Ginevra - Sorpresa a masturbarsi

Scritto da , il 2016-10-26, genere incesti

Ginevra frequenta l’ultimo anno di liceo classico. E’ il tipo di ragazza che noi tutti definiremmo “modello”. Brava a scuola, ordinata, sempre puntuale, mai irrispettosa. Mai un problema, mai una preoccupazione causata ai suoi genitori. Vive con loro e sua sorella maggiore Benedetta. Sono una famiglia benestante e rispettabile. Padre avvocato, quasi sempre fuori casa. Madre casalinga, costantemente presente in casa, di famiglia oltremodo ricca. E’ sempre alla caccia di nuovi hobby, decoupage, cucina francese, cucito, giardinaggio. O semplicemente stare col fiato sul collo alla loro collaboratrice domestica, la filippina Maria.
Ginevra nel suo cuore fragile nasconde un grande segreto. Il suo amore per le donne. Dentro di lei l’ha sempre saputo, sin dalla tenera età. Quando frequentava il corso di danza classica e guardava le altre ragazzine spogliarsi per cambiarsi. Quei corpi femminili la imbarazzavano e la intrigavano. E con il passare del tempo la sensazione non è mai cambiata, così come i suoi rifiuti nei confronti dei maschi. A scuola si era guadagnata la nomina di suora. Meglio suora che lesbica, pensava Ginevra. Il terrore di essere scoperta dai suoi compagni, o peggio dai suoi genitori, era troppo grande. Aveva ben poche amiche, e poche occasioni per uscire e incontrare ragazze come lei.
Benedetta, sua sorella, è tutto ciò che Ginevra invidia. E’ uno spirito libero e non timorosa della vita. Frequenta l’università, ama viaggiare, ha sempre nuovi amici, ha sempre una festa, un evento, una mostra, un concerto a cui andare. E numerosi cavalieri. E’ intelligente e spigliata, dalla lingua tagliente. Ma soprattutto è bella da togliere il fiato, di una bellezza selvaggia, particolare. Tutto ciò che Ginevra, purtroppo, non è. Di Benedetta ha solo gli occhi, verdi e luminosi. Per il resto sono diverse in tutto. Benedetta è mora, i capelli sono lunghissimi e ricci. Il corpo alto e slanciato, snello e con un seno procace e abbondante. Ginevra ha preso il peggio di sua madre. I capelli lisci, piatti, il viso tondo e la magrezza eccessiva. E’ anonima, ordinaria, chiusa come il suo carattere.
Nonostante avesse già compiuto 18 anni da un pezzo, le uniche esperienze sessuali della piccola Ginevra si riducono alla masturbazione. Segreta e silenziosa, nei rari momenti di solitudine. Qualche volta di notte, ma con troppo imbarazzo per la presenza dei genitori e della sorella nelle camere affianco.
In una domenica pomeriggio come tante altre, Ginevra sta vivendo uno di questi rari momenti. I genitori sono fuori a teatro, Benedetta è a casa di un “amico a studiare per l’esame”. Ginevra ha finalmente la sua libertà. E’ in camera sua e decide di cercare un video porno al computer. Può mettere il volume alto, se c’è una cosa che la fa eccitare sono i gemiti e i sospiri delle donne mentre godono. La fanno impazzire. Si spoglia e osserva il suo corpo nudo nel grande specchio. Ha una carnagione lattea, il ventre piatto e le cosce molto magre. Le tettine sono piccole, i capezzoli sono scuri e molto sporgenti. La fica è glabra e carnosa. Sospira, scontenta del suo corpo troppo esile, e si adagia sul letto. Allarga le gambe e sente la fica schiudersi. Si succhia due dita e le porta tra le gambe, iniziando ad accarezzarsi dolcemente. Il porno fa il suo effetto, e la fichetta di Ginevra è già un lago di umori. Le due lesbiche sullo schermo ci danno dentro e così Ginevra, che sfrega energicamente il clitoride eretto. Con l’altra mano si tortura un capezzolo ingrossato e duro. Come vorrebbe sentire una lingua leccarla, una lingua calda e piena di saliva. Vorrebbe avere un grosso capezzolo da succhiare tra le labbra, le piacciono le tettone. Ma più di ogni altra cosa vorrebbe sentire l’odore e il sapore di una fica che non è la sua. Le piace leccare i suoi umori dalle dita, ma chissà che sapore hanno quelli di un’altra donna.
Ginevra è troppo immersa nelle sue fantasie proibite per accorgersi del rientro inaspettato di Benedetta. Il volume è troppo alto per sentire la sua voce chiamarla, mentre sale le scale.
“Ginny! Ginny sono a casa”
Benedetta, ormai quasi arrivata alla camera di Ginevra, sente il forte ansimare proveniente dal video porno. Titubante si affaccia alla porta della sorella. Si sta toccando, a gambe spalancate e a occhi chiusi. Ondeggia il bacino, mentre si stuzzica il clitoride, si morde le labbra mentre torce ancora più forte il capezzolino che ha tra le dita. Sulla scrivania, il porno lesbo schiamazza a più non posso, mostrando due donne immerse in un 69.
“Sorellina” ridacchia Benedetta. “Certo che ci dai dentro!”
Ginevra spalanca gli occhi inorridita. Non sa cosa fare prima, se tentare di coprirsi o spegnere quell’imbarazzante video che geme a tutto volume. Opta per chiudere il portatile. Si sente umiliata e imbarazzata. Sull’orlo del pianto, non riesce neanche a guardare Benedetta, che dal canto suo non è per niente a disagio.
“Dai Ginny guarda che non c’è niente di male, non sentirti imbarazzata..” le dice, con tono dolce e un po’ canzonatorio. “Guarda che anche io lo faccio, e spesso!” aggiunge ridacchiando ancora, per sdrammatizzare. Ginevra non sembra affatto consolarsi, si sente mortificata. Più che altro perché sa perfettamente che la sorella ha visto quale genere di video porno stesse guardando.
“Non dirlo a mamma e a papà” riesce a sussurrare “soprattutto del video.. delle donne.. giuramelo”.
Benedetta si siede accanto alla sorella e, abbracciandola, la tranquillizza. “Scherzi? Con me puoi stare tranquilla su tutto! E poi che c’è di male, anche io sono stata con delle ragazze! Mi piacciono gli uomini è vero, ma sotto sotto.. tutte le donne sono un po’ lesbiche!”
“Benny.. io non sono mai stata con nessuna, ma lo vorrei tanto”. Lo sguardo triste di Ginevra colpisce Benedetta che, risoluta come al solito, decide di prendere l’iniziativa. Getta la borsa a terra e inizia a spogliarsi silenziosamente. Il suo corpo è ben più prosperoso di quello di Ginevra. Le tette sono veramente grandi, così come i capezzoli, rosa e tremendamente invitanti. Ha un piercing ad entrambi i capezzoli, dettaglio che Ginevra ignorava. Le cosce ben tornite nascondono una fica aperta e succosa. Ginevra osserva la scena a bocca aperta, incapace di replicare, né di muoversi. E’ rapita dal corpo della sorella, così perfetto, così eccitante. Le si sta bagnando di nuovo la fica. Benedetta si siede sul letto accanto a lei, le da un affettuoso bacio sulla guancia. I loro occhi si incontrano, verde nel verde.
“Ti piacerebbe se ti leccassi la fica?” Benedetta è diretta, concreta, tremendamente arrapante. Gli occhi imploranti di Ginevra non necessitano di molte parole. Il suo si è un sussurro quasi impercettibile. Benedetta si muove, sinuosa e felina, fa sdraiare la sorellina e le apre le gambe. La fica di Ginevra è un frutto acerbo e rosato, grondante di umori. Il clitoride è piccolo ma ritto e sporgente. Benedetta si china sulla sorella e la bacia in bocca, languida e sensuale, intrecciando la lingua alla sua. La bacia con la bocca aperta, leccandole le labbra piano.. piano.. mentre con la mano le accarezza il corpo, scendendo verso la fica. Lei è immobile, ma è tutta un tremito, sente il cuore esploderle e la testa che sta per scoppiare. Benedetta finalmente le tocca la fica, con i polpastrelli, le massaggia il clitoride, si bagna le dita nella pozza dei suoi umori per poi passarle su tutto il sesso di Ginevra. Si accovaccia tra le sue gambe e, senza smettere di toccarla, le bacia il ventre e le cosce. Con la punta della lingua arriva finalmente al clitoride, inizia a leccarlo e a succhiarlo mantenendo la lentezza estenuante che sta facendo impazzire Ginevra. Non riesce a stare ferma, quella sensazione nuova e così intensa le fa tremare le gambe e sollevare il bacino. Sta impazzendo.
“ Buona piccola, stai ferma” le dice Benedetta divertita.
Scende con la lingua tra le piccole labbra della fica di Ginevra e inizia a leccare anche li, leccando intorno e all’interno, attingendo alla fonte degli umori abbondanti della sorellina. Le infila la lingua dentro, in quella fichetta ancora inviolata e inizia a scopargliela velocemente, muovendo la lingua freneticamente. I gemiti di Ginevra sono ormai incontrollabili, sospira, mugugna e scalpita. Ma Benedetta non ha ancora finito. Torna con la lingua sul clitoride, stavolta muovendola velocemente, mentre porta il sottile dito indice all’ingresso della fica. Lo infila delicatamente dentro, facendo sentire ogni centimetro a Ginevra, che inizia a urlare senza freni. Abituata la sorella a quella presenza estranea dentro di sé, Benedetta inizia a infilarlo e a sfilarlo, prima piano, poi sempre più veloce, roteandolo all’interno. Con la lingua non smette di succhiare e leccarle il clitoride. Lei gode spasmodicamente, inondando il viso di Benedetta con i succhi copiosi della sua fichetta. Viene rumorosamente, agitando il bacino e scalciando. Viene urlando e stringendosi i capezzoli duri come chiodi.
Ginevra è accasciata esausta sul letto, sudata e tremante. Scossa da quel rapporto così intenso e carnale. Il suo primo vero rapporto. “Grazie Benny.. io.. non so cosa dire..”
E’ rossa in viso, sia per l’orgasmo, sia per l’imbarazzo. Ancora non riesca a credere di essere venuta in maniera così oscena nella bocca della sorella.
“Mica te la cavi così sorellina”. Benedetta monta a cavalcioni della sorella, piazzandole la fica in faccia. Si sdraia su di lei, appoggiandole quelle tette enormi sulla pancia. “Adesso tocca a te leccarmi.. “
Ginevra è stupefatta dalla bellezza della fica della sorella, dall’odore inebriante e forte che emana. E’ lucida di umori, aperta e calda. Ed è a un centimetro dal suo viso. Nel frattempo Benedetta ha ripreso a leccarle la fica e a succhiarle le grandi labbra, facendola impazzire nuovamente, ancora sensibile per l’orgasmo appena provato. Ginevra allunga timidamente la lingua verso il grosso clitoride della sorella, iniziando a titillarlo impacciata. I gemiti di Benedetta le infondono fiducia, e le sue linguate iniziano a farsi via via più veloci e profonde. Sposta la lingua verso l’alto, leccando l’intera fica della sorella. E’ ricoperta di umori abbondanti, vischiosi e salati, li sente colare lungo il mento, ne beve più che può, euforica. Benedetta ansima forte, facendo crescere la sua eccitazione ancora di più.
“Non essere timida Gin, scopami la fica”. Ginevra inserisce delicatamente un dito dentro. “Di più, di più, più forte!” Nuovamente incoraggiata dalla sorella, le infila tre dita nella fica, iniziandole a muovere furiosamente. Lo sciabordare degli umori di Benedetta e i suoi forti gemiti sono due suoni che Ginevra non scorderà mai, e la fanno venire ancora a lungo, la sciolgono in un orgasmo intenso e sfibrante. Indemoniata fa alzare la sorella, la fa sdraiare e le apre le gambe come una furia. Si tuffa sulla sua fica grondante e inizia a scoparla di nuovo con le dita.
“Aspetta.. aspetta.. così..” Gemendo, Benedetta si mette alla pecorina sul letto e invita la sorella a fotterla da dietro. Quella posizione meravigliosa ammalia Ginevra, che inizia a leccare il culetto della sorella. Si ritrova a leccarle l’ano, mentre con le dita affonda nella fica. Gli spruzzi di Benedetta colgono Ginevra di sorpresa. La sorella urla, schizzandole addosso tutto il suo piacere, mentre si palpa le tettone. Ginevra corre a leccarle tutto via dalla figa fradicia e completamente arrossata, in totale estasi inizia a strizzarle il clitoride gonfio, mentre gli spasmi scuotono ancora Benedetta.
Passano il resto del pomeriggio nude, accoccolate l’una su l’altra nel letto. Benedetta accarezza dolcemente i capelli di Ginevra, mentre quest’ultima rimane attaccata tutto il tempo agli enormi capezzoli della sorella. Succhia come una neonata affamata. Si baciano e si toccano, si leccano a vicenda come gattine in calore. Il letto di Ginevra è chiazzato dal loro abbondante piacere. Non vorrebbe staccarsi mai più dai capezzoloni della sorella, che hanno un profumo dolce e femminile. Si dividono solo dopo quasi due ore, prima dell’imminente rientro dei genitori. Benedetta si dirige in bagno per una doccia, Ginevra la ferma e le da un bacio appassionato e sincero. La sorella risponde ancor più sensuale e complice. Il contatto tra le tette delle sorelle è tremendamente stimolante e fa di nuovo crescere l’eccitazione tra le due. Continuano a baciarsi a lungo, strusciandosi i capezzoli duri l’una con l’altra. Riescono a staccarsi a fatica, quando Ginevra ringrazia la sorella di quell’esperienza magnifica.
“Quando vuoi Ginny, devi solo chiedere”.

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