborra! Cioè hai sborrato sulle tettone di tua madre?”.
Lui ormai eccitato dal discorso era deciso adirle tutto. Lei lo aveva provocato e lui ora avrebbe reagito. Come se fosse una gara a chi era più porco Luca le raccontò tutto per filo e per segno.
“Avevo circa diciotto anni quando vidi mia madre che lesbicava con mia sorella. Fino a quel giorno ero stato molto timido e impacciato e mi facevo ancora le seghe ma li cambiò tutto. Eravamo al mare a casa di mia nonna ed io ero l’unico maschio capisci. Mio padre lo aveva fatto apposta a non venire perché sperava che le donne di famiglia mi avrebbero svegliato. E così è stato. In due mesi nella casa al mare di nonna mi sono fatto la mamma, mi sono fottuto mia sorella Loredana, mia nonna e pure mia zia che sarebbe la madre di Carlo”.
“Scherzi?”.
“No se vuoi a casa mia ho le foto e anche un paio di film delle nostre imprese”.
“Bhe porcate giovanili ne abbiamo fatte tutti.. anche io una pompa a mio zio l’ho fatta... mi ha dato 20 mila lire”.
“Non è lo stesso. Io mia madre l’ho messa incinta. La mia sorella minore è anche mia figlia e la mamma, specialmente dopo che è morto prematuramente papà mi considera un po’ il suo sostituto per quello continuo a trombarla con grande frequenza”.
“Accidenti. Tua sorella è anche tua figlia. Assurdo!”.
“C’è anche di peggio. Anche mia sorella Loredana è diventata ragazza madre a vent’anni....e”.
“Hai ingravidato anche tua sorella?”.
“No l’ha ingravidata mio padre. Loredana e mamma hanno partorito quasi assieme. Due belle ragazze di sedici anni. Una mia e una di papà...”.
“Strano che non vi siate scopate anche loro”.
“Bhe quando papà è morto avevano solo 12 anni... papà qualche pompino e una leccata alle fichetta gliela aveva già data ma per me erano troppo giovani.... Ho iniziato a fotterla lo scorso Natale durante la riunione di famiglia”.
Lisa era basita ma nonostante tutto continuava a muoversi in fica il grosso fallo di gomma “quindi. Ti scopi tua madre, scopi tua sorella minorenne che è anche tua figlia, scopavi tua nonna e tua zia.... altre novità?”.
“Solo una.... riguarda Carlo”.
“Scommetto che anche lui scopava la madre giusto? Mi pare ovvio visto che è la zia che mi hai detto prima di aver trombato”.
“Bhe la chiava ancora se è per quello. Anche lui è un figlio devoto. No il problema è che mio padre.... insomma lui era bisex e...”.
“Tuo padre era bisex? Ti faceva il culo mi stai dicendo?”.
“A entrambi. E noi a lui ovvio... e, Bhe ecco, ogni tanto c’è lo prendiamo ancora a vicenda... cioè ci piacciono le donne a tutti e due però.... ogni tanto”.
“Cavoli adesso capisco perché hai il buco del culo così largo” commentò Elisa.
Lui la fissò. “Quindi. Adesso cosa vuoi fare! Dimmi tu come mi giudichi e cosa pensi di fare”.
“Amore mio per adesso penso solo che sono bagnata come una fontana e che ho una voglia di cazzo da impazzire... per il resto ne parliamo dopo”.
“Quindi non ti importa se...” chiese lui.
“Amore per adesso mi importa solo di godere, anzi, mi fai vedere altre foto nude di tua madre.... posso?”.
“A troietta” rise lui e dopo averle dato il cellulare le saltò addosso, afferrò saldo un seno alla donna palpandola con forza. “Arrivi tardi amore il parcheggiò è già occupato” ridacchiò lei.
“Fa niente vuol dire che parcheggerò in galleria” disse facendola girare con forza su un fianco.
Prima che Elisa potesse opporsi le stava già calcato sulla schiena e si stava aprendo un varco con la mano spalancandole le chiappe.
Lesto si afferrò il cazzo e lo guidò fino allo sfintere. Lei tutta presa dalla masturbazione era come una bambola nelle sue mani e se lo lasciò scivolare dentro al culo senza fare alcuna pressione.
Prese ad incularla a tutta forza. Ora il nervosismo era diventato rabbia. Rabbia da sfogare inculandola sempre più forte finchè non si liberò sborrando l'inimmaginabile.
Elisa intanto presa da quella doppia penetrazione venne con un guaito simile ad un aquila. “Vengo! Vengo!! Vengoooooooo!”.

Ripreso fiato dopo la classica sigaretta post scopata Elisa gli fece la proposta. “Potrei andare io da tua madre. Da sola intendo”.
“E a far cosa scusa?”.
“Niente vado da lei, magari le porto dei fiori, rompo un po' il ghiaccio capisci. Le faccio vedere quanto sono simpatica così non avrà più paura di me. Tu potresti arrivare dopo una mezz'ora e...”.

Elisa, ancora nuda davanti all'armadio si infilò lesta un paio di collant trasparenti, una camicetta rossa senza maniche e un paio di jeans a tubo. Per completare il tutto scarpe col tacco alto rosse. “Così vado bene?”.
“Sei sempre un bel bocconcino” annuì lui sottolineando quanto i jeans attillati segnassero la linea del sue sedere ben tornito.
“Allora andiamo?” insistette lei.
“Dammi il tempo di vestirmi”.

Acquistati i fiori raggiunsero in auto la casa della mamma di Luca. Lui si fermò e spense il motore. “Allora io vado” disse Elisa.
“Si ok ma mi raccomando. Mi raccomando. Se vedi che non ingrana lascia stare. Non urtarti, se ti fa qualche osservazione abbozza capito?”.
“Stai tranquillo -disse Elisa col suo smagliante sorriso- sono certa che diverremo amicissime” e allontanandosi ancheggiando su quei vertiginosi tacchi si allontanò.

Come d'accordo Luca restò seduto in auto ad aspettare.
Gli aveva detto di dargli almeno mezz'ora.
Fu la mezz'ora più lunga che avesse mai atteso.
Fumò almeno dieci sigarette, nervosissimo. Temeva il peggio. Conosceva bene il carattere burbero di sua madre. La cosa non prometteva nulla di buono.
Finalmente giunse l'ora. Uscì dall'auto tirò un respiro profondo ed entrò in casa.
“Speriamo che siano diventate amiche” sussurrò fra sè e sé.
Aprì la porta e resto di stucco.
“Amiche! Questo è più che amiche cazzo”.
“Mamma ma che cazzo fai!” sbottò, ma la cinquantenne nuda con le sole calze autoreggenti era troppo impegnata a slappare la fica di Elisa in un perfetto 69 per dargli risposta.

7
La mamma era ancora una bella donna sulla cinquantina abbondante. Capelli biondi, pelle bianchissima e due stupendi occhi chiari come il ghiaccio. Aveva un fisico giunonico ma ben proporzionato con due seni ancora belli sodi e gambe curatissime e slanciate. Certo il tempo aveva devastato il suo viso riempiendolo di rughe intorno agli occhi ma ciò non aveva tolto nella donna un profondo aspetto naturalmente attraente.
“Cristo mamma ma che cazzo fai?” sbottò Luca ma quella chinata fra le gambe di Elisa era così intenta a leccarle l'intimo che non si prese neanche la pena di rispondere.
Notò poi un paio di grossi cazzi di gomma sul tavolo in bella vista. “Ma tu che diavolo hai fatto, hai portato i cazzi finti a mia madre?” borbottò verso Elisa. La ragazza tolse la bocca dalla vulva della vecchia per poter parlare e vi mise un dito tanto per portarsi avanti col lavoro. Senza smettere di masturbargli la madre disse “Guarda che veramente è roba di tua madre”.
“Cosa?”.
“Bhe che c'è di male. Li ho comprati per posta. Sono sola, non ho amici non ci vedo niente di male. O volevi che continuassi a farmelo con le carote e gli zucchini?”.
“Mamma ma cosa dici!”.
Lei si alzò in piedi a fissarlo. In quella posizione era ancor più sexy con le tette dritte di fronte a lui e la fica vellutata di pelo scuro come non l'aveva mai vista.
“Ho le mie voglie tesoro... e tu non vieni mai. Passi meno di una volta al mese. Cosa mi hai preso per una suora?“
“Quindi le voglie te le togli con la mia fidanzata?”.
“Con lei, con un paio di zitelle del paese... Donne discrete capisci. Oppure uso questi”.
Guardò Elisa negli occhi e la baciò con affetto “Ora che conosci tutti i segreti della nostra famiglia non ho più alcuna vergogna. Non abbiamo nulla da nasconderci e sono felice di avere una futura nuora così bella e brava e spero che mi farai tante belle nipotine”.
“A già dimenticavo che vi attizzano anche quando sono giovinette” disse Elisa.
“Ti da fastidio cara?”.
“No tranquilla leccavo la fica a mia zia già alle elementari... non ci vedo nulla di male. Anzi penso passeremo spesso a trovare la nonnina troia”.
“E naturalmente se mi fai anche un maschietto con un bel pisellone... ummm spero di poterlo assaggiare”.
“Contaci tesoro” rispose Elisa iniziando a leccarle il collo voluttuosamente.
“E io cosa dovrei fare adesso scusate? Sto qui a farvi da palo mentre lesbicate come due puttane?” chiese il ragazzo.
“Hai tre scelte -disse la madre- puoi uscire a farti un giretto e darci ancora una mezz'oretta per finire i nostri giochi, puoi guardare se la cosa ti incuriosisce oppure e questa è l'opzione migliore potresti toglierti i pantaloni e mostrare a Elisa quante belle cose ti ha insegnato la mamma”.
“Oddio mamma ma non sei mai sazia?”.
Prima che potesse aggiungere altro la madre si chinò di fronte a lui, gli sbottonò i pantaloni e ne fece fuoriuscire l'uccello molliccio ma bello grosso. In perfetta sincronia le due vacche si prodigavano a leccargli il cazzo bocca contro bocca. Era stupendo.
Prese a spogliarsi mentre le due continuavano a leccargli l'uccello che ora era una clava dura e pronta a colpire.
Fece sdraiare la vecchia sul letto e si tolse ogni sete leccandole la ficona pelosa come mai aveva potuto prima di allora. Elisa certo non se ne stava con le mani in mano e collaborava stimolandogli l'ano con lunghi colpi di lingua che ne accentuavano l'erezione.
Arrivato al dunque la prese e la impalò con forza iniziando a godere come un pazzo.
“oddio mamma come ce l'ha calda. Mi fai venire”.
Luca sembrava indiavolato. Prese a fottere la madre in tutte le posizioni, a pecorina, spegni candela, alla spagnola. Era un continuo come un trapano inarrestabile. Fecero una breve pausa per un pranzetto veloce preparato e consumato il più in fretta possibile ma il vero appetito di Luca era per sua madre con Elisa come dessert.
Continuò instancabile a fottere le due porche in ogni modo e in ogni buco fino a sera inoltrata.
La casa puzzava di sborra come non mai.
C'erano schizzi di sperma e umori femminili ovunque. Eppure più fotteva e più gli tornava duro.
Quando la madre si infilò le calze nere intenzionata a rivestirsi fu un nuovo scatto di adrenalina “Mamma con le autoreggenti sei ancora più vacca” ridacchiò Luca e tutto il gioco riprese da capo.
Un unica immensa orgia fino a notte tarda con una fidanzata porca e una madre troia.
Ora più nulla gli avrebbe impedito di sposare Elisa
C’era solo un dubbio che attanagliava ancora Luca e glielo disse a bruciapelo “senti mi hai detto che da ragazza la leccavi a tua zia e mi hai confessato un pompino a tuo zio... sarà mica che facevi anche qualcosa con i tuoi genitori?”.
“Bhe in effetti il primo rapporto saffico l’ho avuto con mia madre e mia zia assieme”.
“Tuo padre no?”.
“Purtroppo è morto che avevo tre anni. Troppo presto temo”.
“A questo punto te lo devo chiedere per forza. Tu hai conosciuto bene mia madre. Non pensi che dovrei conoscere la tua”.
“Conoscerla? Mi sa che vuoi dire trombarla” rise lei.
“Ti darebbe fastidio?”.
“Ma figurati. Anzi. Ha le tette belle grosse penso ti piacerebbe”.
A Luca stava già venendo duro... “e quando pensi di farmela conoscere?”.
“Il più presto possibile amore mio... pisellone adorato”.
8
E così, pochi giorni dopo, la perversa coppia andò a casa di Agnese, la madre di Elisa...
La donna aveva abbondantemente passato la sessantina. Era alta, grassoccia, non bella e con vistose rughe sul volto con i capelli grigio topo e tutta l’aria di una pensionata per bene in menopausa che ormai si era completamente scordata del sesso.
Infatti per un attimo il ragazzo pensò che quella della scopata non era stata una grande idea. Non tutte le vecchie erano bagasce come sua nonna che anche a sessant’anni suonati riusciva a far rizzare i cazzi con un solo sguardo.
Quindi forse tutto si sarebbe concluso con uno scherzo di Elisa. Avrebbero fatto il loro pranzo tranquilli e poi se la sarebbe scopata in strada sulla via del ritorno tanto per pareggiare i conti.
Invece. Appena giunti in cucina e fatte le presentazioni il vecchio donnone allungò secca una mano fra le sue gambe e gli tastò il pacco.
“Accidenti che uccellone. La mia bambina non scherzava”.
“Signora mi ha colto un po’ di sorpresa ma se mi da un attimo” balbettò lui aprendosi in fretta la patta.
Era ancora moscio perché la signora di eccitante non aveva davvero nulla. Nemmeno le calze visto che non le indossava esibendo le grosse gambe a buccia di arancia per nulla eccitanti.
La donna gli afferrò secca il cazzo... “adesso lo facciamo venire su bene bene”.
“Mamma cavoli ma scusa mettiti almeno un po’ in tiro. Ti ho detto che ti portavo a casa un bel maschione dotato potevi almeno fare un minimo di sforzo”.
“O Elisa quanto sei noiosa. Tuo padre mica voleva cose strane. Mi alzava il vestito, calava le mutande e stop. Se hai voglia hai voglia...”.
Guardò il ragazzo e gli sorrise con quel viso rugoso “davvero hai bisogno che mi metta tutta in tiro per far alzare questa bella anguilla?”.
“Ma no signora... tranquilla. Anzi, guardi.... si sta già alzando... magari se ci soffia dentro.... se può”.
Lei sorrise “a birichino..... va Bhe dai mettilo in bocca alla tua cara suocera. Sentiamo che sapore ha” rise la vecchia e dopo essersi accomodata su una sedia prese a succuiarlo come una professionista mentre lui, cauto, le sbottonava il vestito facendo piano piano uscire le grosse e molli tettone.
Elisa, intanto, come nulla fosse, se ne andò in salotto a preparare il tavolo per il pranzo.
Quando tornò il cucina Luca si stava inculando la vecchia a tutta forza.
Lei ormai nuda gemeva e ululava chinata a 90 sul tavolo che dondolava ad ogni colpo di cazzo del ragazzo.
“Ti diverti amore?” chiese.
“Si cara....davvero un bel culone da monta” disse lui è si baciarono con passione mentre continuava a stantuffare nel culo della vecchia.

Svuotatosi con una prima lunga sborrata i tre andarono a pranzo dove mangiarono senza neanche prendersi la pena di vestirsi.
Tra un boccone e l’altro dissero ad Agnese che volevano sposarsi cosa che non la colse affatto di sorpresa e di cui parve molto felice. Le raccontarono anche dei rapporti incestuosi che Luca aveva con la madre e anche questo non sorprese affatto la vecchia che anzi parve apprezzare ancora di più la presenza del ragazzo. Soprattutto perché mentre raccontava le scopate che si era fatto con madre e zia il cazzo gli si stava indurendo di nuovo fino a sbucare sul tavolo poggiando la cappella gonfia sul piatto.
“Direi di prendere in fretta il caffè.... qui mi sa che scoppia” fece notare Elisa alla madre.
La vecchia annuì e disse “pensaci tu, io vado in camera a prepararmi”.

Il tempo di due boccate di espresso caldo ed eccola riapparire in body di pizzo nero con le tettone in bella vista, calze a rete e scarpe tacco 12 sempre nere.
“Brava mamma. Adesso sì che sei un pezzo di figa” disse Elisa già eccitata.
Luca le si avvicinò. Agguantò una tettona e prese a succhiarla avido e assetato. Agnese intanto gli aveva preso il cazzo in mano e lo stava segando...
Scoparono. In ogni posizione, io ogni buco.... saltarono fuori da un cassetto dei cefali di gommadi vari colori e dimensioni e le due non si fecero problemi ad usarli.
Anzi, la figlia pareva molto pratica e scopava la madre con un cazzo a cintura come se non avesse mai fatto altro nella vita.
Luca arrapatissimo aveva solo l’imbarazzo della scelta in quale buco sborrare...
“Secondo me la prossima volta dovremmo invitare anche tua madre che ne dici?” propose Elisa mentre inculava la madre
“O si non vedo l’ora” rispose Agnese...
“O si, saremo una famiglia perfetta. Perfettaaaaa” gemette Luca mentre veniva in culo ad Elisa facendo il trenino.
E non si sbagliava. Presto le sue vecchie madri divennero amiche e si incontravano sia alla presenza dei rispettivi figli che da sole tanto che, ben presto divennero quasi una vera coppia omosessuale.
Omosessuale escludendo ovviamente il cazzo di Luca che mai, fino alla morte, si serebbero fatte mancare.

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