Gli occhi della Medusa(5)-Il risveglio

Scritto da , il 2019-10-06, genere pulp

Gli Occhi della Medusa (5) – Il risveglio

Apro gli occhi credendo di ritrovarmi immerso in una qualche orgia da Girone infernale. La punizione dei miei ingiusti peccati.
Ricordo l’orgasmo, gli occhi pieni di paura di Roberta, le fiamme che ci investivano. Il nulla con la forma di un uccello dalle ali infuocate.
Sono in una stanza dal soffitto color crema. A letto. Qualcuno tra le mie gambe a farmi un pompino ristoratore. Sorrido estasiato. Sono in un harem circondato da leggiadre fanciulle. Come l’harem di Akim.
“Uh” faccio. La pompinara è esperta e sa il fatto suo
“Ben svegliato” dice smettendo di succhiare
E’ Roberta che mi sorride felice “Roberta? Non.. Non siamo morti?”
“No, scemo” ride strusciando su di me, verso la mia bocca. Ci baciamo come due amanti rimasti troppo tempo lontani “Mi stavi preoccupando. Non ti svegliavi”
“Io.. Cosa è successo? Come siamo arrivati qui?” mi guardo intorno. Stanza piccola, un paio di mobili, due porte, una finestra “Il museo?”
Lei scuote la testa “In macerie” la mano mi sfiora il petto “Tutto perduto”
“Ma, gli altri?”
“La nostra salvatrice dice che stanno bene”
“Salvatrice?” l’uccello con le ali di fuoco, una fenice “Shareen Ra”
“Già. Gran bella donna. Capisco che ne sei innamorato”
“beh, non quanto te”
“Ma dai.. Abbiamo fatto sesso io e lei, lo sai” la guardo. Lei sorride quasi timida “Non pensavo di provare piacere di farlo con una donna. MA lei non è una donna normale”
“Dov’è ora?”
“Qui in giro”
“E noi dove siamo?”
“Al Nido della Fenice”
A casa sua, in pratica “Maledizione alla mia stupidità”
“Non darti il merito. Ci siamo dentro tutti”
“Hanno portato via Akim. C’è una Medusa a piede libero e..”
Mi bacia. “Mentre tu dormivi, io e la nostra ospite abbiamo fatto i compiti”
“Cosa avete scoperto?”
“Che la nostra rapitrice non è una rapitrice e nemmeno un assassina”
“E chi sarebbe?”
“Uno sbirro che proviene da una città in America chiamata Golgotha Falls. Si chiama Meda e si trova in sauna in questo momento”
“Ma che diavolo? Quanti giorni sono rimasto svenuto?”
“Questo è il quarto”
“Quattro giorni?” salto giù dal letto “Mi faccio una doccia e poi, voglio sapere tutto”

Nuda. Di una bellezza rara. Quasi eterea. Senza quella felpa tirata sulla testa e gli abiti neri taglio militare, ha tutto un altro aspetto. Fisico minuto, poche tette, ma un bel taglio privo di peli tra le gambe.
Non sembra curarsi del fatto che sia nuda davanti a sconosciuti. Afferra un accappatoio e viene verso di noi, mano tesa “Mi chiamo Meda. Felice di vederti tra i vivi”
“Sono felice per me stesso” rispondo “Allora, che succede?”
“Un gran casino, uomo” risponde lei “Ci facciamo un tè?”
Ci sediamo ad una tavolo. Una geisha ci serve il te da una teiera. Dentro alcune foglie secche e un profumo di cannella “Dunque, da dove cominciamo? Beh, vediamo, perché vi siete portati via Medusa, per intenderci?”
“Voi conoscete il mito di Medusa?”
“Chi non lo conosce?”
“ecco, allora, quello che conoscete, non è quello che è la realtà dei fatti” afferra la tazzina, la annusa, sembra inebriarsi della fragranza della bevanda “Il Mito racconta di Perseo che, di ritorno dalla terra delle Gorgoni, notò una giovane incatenata ad uno scoglio che stava per essere divorata da un mostro: il kraken. Colpito da quella fanciulla, Perseo si pose di fronte il mostro e lo uccise. Successivamente, per farla breve, vissero felici e contenti. Nello specifico vero, Perseo era stato mandato sull’isola delle Gorgoni insieme a venti valenti guerrieri. Loro dovevano uccidere le Gorgoni e portare le loro teste alla corte di re Cefeo.
Ma la spedizione era una trappola ordita dal sacerdote di corte che era segretamente innamorato della giovane principessa.
Ma la giovane principessa era innamorata di uno dei soldati del re e non aveva occhi che per lui. Allora il sacerdote, folle di gelosia, scatenò la furia del mostruoso kraken affinché abbattesse la sua ira sui possedimenti del Re.
E poi, convinse il re che, sull’isola di Levia, vivevano due Gorgoni che tenevano prigioniera una fanciulla di nome Medusa. Convinse il re a mandare un manipolo di guerrieri affinché uccidessero le Gorgoni e riportasse al re le loro teste.
I guerrieri giunsero sull’isola, non sapendo che andavano contro morte certa. In qualche modo, un piccione viaggiatore giunse alla corte del re e annunciò la disfatta dei guerrieri. Tra cui anche il pretendente alla principessa. Il sacerdote, sicuro di aver creato una frattura, si recò dalla principessa. Si sarebbe dichiarato a lei e l’avrebbe fatta sua. Ma la principessa aveva il cuore spezzato e pensava all’amato perso. Per questo si diresse alla Rupe delle Sirene con lo scopo di gettarsi da essa e ricongiungersi all’amato. Il sacerdote la raggiunse ma, invano convinse l’affranta principessa. E, mentre il kraken usciva dalle acque, la principessa si gettò nel vuoto. E sarebbe morta se, il tempestivo intervento del suo amato creduto morto, non l’avesse afferrata al volo, cavalcando un cavallo alato. Poi, con il cavallo alato, il prode si dispose davanti al kraken e gli mostrò la testa recisa della Gorgone. Il mostro si pietrificò e si spezzò. I frammenti rovinarono a terra e travolsero il malefico sacerdote, facendolo precipitare nel mare.
E lì, i due sposi ricongiunti si sposarono ed ebbero numerosi figli”
“Il prode è Perseo e la principessa è Andromeda” annuisco “Bella storia. Fammi indovinare: il malefico sacerdote era Antineo”
“Lui” annuisce Meda sorseggiando il tè
“Ma, se questa è la storia, come è potuto sopravvivere Perseo alle Gorgoni? Le uccise tutte e tre?”
“Al contrario. Medusa, la più famosa della Leggenda, fu uccisa da Perseo grazie all’aiuto delle due sorelle Steno ed Euriale. Non furono le GRaie a dare a Perseo i sandali di Hermes, l’elmo di Ade e lo scudo di Athena. Furono loro. Dopo che ebbero massacrato gli altri soldati, Perseo venne risparmiato. In lui riconobbero un valore che non avevano mai riscontrato in nessun avventuriero sceso sull’isola. Era astuto e ha tenuto loro testa combattendo alla cieca. La più furiosa delle sorelle, lo mise all’angolo ma, invece di ucciderlo, gli chiese cosa lo spingese ad affrontare la morte in quella maniera. E lui gli rispose che il suo unico pensiero si chiamava Andromeda, la donna più bella su cui avesse mai posato lo sguardo. E che lei lo attendeva al di là del mare, in attesa che tornasse da questa impresa. Liberare una fanciulla tenuta prigioniera dalle Gorgoni.
Al che, loro scoppiarono a ridere e spiegarono al giovane che non c’era nessuna fanciulla = E’ un inganno, giovane stolto = aveva detto Euriale = Non esiste nessuna fanciulla prigioniera. Medusa, nostra sorella, la più malvagia e pericolosa. Siamo state noi a relegarla su quest’isola affinché non fuggisse. Il Mondo è più sicuro dalle sue spire, fintanto che ci siamo noi =
= Quindi, ne deduco che, in qualche modo, la nostra cara sorella abbia un devoto al di fuori di queste pietre e lo stia usando per farci la festa = aveva aggiunto Steno che, delle tre, incarnava lo spirito della guerra e della violenza = La cara sorella ha giocato male e ora.. = E gli diedero lo scudo e una spada. Guardare il riflesso non avrebbe danneggiato il soldato. Il resto è storia.. Ops, leggenda” finì di bere il te. A bocca aperta, la mascella che minaccia di staccarsi dallo stupore “Vi ho stupiti, vedo”
“Porca troia!” Mi lascio andare
“Devo.. Devo cercare di assimilare quello che hai appena assimilato perché.. uh.. è dura da accettare” commenta Roberta
“Naturalmente non finì qui. Anni dopo, i due sposi tornarono nell’isola al cospetto delle Gorgoni e chiesero a loro un ultimo favore. Un legame indissolubile che avrebbe varcato i confini del tempo. Le Gorgoni accettarono a patto che, in un futuro prossimo, i due avrebbero ricambiato il gesto con un favore reciproco. Accettarono e, la beffa fu, che le Gorgoni trasformano i due amanti in statue di pietra. E lì rimasero, insieme ad altre statue, per quasi duemila anni”
“Intendi, i giorni nostri?” chiedo
“No, poco prima dell’assedio di Gerusalemme” risponde Meda “Fu in quel periodo che le Gorgoni decisero che era venuto il momento di far pagare il debito ai due amanti. E fu in quel periodo che Antineo fece la sua ricomparsa come sacro Inquisitore dei templari… Lì, le due Gorgoni vennero catturate e rinchiuse nelle segrete della città, torturate per settimane.
Perseo e Andromeda tornarono dalla loro prigione di pietra grazie all’aiuto di una comune conoscenza: Shareen Ra ed Akim.
Si pensò che Antineo morisse precipitando in un pozzo. Ma, come era già accaduto in passato, mai lasciarsi ingannare da quello che si vede.”
“Sopravvisse e arrivò fino ai giorni nostri?” chiedo
“Qualcuno lo vide in Germania durante la seconda Guerra Mondiale. Poi, più nulla”
“Fino ad ora” dice Roberta “Sotto mentite spoglie di uno sbirro”
“Quindi, il custode dell’eliporto..”
“Non siamo stati noi”
“E per noi, intendi…”
“io e il golem di carne che mi ero fatta costruire”
“Quindi. Com’è stato? Arrivate in elicottero nella fase in cui la Medusa sta pietrificando tutti e..”
“LA rendo innocua con un composto che inibisce i poteri sovrannaturali. LA immobilizzo e la trascino sull’elicottero. Torniamo all’eliporto e saliamo su un’auto che avevo preso a noleggio. Direzione aeroporto. A cinque miglia di distanza, due grossi SUV c’inseguono e ci fanno finire fuori strada.
Esco a malapena. Il golem è incastrato e non riesce a muoversi. Lo disattivo e lascio che la coesione di cui è composto, si sfaldi. La Medusa è svenuta e l’afferro ma, prima che riesca fare qualcosa, i tizi dei SUV cominciano a spararmi contro. C’era un fiume alle mie spalle. Ho valutato la situazione e ho deciso che salvarmi il culo era in cima alle mie priorità. Così mi sono sporta verso i killer e ho sparato qualche colpo. Uno l’ho colpito bene. Poi, mi sono buttata nel fiume inseguita da numerosi proiettili. Mi sono lasciata trascinare dalla corrente e trattenuto il fiato per un po'’. Quando sono uscita allo scoperto, sono tornata a riva e, in lontananza, ho visto le fiamme che avvolgevano la mia auto. Medusa portata via e io rimasta a piedi. Sapevo di questo posto e l’ho raggiunto”
“Cazzo che storia” commento “Perché hanno bisogno di Medusa? E come hanno avuto il sangue delle altre Gorgoni? Akim aveva detto che, aveva indagato e saputo che le due sorelle erano ancora vive”
“Te l’ho detto di Gerusalemme? Le due Gorgoni furono catturate da Antineo. Catturate e torturate. Il sangue deriva da lì”
“E si è conservato tutto questo tempo senza deteriorarsi?”
“Il sangue di un immortale non si deteriora” risponde Meda
“Perché Medusa? A cosa serve ad Antineo? E perché rapire Antineo?”
“Perché Antineo, la volta che andò a spietrificare Perseo e Andromeda, ricevette anche il compito di prelevare tre oggetti e nasconderli in posti diversi”
“Che oggetti?”
“Ecco, qui l’affare si complica” sorride Meda “Mai sentito nominare il Giardino delle Esperidi?”
Ma che cazzo!

“Nella realtà, i tre pomi d’oro sono tre chiavi che fanno accedere ad un caveau, dietro al quale si celano inimmaginabili tesori. Tre pomi, tre chiavi, che aprono una porta, che da accesso al Giardino delle Esperidi” spiega Meda
“Un altro Mito che si ribalta” scuote la testa Roberta “Una parte di mito sconosciuta. Anche le Esperidi ci volevano”
“Perché le Gorgoni hanno i pomi d’oro che furono rubati da Eracle?” chiedo
“Eracle non c’entra nulla. I pomi furono donati spontaneamente ad Eracle, poiché egli le liberò del drago LAdone. Che era sì il guardiano, ma anche un feroce tiranno che costringeva le Esperidi a rimanere presso lui, nel giardino.”
“Quindi, le mele furono regalate ad Eracle che le usò per le sue fatiche. Poi?”
“Poi le mele tornarono alle Esperidi e furono passate a diverse Dee, prima di finire tra le mani delle Gorgoni”
“Mi scoppia la testa” commenta Roberta
“Ma ora, dove sono le mele?”
“Solo Akim lo sa” risponde Meda
Uffa, che storia del cazzo.
“Dobbiamo fermare Antineo” dice Roberta “Ma se non sappiamo dove si sono diretti..”
“Beh, se i tre pomi sono chiavi che aprono un caveau, basta sapere dove si trova questo luogo e andare là ad accoglierli” suggerisco guardando Meda “Ma prima, dobbiamo trovare i nostri compari”
“Sylfra, Aello, Celeno, Imera” annuisce Meda “credo stiano per arrivare. E sono in compagnia”
“Brutta o buona?” chiedo
“Una via di mezzo. Ma, per nostra fortuna, sono una buona cosa per noi”

E mentre si aspetta, io e Roberta ci intratteniamo come sappiamo fare noi. Abbiamo tempo per una scopata. Forse due. Roberta è scatenata. Anche senza l’effetto delle Polvere di Fate, la frenesia sessuale non le manca. Io seduto su una poltrona, lei a cavalcioni delle mie gambe, impalata sul mio sesso, le tette che mi rimbalzano in faccia senza controllo.
Pensare a quanto assimilato, ora, non mi viene voglia di fare. La furia animalesca di Roberta mi spegne ogni pensiero e mi fa precipitare in un baratro di sesso, di figa famelica, di tette rimbalzanti
“Vienimi dentro!” grida Roberta “Dentro!”
Obbedisco ed esplodo dentro di lei. Lascio che il suo ansimare si quieti, mentre i nostri umori si mescolano e macchiano il tessuto del divano “Sì, mi piace quando non devo condividerti con qualcun altro”
“Anch’io” sorrido
Qualche secondo di silenzio, poi Roberta chiede “Ma ti rendi conto che roba assurda? Tu ci hai capito dentro qualcosa?”
“Insomma..”
“Perseo e Andromeda. Le Gorgoni. Il kraken. Ora le esperidi. Ma che cazzo di casino”
“Io ci convivo da un anno con ste cose” rispondo “Dalla fenice, a Cherry Blue, alle sirene, agli Antichi di Lovecraft. Ora una divinità dell’amore che è sia maschio che femmina e.. boh, chissà chi altro ci arriverà intorno”
“Io ho un sospetto su chi possa essere Meda”
“Io ho una sensazione quasi certa” rispondo
“Ho visto delle rappresentazioni su antichi reperti. E’ uguale”
Annuisco “Sì, credo sia lei. Meda è la principessa Andromeda”

= fine parte 5 =

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